• Torino-Roma, l’analisi tattica: equilibrio e compattezza regalano il bottino pieno ai giallorossi

    Redazione RN
    09/04/2023 - 11:12

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    Torino-Roma, l’analisi tattica: equilibrio e compattezza regalano il bottino pieno ai giallorossi

    TORINO ROMA ANALISI TATTICA – In una corsa alla Champions sempre affollata, che per le giornate interlocutorie di tutte le protagoniste, dove l’inciampo è spesso all’ordine del giorno, somiglia più al vecchio gioco dell’oca, la Roma ritrova il terzo posto espugnando Torino, campo spesso indigesto o comunque dove tornare con i tre punti non è mai un copione scontato. Nonostante un mini turn over, i giallorossi hanno dimostrato equilibrio e compattezza e una consapevolezza che spesso contraddistingue una squadra che sa mantenere inviolata la porta e che, in funzione di ciò, si fa bastare anche un solo gol di scarto per ottenere il bottino pieno.

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

    Entrambe con un 3-4-2-1 speculare, Mourinho sorprende nell’undici iniziale con Llorente preferito a Ibanez nel terzetto più i quinti istituzionali Smalling, Mancini e Zalewski e Spinazzola. In mediana il rientro di Cristante relega al turno di riposo Matic, accomodandosi a fianco di Wijnaldum, mentre sul fronte avanzato Dybala agisce da falso nove, con El Shaarawy sul centro-sinistra e Solbakken sul centro-destra a piede invertito. Juric sistema davanti a Milinkovic-Savic il terzetto composto da Schuurs al centro, con i braccetti in catena con gli esterni che sono Gravillon e Singo a destra e Buongiorno e Rodriguez a sinistra. In mediana le geometrie di Ricci e Gineitis, con Radojnic e Miranchuk punte esterne alle spalle di Sanabria.

    PRIMO TEMPO POVERO DI EMOZIONI,CHE RUOTA ATTORNO ALL EPISODIO DECISIVO 

    Un Torino molto aggressivo in avanti e subito dentro alla metacampo giallorossa con la Roma in attesa è lo scenario iniziale disegnato sul campo. Gli uomini di Juric giocano a uomo, come consuetudine, con i mediani Ricci e Gineitis sui due mediani giallorossi. I granata, sulla costruzione della Roma, per il fatto che Cristante viene incontro a costruire e Wjinaldum va in verticale, non riescono a stare compatti e non riescono a scalare in avanti come vorrebbero, così che i due braccetti Mancini e Llorente trovano spazi praticabili dentro al campo. Spinazzola e Zalewski aggrediscono molto alti, in fase di non possesso, i quinti granata, così come la Roma in mezzo al campo opera alcuni break importanti, col Torino spesso alto e senza coperture preventive, con la possibilità di essere colpito alle spalle. Appena la Roma mette il naso fuori, Zalewski ruba e crea o presupposti dai quali scaturisce il rigore del vantaggio, sul quale i giallorossi leggeranno sempre bene la gara, corti, scivolano ora in avanti, ora ripiegano indietro per non farsi prendere alle spalle. Nella fase offensiva i 3 attaccanti di Mourinho danno pochi riferimenti ai 3 centrali granata, ai quali vengono tolti i riferimenti, con Dybala falso nove che si tira sempre fuori, e con Solbakken ed El Shaarawy che si buttano negli spazi centrali. Anche se l’aspetto tattico decisivo sono Solbakken e Dybala che si intercambiano continuamente di posizione occupando la zona centrale, e in fase difensiva ripiegano nel corridoio dove erano quando abbiamo perso palla. La gara nel primo tempo non ha ritmi elevati, senza sussulti, praticamente uno 0 a 0 il cui equilibrio è spezzato dal rigore di Dybala. Il Torino, solitamente sempre bravo a trovare linee di passaggio nei corridoi verticali, fatica nel raccordo perché i giallorossi chiudono bene, obbligando sempre ad andare sull’esterno, un El Shaarawy molto ordinato e utile in fase difensiva brilla a sinistra, mentre a destra su Rodriguez c è Zalewski che fatica un po’ di più.

    RIPRESA DALLA SOLIDITÀ DIFENSIVA,CON RISCHI AL  MINIMO 

    Si riparte con gli stessi 22, con il Torino che ha una reazione prevedibile, serra i tempi, con la Roma che cerca di congelare, abbassare il ritmo che Ricci e compagni cercano di alzare per produrre un forcing incisivo. Juric inserisce DjidJi, Vlasic, Pellegri per Ricci, Gravillon, Sanabria, trovando un assetto super-offensivo, che porta ad entrare di più nei corridoi verticali rispetto a prima, con i giallorossi che faticano nel filtro. Mourinho corre ai ripari, Pellegrini per El Shaarawy (fin li perfetto nella fase difensiva), con il capitano che deve fare altrettanto in quella posizione, e di li a poco è il turno di Matic per Solbakken, con Pellegrini e Wijnaldum dietro a Dybala, in una sorta di 5-4-1 di qualità e conservazione. Altro Slot per Juric con Lazaro e Karamoh, per Radonjc e Buongiorno (Rodriguez va braccetto di sinistra), con Pellegri punta centrale e 6 giocatori alle spalle che si intercambiano nelle catene formando due triangoli esterni, sulle cui rotazioni dovranno essere bravi a scivolare i giallorossi, che con Abraham (per Dybala) tentano di allungare e tenere palla. Si entra così nei minuti finali di una gara dagli expected goal irrilevanti da entrambe le parti, con una conclusione pericolosa per parte e nulla più e con i giallorossi che esultano meritatamente al fischio finale.

    Maurizio Rafaiani

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    1. Ma nessuno dice che la modalità “giocare in 11” può essere decisiva ? C’avessimo pensato prima, a ‘sto punto, forse gli sbiaditi li guarderemmo dall’alto, come ci compete, in basso. Col rientro di Matic, obbligatorio, al posto di Solbakkone (in bocca al lupo !), la squadra questa è. Da discutere un eventuali impiego di una punta, ma solo a pensarci mi metto le mani nei capelli : quale ?

    2. In una partita come quella di ieri l’unica cosa buona sono solo i tre punti il resto da dimenticare.
      Chi si esalta secondo me fa male, oltretutto poi il Torino mi è parsa la solita squadra scarsa di sempre, una delle peggiori della serie A come contenuti tecnici

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