1 Novembre 2022

Verona-Roma, l’analisi tattica: errori di palleggio e poco movimento, Mourinho la spunta con la qualità dei singoli

L'analisi tattica di come la Roma ha maturato il successo del Bentegodi contro il Verona nella 12a di campionato

Foto Tedeschi

Vince la Roma al Bentegodi, dove poco più di un anno fa Mourinho aveva conosciuto la sua prima sconfitta in campionato da tecnico della Roma, ma era diverso quel Verona, così come il percorso di crescita dei giallorossi era appena agli albori, e sarebbe dovuto passare attraverso molte altre sconfitte prima di arrivare al trionfo europeo di Tirana 9 mesi dopo; a 3 gare dallo stop causa Mondiale in Qatar, inframezzate dalla gara da dentro o fuori di Europa League, la Roma apre la 10 giorni decisiva della sua stagione, che molto se non tutto potrà già decidere molto del suo futuro da gennaio in poi, con una vittoria di grande auspicio ; con una classifica che la vede al quarto posto, ad 1 punto dal Milan, 2 dall’Atalanta, nonostante gli infortuni e i margini di miglioramento che una rosa come quella giallorossa deve e dovrà obbligatoriamente sapere esprimere nella seconda parte di stagione.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

Entrambe con un 3-4-1-2 speculare, le due squadre si affrontano nei duelli singoli in ogni zona di campo ; Mourinho sceglie i soliti 3 (Mancini, Smalling, Ibanez) davanti a Rui Patricio, con Karsdorp e Zalewski sulle corsie esterne; con Cristante in mediana c è la corsa di sostanza e il peso specifico di un Camara che finalmente comincia a trovare lo spazio che merita, mentre Pellegrini si sistema alle spalle di Abraham e Zaniolo; sulla sponda gialloblù ci sono, davanti a Montipò , Dawidowicz, Gunter, e Ceccherini, con Faraoni e De Paoli esterni, mentre Veloso detta i tempi in mediana, con Tameze e Hongla di supporto, a turno, a Kallon ed Henry.

PRIMO TEMPO CONFUSIONARIO,CHE IL VERONA REGGE SUL VANTAGGIO, PROVVIDENZIALE IL PARI DI ZANIOLO PRIMA DELL INTERVALLO 

Bocchetti e il suo Verona sono alla sesta sconfitta consecutiva, e aldilà della legge dei grandi numeri deve necessariamente smuovere più cose, a cominciare dall’atteggiamento, guerriero e aggressivo, che si manifesta sin dai primi minuti con un baricentro molto alto ed uno scalare forte in avanti sulla prima costruzione giallorossa; il suo Verona non ha più gli interscambi degli anni scorsi, con Veloso bloccato, e Tameze che va in verticale davanti a lui, il Verona è molto simile in entrambe le fasi, con gli esterni che vanno a prendere alti Karsdorp e Zalewski, così come sempre molto aperti in fase di costruzione, concedendo spazi importanti dopo la riconquista alla Roma; giallorossi che, notoriamente, applicano il recupero palla nella zona centrale del campo, con più di un occasione propizia con Abraham ancora deficitario in zona gol, e uno Zaniolo che opera bene le transizioni, e che troverà il gol nel finale di tempo ; è però il Verona, dopo un paio di colpi a salve dell’inglese a trovare il vantaggio con Dawidowicz sugli sviluppi di una respinta in seguito a corner, che devia in mischia una conclusione velleitaria dalla distanza; lo svantaggio obbliga la Roma a migliorare il suo palleggio sulla pressione alta scaligera, a creare più movimento tra le linee e trovare raccordo con Pellegrini (troppo fuori dal gioco), così come sollecitare Zaniolo su Ceccherini subito ammonito; la Roma è in difficoltà, non riesce mai a mettere qualità nelle giocate, e sembra di vedere gare già vissute nella prima parte della stagione scorsa, con la squadra incapace di vincere l’inerzia negativa del risultato; ma arriva in aiuto una entrata folle, proprio di Dawidowicz che abbatte Zaniolo e guadagna anzitempo gli spogliatoi, con ancora un ora abbondante di gioco; Bocchetti mantiene l’assetto abbassando Tameze in un 3-4-2 che non si chiuda troppo all’ indietro, ma cerchi di offendere negli spazi; la Roma, nonostante la superiorità numerica, ha Pellegrini fuori dal gioco e necessita della sua qualità, ma la squadra non lo trova mai, troppi tocchi, tutti che portano palla, poco o niente il movimento senza, con errori di palleggio sconcertanti; e qui sale in cattedra il primo protagonista di serata, Camara (migliore in campo dei suoi), che a ridosso dell’intervallo sradica palla al centro del campo, innescando la ripartenza chirurgica di Abraham che pur dimostrando ancora approssimazione, genera il pari di Zaniolo ; importante, se non fondamentale, avere pareggiato prima della fine del tempo, per le dinamiche psicologiche che si generano.

RIPRESA SEMPRE APPROSSIMATIVA E SENZA QUALITÀ,MA DECISIVA NEI CAMBI

Si riparte con El Shaarawy per Cristante ammonito, va Pellegrini in mediana, mentre per Bocchetti esce Ceccherini ammonito per Hien, mentre Kallon lascia posto a Lasagna, che da più peso e velocità per ripartire; la difficoltà dei giallorossi è ancora evidente nella ripresa, con la paura e la difficoltà nel trovare passaggi imbucati tra le linee, aldilà del poco movimento senza palla, il tutto acuito dal fatto che il Verona ora marca praticamente a uomo a tutto campo, lasciando liberi di impostare i 3 centrali difensivi giallorossi; i gialloblù provano una difesa ordinata per attendere l’errore; Zaniolo, contuso precedentemente, non ce la fa, con Belotti che fa il suo ingresso, e con Volpato per Zalewski, che manda El Shaarawy a fare il quinto di sinistra; il terzo cambio è Matic per Mancini con passaggio a 4 dietro, e con il compasso di Matic in mezzo al campo dovrebbe dare le linee di passaggio che mancano; Bocchetti risponde con Magnani per Veloso, un 4-3-2 che prova disperatamente a non subire, ma al tempo stesso attendere l evento favorevole; a 15 minuti dalla fine l’interrogativo, riguardo i giallorossi è se, al 90′ avendo giocato un ora con l’uomo in più, sarà possibile non essere in grado di tirare in porta… Djiuric per Henry, Shomurodov per Camara (Mourinho passa al 4-2-1-3, alzando molto i terzini), con Bocchetti che deve compattarsi ulteriormente, con Sulemane per Hongla; quando il risultato appare inchiodato, e l’ispirazione offensiva velleitaria, Matic si inventa una assistenza dopo percussione personale, che trova il sinistro vincente di Volpato, che a sua volta si ripete poco dopo con una imbucata sublime per il 3 a 1 di El Shaarawy, che suggella una vittoria piena di riflessioni: potrà questa squadra fare a meno, nella seconda parte di stagione, contemporaneamente, della sostanza di Camara e la qualità di Matic?

Maurizio Rafaiani

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3 commenti

  1. just papa max ha detto:

    errori di palleggio e nessuno si smarca .. eh, si .. anche io noto queste carenze, per me enormi .. e ci soffro .. e’ colpa del Mister o dei giocatori ? .. che ne pensate voi?

  2. Giuseppe ha detto:

    Con la rosa attuale della Roma secondo me Spalletti vinceva il campionato

  3. Fabio64 ha detto:

    Le coppe sono la colpa. Se come accade, la Roma avesse due squadre, allora si potrebbero alternare squadra di coppa e squadra di campionato. Attualmente questo non è possibile. Lo scorso anno si giocava la Conference, per la League devi mettere in campo la migliore formazione al netto dei disponibili. Il resto sono chiacchiere e discorsi di chi vive le partite da tifoso, ma non da tecnico del settore.