24 Ottobre 2009

Totti, e il contratto?

 
IL TEMPO – Ma perché il prolungamento del contratto col più grande giocatore della Roma di tutti i tempi non viene firmato? Da mesi filtrano indicazioni precise: i tempi di questo prolungamento (2014) i soldi (5 milioni di euro netti a stagione) la comunione di intenti delle parti. E allora, dov’è l’intoppo. Qual è la ragione oscura – il «dettaglio» – come si dice in questi casi, che manca? Non certo qualcosa che arriva da Totti. Il capitano ha dimostrato in tutto e per tutto che per lui esiste solo la Roma. Lo ha dichiarato e la sua carriera lo dimostra. Allora è forse la Roma che non è convinta di questo oneroso impegno? A sentire Rosella Sensi, presidente plenipotenziario a Trigoria, c’è da escludere anche questa ipotesi. Il presidente che di errori ne ha commessi tanti, sa bene che su Totti non si può sbagliare. Forse la durata dell’accordo è discutibile, ma la bontà del prolungamento non può essere minimamente criticabile. E allora dove sta il problema, l’intoppo? È forse da ricercare nella situazione patrimoniale della Roma, società dal bilancio sano (a parte i 15 milioni di euro da reperire da qui a giugno, nel prossimo mercato di gennaio con un’altra cessione importante), ma controllata da una holding come Italpetroli oberata di debiti? O forse un contratto così importante (e pesante) potrebbe pesare su eventuali possibili nuovi compratori? Le domande sono tante. Troppe. E si inseguono in questo ottobre romano, scandito dall’ennesimo problema fisico al ginocchio di Francesco Totti che, tuttavia, ha tenuto a precisare che di operazione non ne ha mai parlato. Dunque, niente operazione, recupero programmato con corsa e fisioterapia, ma niente contratto. Una vicenda anomala, vagamente oscura, capace di malcelare storie che probabilmente nulla hanno a che vedere con le intenzioni sia di Totti che della Sensi.

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