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ROMA ZANIOLO FEYENOORD – Dopo una stagione sottotono e alla ricerca di continuità, Nicolò Zaniolo si è fatto trovare pronto per la partita più importante della Roma quest’anno. Contro il Feyenoord a Tirana, il 22 giallorosso segna e trascina la squadra verso una vittoria storica.

Destino

Chissà che effetto deve fare a Nicolò Zaniolo essere l’uomo del destino, scrive La Repubblica. Esce dal campo con la maglietta addosso e la medaglia stretta nella mano, gli occhi puntati verso il cielo. Aveva scomodato la storia, José Mourinho, prima della partita e a Tirana c’era una storia che andava riscritta perché meritava un finale diverso. Quella di Zaniolo, caduto nelle buche profondissime che il destino sa scavare. Aveva flirtato con l’Europa fin dall’inizio della sua carriera: debutto con la Roma in Champions League al Bernabeu (prima ancora che in Serie A) e prima doppietta in un ottavo di finale di Champions, contro il Porto, a quattro mesi dall’esordio. La sua prima tripletta è riuscita a trasformare la trappola del Bodø in un acceleratore verso questa finale. E chi doveva essere se non lui, il ragazzo a cui la sorte aveva tolto due volte l’Europeo, prima e dopo il rinvio per Covid, a decidere la finale che regala alla Roma la sua prima coppa europea targata Uefa. “È il mio sogno da bambino, era ciò che volevo. Siamo una squadra forte, forse non sappiamo neanche noi quanto, ora ci godiamo questa serata stupenda per noi e per Roma“ dice al fine del match. Una gioia grande così, incidere in modo indelebile il suo nome su una coppa europea.