ROMA-BARCELLONA, L’ANANALISI TATTICALa Roma esorcizza la paura di scoprirsi nuovamente inadeguata al cospetto di una grande del calcio mondiale, con una gara di grande dignità,attenzione e spirito di sacrificio,impattando meritatamente al termine di 90 minuti vibranti che le restituiscono una dimensione consona agli obiettivi di stagione. Garcia sceglie gli 11 della rosa che allo stato attuale rappresentano la migliore affidabilità, con un 4-3-3 molto compatto e serrato tra le linee, che si trasforma in un 4-5-1 in fase difensiva. La difficoltà nell’affrontare il Barcellona nasce dalla variabilità che Suarez riesce a dare ai blaugrana al di fuori del suo possesso palla, potendo colpire anche in contropiede, oltre che al conclamato palleggio. L’atteggiamento dei giallorossi è quello giusto, con 9 giocatori sotto palla ai quali si aggiunge spesso Dzeko, che però in alcuni momenti del primo tempo schiaccia troppo la squadra, costringendo sia se stesso che a Salah, vera arma nel tentativo di ripartenza e di ribaltamento dell azione romanista, ad azioni personali. La compattezza dei reparti e le linee serrate limitano molto il palleggio blaugrana. Sono due le situazioni che creano difficoltà alla fase difensiva giallorossa specie nel primo tempo: la prima è l’atteggiamento dei 3 centrocampisti centrali (Keita,De Rossi,Nainggolan) che troppo spesso si limitano a difendere la posizione senza mettere pressione al portatore di palla avversario, consentendo più di una gestione della palla scoperta per la rifinitura; la seconda è l’atteggiamento di Falque, che non riesce ad obbligare Sergi Roberto ad un atteggiamento poco propositivo, cosa che riesce invece a Salah sulla corsia opposta con Jordi Alba. Falque va a prendere molto alto Sergi Roberto lasciando spesso solo Digne alle sue spalle, con Keita e Nainggolan che faticano a scivolare sulla esterno per assistere il francese. Il primo tempo vede i giallorossi trovare anche modo di alzare il baricentro grazie alla velocità di Salah e sostegno della linea difensiva che accorcia da dietro trovando modo di respirare e recuperare energie preziose per la ripresa, dove certi momenti di forcing blaugrana fanno temere il peggio, ma la squadra sta bene e quest’anno sembra correre come dovrebbe.

M.R

SCZCESNY: un’ora di gioco di consueta sicurezza e presenza dentro all area di rigore,poi l’infortunio dalla dinamica oscura

FLORENZI: monumentale in entrambe le fasi, fermo restando che quella offensiva è estremamente razionale nella sua gestione(si limita ad accompagnare), mentre in quella difensiva spazza definitivamente ogni dubbio (per chi ancora ne avesse)sulla sua affidabilità. Jordi Alba trova spazi solo quando Florenzi stringe per esigenze di ripristino della superiorità centrale, o quando Salah ritarda certe letture. Sicuramente in fase di studio del Barcellona una indicazione di come Ter Stegen sia portato a giocare molto fuori dalla porta deve essere arrivata come input a più di un giocatore della rosa.

MANOLAS: Suarez gli gira intorno ballando sulla linea difensiva,ma le imbucate per lui sono sempre palle alte per cui è molto più semplice intervenire,tanto che non viene mai colto di sorpresa; lascia sempre il primo movimento all avversario nelle situazioni di uno contro uno o nei duelli rusticani intorno alla linea dell area di rigore. Invitiamo tutti a focalizzarsi sulla sua gara per apprezzare certe letture difensive, che culminano col salvataggio sulla linea nei minuti finali.

RUDIGER: fortunato quanto audace,efficace e decisivo quando va in scivolata in area a chiudere l’incursione avversaria, gode della protezione difensiva della squadra. Tende ancora a lavorare poco col compagno di reparto,con l intesa che dev’essere affinata quanto prima.

DIGNE: Nel complesso la sua gara vive del giusto equilibrio ed efficacia in entrambe le fasi: senza timore reverenziale, è sempre reattivo sulle seconde palle e nel temporeggiamento, specie su Messi che non trova tanti spazi praticabili.

DE ROSSI: sempre pronto a proteggere i centrali,puntuale nell assorbire tutti i movimenti verso l imbuto centrale, svolge il compito con grande puntualità, leggendo tutte le traiettorie dei fini dicitori avversari.

KEITA: generoso tanto da portare talvolta pressing da solo, anche nel tentativo di stimolare i compagni a salire, ringhia su ogni pallone sprecandone pochissimi; la sua è una gara più di lotta che di poesia ma lo spessore resta.

NAINGGOLAN: il meno brillante dei tre centrocampisti per un ora di gioco, esce alla distanza spegnendo l’ipnotico palleggio avversario nella seconda parte di gara con la sua veemenza; gioca molto di posizione obbligando Rakitic a battere la zona opposta per le sue iniziative senza palla(dalla quale nasce il gol).

FALQUE: in fase difensiva, come detto, va a prendere molto alto il dirimpettaio, creando un pericoloso spazio alle spalle dove il Barcellona trova spazi insperati, ma non gli si possono imputare responsabilità particolari.

SALAH: superfluo ogni commento riguardo le sue capacità di corsa, solo un appunto per come manchi di risolutezza in fase finale di gestione di certe ripartenze. Si sforza di essere attento in fase difensiva e, pur facendosi sorprendere su due diagonali, nel complesso il suo apporto difensivo è apprezzabilissimo.

DZEKO: il suo primo tempo è una lotta isolata sulla profondità, alla quale si sottrae abbassandosi ulteriormente nel tentativo generoso di aiutare i compagni. Nel secondo tempo ottimo nella propria metacampo con tanto lavoro per fare salire la squadra, mentre sbaglia la gestione di buona parte dei palloni da rifinire nei 30 metri finali.

DE SANCTIS: un intero stadio in apprensione per il suo ingresso, ma generoso ed opportuno nel tributargli il giusto incoraggiamento (con un’ovazione scrosciante), il tutto largamente ripagato da 25 minuti perfetti in tutte le situazioni,con alcuni palloni velenosi contenuti con sicurezza . Solo un brivido finale quando in presa su corner non trattiene la palla,ma ormai il destino aveva già scritto il felice epilogo.

ITURBE: 10 minuti dove impiegare la sua velocità in ripartenza.

TOROSIDIS: il tempo di assestare quanto di dovuto a Suarez e partecipare al felice evento.

4 Commenti

  1. Il barca si affronta così…come fece Mourinho l’anno del triplete…Salah in gase difensiva a fare l’Etò, tanta corsa, grinta e concentrazione e il sanissimo catenaccio!! Un pò di fortuna poi ci vuole sempre!!

  2. Dzeko è stato determinante per far respirare la squadra, ha lottato e catturato moltissimi palloni che venivano scaraventati davanti. Come si dice ha fatto reparto da solo e se quel tiro non fosse stato deviato nel finale… chissà. Ricordo i tempi di Destro centravanti fantasma e borbottone che non gli arrivavano i palloni, Dzeko se li va a prendere li difende, li smista e tira da ogni posizione. Tre categorie superiore.

  3. Punto prezioso, ma spettacolo per niente esaltante: squadra di casa provincialissima, chiusa in un ferreo catenaccio senza costruzione di gioco. Il punto deriva da un’impresa anche molto fortunata di Flo. Il catenaccio si può fare anche meglio, avanzando il baricentro, praticando il fuorigioco, pressando alto dove il Barca sarebbe andato in difficoltà. Invece i portatori avevano la loro metà campo libera e potevanno impostare tranquillamente. Gli avanti non facevano fatica a movimentare o tagliare dentro creando diverse occasioni. Il punto conquistato non è certo merito di Garcia che continua a non capirci una mazza. Purtroppo il prosieguo del campionato e della coppa purtroppo ce lo confermeranno. Spero davvero di sbagliare!

  4. …9 giocatori sotto palla…sarà. Fino a 10 anni fa si diceva super catenaccio all’italiana. Adesso dire così non è più di moda e si dice 9 giocatori sotto palla. Boh…

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