Tra Roma e Polonia. Uno Zalewski “di rigore” prova a tornare grande

Valerio Bottini
27/03/2024 - 19:40

Foto Romanews.eu
Tra Roma e Polonia. Uno Zalewski “di rigore” prova a tornare grande

ZALEWSKI ROMA – Poco più di un mese fa il rigore decisivo nella lotteria degli ottavi di Europa League tra Roma e Feyenoord, adesso il centro nella serie dal dischetto con cui la Polonia ha staccato il pass per gli Europei a scapito del Galles. E’ uno Zalewski decisivo dagli undici metri, che pian piano sta provando a tornare grande dopo un periodo di appannamento a cavallo tra la scorsa stagione e quella attuale. Un lasso di tempo in cui il laterale nato e cresciuto a Tivoli ha visto scendere notevolmente il suo minutaggio, prima con Mourinho, ora con De Rossi.

L’esplosione e la cavalcata in Conference

La prima vera stagione con la prima squadra, quella 2021/22, è stata finora anche la migliore dell’italo-polacco. Era il primo di Mourinho in panchina, con una Roma sesta in classifica in campionato ma capace di una cavalcata trionfale in Conference League che permette di riportare un trofeo a Trigoria dopo 14 lunghi anni di digiuno. Zalewski, nonostante la giovanissima età, colleziona 24 presenze di cui 7 in Europa.

E’ proprio in coppa che la sua stella si accende in maniera più fragorosa. Realizza prima l’assist per Zaniolo nei quarti di ritorno contro il Bodo Glimt, poi quello (straordinario) per Pellegrini nella semifinale in casa del Leicester. Un’azione personale fatta di velocità, tecnica e visione di gioco non comune a tutti i calciatori di ( a quel tempo) appena vent’anni. Ecco che la maglia da titolare sulla fascia sinistra per la finale di Tirana contro il Feyenoord è d’obbligo. Sessantasette minuti in campo e una coppa europea alzata con la maglia della squadra del cuore. Tutti, nell’ambiente giallorosso, intravedono in Nicola l’esterno del presente e del futuro del club.

Gli alti e bassi e lo spostamento di fascia

La stagione successiva gioca con ancor più continuità, spostato spesso da Mou dalla fascia sinistra a quella destra, a secondi degli infortuni che di volta in volta colpiscono i compagni di reparto. Sono 47 presenze tra campionato e coppe in cui le sporadiche luci (primi due gol in Serie A) lasciano però spazio a diverse ombre, con prestazioni spesso poco brillanti sia in fase difensiva che offensiva. Un’annata che termina con il settimo posto in classifica e l’amarezza di una finale di Europa League persa tra le polemiche ai calci di rigore.

Indietro nelle gerarchie

Inizia in maniera ancor più opaca la stagione in corso, caratterizzata dall’avvicendamento in panchina tra Mourinho e De Rossi. Nelle 18 gare (sulle 29 totali della squadra) finora disputate in questo campionato, Zalewski parte da titolare solamente in 7 occasioni, giocando spesso solo una manciata di minuti nei finali di partita. Nelle gerarchie prima di Mou e poi di DDR viene scavalcato prima da Spinazzola ed El Shaarawy, poi, a seconda del lato, anche da Kristensen ed Angelino. Il rigore della gloria trasformato contro il Feyenoord rappresenta il picco di una stagione fino a questo momento non in linea con le aspettative.

Il nuovo della Roma di De Rossi, tuttavia, gli concede anche la possibilità di giocare un tridente offensivo o dietro alle punte, ruoli ricoperti in passato nelle giovanili. Una svolta che, unita alla fiducia delle buone prestazioni con la nazionale polacca, potrebbe contribuire a regalare ai giallorossi un eterno su cui poter an cora pensare di costruire il futuro.

Valerio Bottini

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