17 Settembre 2018

#Zoomsulmatch Roma-Chievo. La squadra di Di Francesco non ruba palla e non sa più crossare

#ZOOMSULMATCH – Una brutta e confusa Roma non riesce a superare il Chievo e grazie ad una strepitosa parata di Olsen su Giaccherini, durante l’ultimo secondo d’orologio, non capitola. Sono solamente 5 i punti conquistati in queste prime 4 giornate di campionato, mai successo nelle cinque stagioni precedenti. I giallorossi fino a questo momento sono riusciti ad andare in gol con 7 giocatori diversi (Dzeko, Pastore, Florenzi, Manolas, Fazio, El Shaarawy e Cristante) mettendo in evidenza una buona collettività che però viene oscurata dai tanti limiti difensivi e la scarsa vena realizzativa degli attaccanti. Andiamo a vedere cosa è successo ieri allo stadio Olimpico grazie ai numeri (che purtroppo non smentiscono mai…).

ATTACCO – I tiri totali della Roma sono stati 16 (in media con le precedenti partite, ad esclusione del match di Milano dove furono solamente 6. La percentuale di precisione si è aggirata intorno al 56%, ci si aspetta sicuramente qualcosa di più.

DIFESA – La partita ieri si è giocata prevalentemente nella zona mediana (53%) e nonostante questo, la retroguardia romanista è andata in sofferenza. Si prendono molti più gol rispetto allo scorso anno e di conseguenza anche molti più tiri: 5 contro il Chievo, 10 a Milano, 6 in casa con l’Atalanta e 4 nella prima giornata in casa del Torino, per un totale di 25 tiri ed una media di 6,25 a partita.

DUELLI IN MEDIANA – Discrete le percentuali per quanto riguarda i duelli vinti (54%), leggermente meglio quelli aerei (67%), grazie soprattutto ai centimetri che la rosa è riuscita ad accumulare nell’ultimo mercato estivo. Pollice verso per quel che concerne le palle rubate, 8 contro le 18 della squadra veronese.

PRECISIONE E DISTRIBUZIONE – Nel match di ieri si è registrato il maggior numero di passaggi (613), soprattutto con un’ottima qualità (90%). Il vero tallone d’Achille restano i cross, nonostante i piedi di Kolarov e Florenzi. I traversoni sono stati 27 ma la loro riuscita molto bassa: il 26%.

Federico Prosperi

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