Una Roma coraggiosa ma penalizzata dalle disattenzioni. Sfuma la chance di fermare l’Inter

Valerio Bottini
11/02/2024 - 8:24

Getty Images
Una Roma coraggiosa ma penalizzata dalle disattenzioni. Sfuma la chance di fermare l’Inter

ROMA INTER – La Roma esce sconfitta dal big match dell’Olimpico contro la capolista Inter, che si impone 4-2 in una gara dai mille volti. Per poco più di un tempo i giallorossi credono nell’impresa, poi alcune disattenzioni riportano avanti i nerazzurri, bravi a concretizzare le occasioni avute a disposizione.

Primo tempo di alto livello, secondo in calo

Sotto di un gol all’intervallo (2-1), in 11′ di ripresa i nerazzurri hanno ribaltato tutto. Alla Roma sono mancati i pesi massimi, Lukaku, che si è divorato due gol, e Dybala, un fantasma tra le pieghe della partita. De Rossi, come prevedibile, ha confermato la sua Roma coraggiosa, anche perché l’inserimento del protettivo Bove avrebbe comportato la rinuncia al lavoro a tutta fascia di El Shaarawy e il decentramento di Pellegrini, il migliore, che deve stare al centro del villaggio. Il coraggio è stato premiato da un ottimo primo tempo. Nella ripresa il crollo. Ma la strada è giusta e vale come suggerimento. Per creare problemi all’Inter, bisogna attaccarla, non aspettarla come ha fatto la Juve. L’Atalanta, il Bologna e il Milan lo faranno.

Già al primo minuto, Sommer deve accompagnare oltre la sbarra un destro a giro di El Shaarawy. Olimpico in fiamme. Paredes si abbassa tra i due centrali per l’impostazione a 3 che consente a Pellegrini e Dybala di farsi trovare subito alti, oltre il muro del pressing interista. In fase passiva, il profondo ripiegamento di El Shaarawy consente di stendere una linea a 5 e di lasciare alto Pellegrini in pressione, pronto ad armare la ripartenza, a palla recuperata. Per i giallorossi diventa più faticoso risalire e subiscono una manciata di corner. Su uno di questi, al 17′ Lukaku spizza soltanto e Acerbi, defilato a sinistra, inzucca sul palo lungo. Troppo sorpreso Rui Patricio che lamenta un disturbo di Thuram, in fuorigioco. 1-0.

Lo conferma al 28′ Pavard che, sulla punizione di Pellegrini, si perde Mancini che incorna il pareggio. E lo ribadisce tutta la squadra, pigra, al 44′ quando subisce la transizione di Pellegrini che regala la profondità ad El Shaarawy. L’Inter esce dallo spogliatoio e in 8 minuti la situazione, prima con Thuram poi con l’autogol di Angelino e infine con la rete di Bastoni.

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  1. Inutile illudersi le tre vittorie di seguito hanno fatto pensare al miracolo ma la Roma non e` una grande squadra .Il crollo nella ripresa e` da horror tre gol da un’Inter apparsa non eccelsa ne` irresistibile. Il problema sono i giocatori esaltare i Dybala ,Pellegrini e Lukaku e stato un eccesso di ottimismo la Realta e che ne pallegrini ,ne Dybala sono dei nuovi Totti e Lukaku non e Batistutta o Montella o Vucinic
    La squadra nell’insieme e` di medio valore da mezza classifica e niente piu`. Davanti con Inter,Juventus , Milan ,Atalanta , sara difficile togliere un posto e dietro Lazio ,Napoli ,Fiorentina e Bologna insidiano i posti nelle coppe. De Rossi sono convinto che fara di tutto per infondere la carica ma trovera gli stessi problemi di Mourinho ,dalle rape cosa tiri fuori ? L’Ereditadi Pinto e della crisi economica .

    1. Ma di quali miracoli parli esattamente?
      Io non so quali siano le tue aspettative, ma per come si era messa la stagione (nono posto fuori dalla coppa Italia con umiliante sconfitta nel derby annessa e quasi fuori contro la Cremonese) mi aspetto semplicemente che si faccia meglio di chi lo ha preceduto, e almeno finora sta accadendo. Poi nessuno è in grado di prevedere il futuro ma era necessario almeno provare a cambiare le cose.
      Ma vi siete mai chiesti come mai Mourinho non dura mai più di due o tre stagioni nelle squadre che allena? Spreme tutti come limoni, se le cose sono andate bene raccoglie i frutti scappando alla prima offerta migliore sul tavolo, sennò la butta in caciara quando le cose vanno male e si fa cacciare prendendosela con tutti tranne che se stesso.