Torino Roma, l’analisi tattica: la costruzione giallorossa fatica nel palleggio, più campo nel secondo tempo

Redazione RN
25/09/2023 - 7:09

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Torino Roma, l’analisi tattica: la costruzione giallorossa fatica nel palleggio, più campo nel secondo tempo

TORINO ROMA ANALISI TATTICA – In questo interlocutorio avvio di stagione, uno dei peggiori degli ultimi 20 anni di campionati, la Roma impatta a Torino dopo essere stata in vantaggio fino a pochi minuti dal novantesimo, e dopo una prestazione sotto ritmo per larghi tratti di gara ,con l’attenuante dell’impegno infrasettimanale di 72 ore prima, che qualche energia aveva inevitabilmente tolto; ancora una volta i giallorossi hanno messo in mostra il potenziale offensivo quando la presenza di Dybala e Lukaku è contemporanea nei 90 minuti, aspetto decisivo e leit motiv di una stagione che solo con la loro presenza può e potrà diventare significativa, per una squadra totalmente dipendente, nei suoi sviluppi di gioco, dalle loro caratteristiche.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

Mourinho sceglie un 3-4-3 speculare, con Mancini, Llorente, Ndicka davanti a Rui Patricio, con due mediani di costruzione Cristante e Paredes più bloccati, mentre sugli esterni Kristensen e Spinazzola vanno a giocare il loro duello tutta corsa con gli opposti di Juric ; davanti con Lukaku ci sono Dybala ed El Shaarawy attaccanti esterni a piede Invertito, con Dybala più portato ad entrare dentro al campo rispetto ad El Shaarawy ; per Juric le solite certezze nel suo 3-4-3 con Schurrs, Bongiorno, e Rodriguez davanti a Milinkovic-Savic,e con Bellanova e Lazaro esterni ; in mediana Ilic e Tameze sono i mediani, mentre ci sono Seck e Radonijc a supporto del sogno di mezza estate giallorosso Zapata.

PRIMO TEMPO SPEZZETTATO, SOTTO RITMO, E BRUTTO IN LINEA COL TERRENO DI GIOCO

I granata sono da subito aggressivi in avanti, uomo su uomo, con la Roma che a differenza delle ultime gare tiene un baricentro medio rispetto al consueto, rimanendo corta e compatta e riuscendo a esserlo per tutti 90 minuti, un ordine che raramente la squadra aveva evidenziato in queste prime uscite stagionali ; da subito è apparso ben definito un duello pericoloso a centro area, quello tra Llorente e Zapata, peso diverso, ma soprattutto una corsa diversa, ma lo spagnolo ha sempre lavorato correttamente nelle letture e negli anticipi, non facendosi mai prendere alle spalle e non consentendo al colombiano di prendere velocità ; qualche difficoltà solo nel gioco aereo, ma l’occupazione dell’area in serata da parte dei 3 centrali è sempre stata adeguata ; il duello singolo Llorente/Zapata è stato quello più sollecitato dei 10 in serata, alla pari di quello Bongiorno/Lukaku, all’interno di una partita nella partita che ogni singolo duello individuale poteva vivere sul terreno di gioco ; la costruzione granata era principalmente sulle catene esterne, nell’interscambio e rotazione tra la punta esterna e il quinto di centrocampo, con il braccetto a sostegno e il mediano di parte dentro al campo a dare equilibrio preventivo, e la ricerca del tracciante dalle corsie esterne è stato il flusso di gioco principale attraverso il quale gli uomini di Juric portavano l’offensiva ; la costruzione giallorossa faticava nel palleggio verso i due mediani Cristante e Paredes, attenzionati in maniera asfissiante da Ilic e Tameze, tanto che l’uscita esterna risultava più efficace, così il come passaggio diretto dentro al campo per Dybala ed El Shaarawy risultava più semplice per innescare l’intesa tra Lukaku e Dybala, col primo che si appoggia e il secondo che rifinisce sul successivo movimento, e i duelli nella metà campo granata diventano pertanto Rodriguez su Dybala,e Schuurs su El Shaarawy ; come prevedibile, è del Torino la supremazia territoriale e le percentuali di possesso palla, ma il campo sconnesso genera molti errori tecnici, sia nelle ricezioni che nelle trasmissioni, ed essendoci molti duelli individuali ci sono molti break dentro al campo, con le transizioni che diventano frequenti, in una gara comunque brutta ,piena di seconde palle, e poca precisione ; a fine primo tempo, la principale situazione tattica che deve risolvere la Roma per trovare la via del gol risiede nel duello rusticano Bongiorno/Lukaku, dove il granata riesce quasi sempre a reggere i corpo a corpo, e dove diventerebbe opportuno lasciare un duello in campo largo nell’imbuto centrale del campo, sulla corsa del belga, quindi mantenendo El Shaarawy e i quinti più larghi, con Dybala che viene a ricevere incontro (portando fuori Rodriguez, per poi mettere in porta Lukaku con la rifinitura.

RIPRESA PIÙ VELOCE, MA IL VANTAGGIO CONSEGUITO DOPO UN LAVORO AI FIANCHI DI LUKAKU NON BASTA

Si riparte con gli stessi 22, e con un miracolo di Rodriguez che dopo pochi minuti salva un gol sicuro dopo una percussione di Lukaku e sua successiva assistenza a centro area per l’accorrete Dybala, che perde il duello con lo svizzero che lo anticipa ; Spinazzola e Kristensen aumentano i giri e la Roma comincia a prendere campo e a raccordarsi ancora meglio con Lukaku, con Juric che inserisce Vlasic per lo stanco Radonijc, e con Cristante che successivamente fugge alla guardia di Ilic per occupare l area e colpire il solito palo (già il sesto stagionale) evento fedele ai giallorossi; la squadra giallorossa trova supremazia territoriale, prende campo, col Torino che fatica adesso a ripartire sugli esterni, con Zapata marcato forte da Llorente, si avvicina a Lukaku quando riceve di spalle, e trova il gol proprio orchestrato con un’azione corale che culmina col belga che riceve in area e vince la sportellata con Bongiorno ; Zalewski per El Shaarawy, Sanabria, Karamoh ,Pellegrini, per Seck, Tameze, Bellanova, il Torino ultra-offensivo alla ricerca disperata del pari lo trova però solo su una palla inattiva, 5 minuti dal 90esimo, un calcio piazzato dove Ndicka e Cristante non riescono ad arginare lo strapotere fisico di Zapata, confermandosi killer dei giallorossi; sulla parità il Torino ora non ha equilibrio, per via dei giocatori offensivi in campo, Mourinho inserisce Belotti per Spinazzola, con Zalewski che va quinto a sinistra, ma il risultato non cambia più.

Maurizio Rafaiani

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