Sarà una gara tatticamente complessa, quella tra Roma e Catania. I due tecnici, Spalletti e Zenga, metteranno in atto un ampio turn over, lasciando spazio a chi gioca meno spesso, per salvaguardare le energie da destinare al campionato. Scudetto per la Roma e salvezza per il Catania, si chiamano gli obiettivi delle squadre in campo all’Olimpico. Ma la Coppa Italia deve essere onorata. E questo gli allenatori lo sanno.
 
La prima novità, per la Roma di Spalletti, riguarderà il portiere. Tornerà fra i pali Curci, due mesi e mezzo dopo l’ultima volta (Roma-Samp di Coppa Italia, 29 gennaio 2008). Davanti al portiere, che giocò solo 11’ contro i genovesi a causa di un infortunio, troveranno posto, da destra a sinistra, Cicinho, Mexès, Panucci ed il nazionale Under 21 portoghese, Antunes. Brighi e Pizarro, al centro del campo, avranno il compito di arginare le sfuriate dei centrocampisti catanesi e ripartire in velocità. Esposito, Perrotta e Mancini si muoveranno alle spalle di capitan Totti, bisogno di recuperare la miglior forma fisica.
 
Di contro, Walter Zenga posizionerà Rossi in porta; Silvestri a destra, Sabato a sinistra, Terlizzi e Stovini al centro, in difesa. A centrocampo, il pericoloso Izco giostrerà sul versante destro, mentre Mascara occuperà quello sinistro, laddove Edusei e Giacomo Tedesco saranno i centrali. In attacco, il trequartista Martinez supporterà l’unica punta Spinesi.
 
Da sottolineare i duelli sulle corsie esterne. Antunes dovrà contenere le fiammate di Izco, mentre Silvestri quelle di Mancini. Sull’altro binario, Cicinho avrà il compito di frenare il catanese Mascara; Sabato, invece, terrà d’occhio Esposito. Sulla linea di mezzeria, Tedesco ed Edusei tenteranno di arginare il gioco romanista che nascerà soprattutto da Pizarro. Inevitabile, infine, una staffetta Totti-Vucinic, nel secondo tempo.

 
(analisi tattica a cura di Benedetto Saccà)

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