21 Novembre 2022

Zalewski: “Ci sentiamo protetti da Mourinho. La vittoria della Conference? Ho la coppa tatuata sul fianco”

Il terzino giallorosso si è raccontato ai microfoni di Dazn

Foto Tedeschi

Il terzino giallorosso Nicola Zalewski, attualmente in Qatar per disputare i Mondiali con la Polonia, ha rilasciato un’intervista a “Piedi X Terra”, il programma di DAZNDi seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Torniamo indietro di un anno e mezzo, quanto è cambiato il tuo mondo? 
“È cambiato tanto, è cambiata la mia vita in un anno e mezzo. È una cosa su cui ho lavorato fin da piccolo, sono contento di essere arrivato a questo punto ma so che è solo l’inizio”.

Cosa hai provato dopo la prima convocazione in Nazionale? 
“Ero molto emozionato. Era a settembre dell’anno scorso, ero appena entrato in Prima Squadra in pianta stabile. È stata una convocazione inaspettata, non me lo aspettavo perché avevo solo 19 anni. Mi ha aiutato molto Piotr Zielinski, adesso siamo grandi amici. Mi sono sentito molto protetto dai giocatori polacchi che giocano in Serie A, mi hanno aiutato. Non mi aspettavo a 20 anni di poter giocare un Mondiale, è stato un obiettivo e un sogno. Come lo è per me, lo è per ogni calciatore”.

Cosa ha di speciale Lewandowski? 
“Si comporta con tutti allo stesso modo, non c’è niente di speciale verso altre persone. Anche con me nell’ultimo raduno, mi ha dato dei consigli dopo l’ultima partita”.

Quanto è stato importante Mourinho per il tuo arrivo in Nazionale? Ti ha cambiato ruolo… 
“Mi ha cambiato molto, lo devo ringraziare perché ha fatto scoprire anche a me un ruolo che non pensavo avrei mai potuto fare. Sono molto contento, ma c’è molta strada da fare”.

Cosa ti ha detto prima di farti giocare la prima volta? 
“Mi ha detto di fare quello che so fare. Di prendere palla, puntare l’avversario e metterlo in difficoltà. È un privilegio e un orgoglio essere allenato da un tecnico e una persona così. Il suo rapporto con i calciatori a livello umano è molto buono”.

Con te che rapporto ha? 
“Buonissimo. Un rapporto normale tra giocatore a allenatore. Mi ha aiutato tanto anche in momenti difficili della mia vita, lo devo ringraziare”.

Quanto è importante per un giovane avere un allenatore come Mourinho? 
“Molto importante. Noi ci sentiamo molto protetti da lui, ma non solo noi giovani. Tutta la squadra e tutto lo staff sanno che possono contare su un allenatore così”.

Sembri essere un predestinato, in ogni tuo esordio hai lasciato il segno: 
“Questa parola predestinato non è che mi piace più di tanto, perché sembra come se dovesse succedere per forza. Io sono convinto che tutto quello che ho fatto è grazie al mio lavoro, grazie a chi mi è stato accanto, ai miei allenatori e ai miei compagni. Questa parola predestinato non mi va giù”.

Ti ricordi questa foto (Zalewski da bambino con Francesco Totti)? 
“Sì sì me la ricordo. Ero molto piccolo, appena passava un giocatore della Prima squadra restavamo tutti a bocca aperta e gli chiedevamo qualche foto. Io ho avuto la fortuna di incontrare il Capitano, mi tremava la mano mentre facevo la foto”.

Cosa è Totti per un tifoso della Roma? 
“È difficile da spiegare. È una cosa che senti dentro. Se non sei di Roma non puoi capirlo del tutto, come Maradona per il Napoli. È una cosa inspiegabile”.

Zalewski è stato il primo 10 con il nome scritto in Primavera, cosa hai provato: 
“Il 10 a Trigoria ha un sapore speciale, indossarlo è stato un sogno, una cosa fantastica”.

La vittoria della Conference? 
“È stata una gioia per tutti. Per noi cresciuti nel settore giovanile è stata forse una gioia doppia, vincere un trofeo internazionale al primo anno tra i professionisti è incredibile”.

Ti sei tatuato anche tu la Conference? 
“Sì sì, ce l’ho sul fianco”.

Hai lanciato una sfida a Dybala visto che vi incontrerete al Mondiale? 
“Sì sì, anche più di una volta (ride, ndr). Gli ho detto ci vediamo il 30, per fare una battuta. Entrambi faremo del nostro meglio, vedremo chi vincerà”.

Oltre a Dybala incontrerai anche Messi, cosa vuol dire per te? 
“Sono molto emozionato, è uno dei più forti della storia del calcio. Cercherò di fare  del mio meglio, speriamo che le gambe non tremeranno”.

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