STADIO ROMA GRANCIO – Va avanti il progetto Stadio della Roma, con l’ok da parte del Comune alla due diligence voluta da Virginia Raggi. Sull’argomento è intervenuta la consigliera del gruppo misto in Campidoglio (ed ex M5S) Cristina Grancio a ‘Te La Do Io Tokyo’ sulle frequenze di ‘Centro Suono Sport 101.5’:

Aspetta di ricevere le carte della due diligence?
“Io feci già un accesso agli atti, non so se è stata fatta una nuova due diligence, quella che ho visto io risale a ottobre 2019, quindi non so cosa se la siano tenuta a fare nel cassetto. Vedremo quindi se c’è stata una nuova due diligence o se è stata sistemata quella di ottobre, ma ho già fatto l’accesso agli atti, spero di vederla la prossima settimana e avere una copia. La cosa che mi stupisce è come loro abbiano potuto superare tutti gli ostacoli, soprattutto quelli sulla mobilità. Visto che il Politecnico di Torino aveva detto che forse si poteva fare, ma solo grazie alle varie opere pubbliche chieste dal Comune. Le opere a sostegno della mobilità per lo stadio però devono essere supportate da finanziamenti privati. Voglio sapere come si supererà questa difficoltà, perché che loro abbiano superato questi ostacoli mi sembra paradossale. A meno che non siamo rimasti nella condizione in cui ci siamo lasciati, ovvero che ci si aggiornava in un secondo momento per verificare l’interesse pubblico, cosa a mio avviso assolutamente illegittima. Se si dà il via libera a un’opera pubblica poi dopo un anno e mezzo si blocca se va verificato l’interesse pubblico? Da quello che c’è scritto nella delibera si deve evincere che l’interesse pubblico sia completamente determinato sia a livello finanziario che dalle altre necessità richieste dallo stadio per essere efficiente e funzionante. Sono molto dubbiosa, ho letto che il presidente della commissione sport della capitale è pronto a votarla, forse perché la sua commissione non ha responsabilità visto che è un’opera privata di sport. Ma le commissioni Urbanistica, Lavori Pubblici, Mobilità e Ambiente hanno grandi responsabilità, forse per questo vuole votarla. O forse perché sapeva che l’impegno del M5S sullo stadio era un sì allo stadio ma non a Tor di Valle, quindi è stato felice di trovare una sponda per fare altro”.

Ha notizie del Ponte dei Congressi?
“Non ne ho più sentito parlare. Era un’opera necessaria, avendo tolto il Ponte di Traiano non è possibile che non ci sia neanche questo. Ma legare un’opera pubblica con un’opera pubblica, che deve però essere realizzata da un privato, è molto pericoloso perché i tempi non collimano. E’ un rischio grossissimo”.

La maggioranza è compatta o la due diligence è per convincere i più dubbiosi?
“Non credo che la maggioranza sia convinta e compatta. Cercano di ripetere, sperando nello stesso esito, quando si è portata in aula la delibera di giugno 2017. In cui, pezzetto dopo pezzetto, si arrivava faticosamente in Aula e poi, per non spaccare la maggioranza, si ricordava il vincolo del contratto. Abbiamo visto come si comportano i Cinque Stelle quando qualcuno non si allinea alla maggioranza. Se c’è un 51 contro 49 voglio vedere come mandano via i 49. Credo ci sarà questa forzatura”.

I vincoli idraulici e il rischio idrogeologico: tutto superato?
“Per me la situazione non è cambiata. C’è un’area che deve essere declassata, il vincolo deve essere declassato prima che la variante sia definitivamente approvata. Avendo bypassato la fase di adozione si trovano direttamente nella fase di approvazione e non so come possano gestirlo. Andavano fatte delle opere idrauliche per abbassare il rischio idrogeologico e verificare che fosse tutto a norma permettendo l’abbassamento del vincolo. E questo non mi risulta. Vedremo cosa ci sarà scritto in questa convenzione. Io poi ho sempre sentito parlare di due diligence, ma la convenzione urbanistica è stata mostrata? C’era tutto il battibecco tra Frongia e Botta sulla convenzione urbanistica ancora non pronta. Vi farò sapere, visto che ho fatto l’accesso agli atti. I miracoli li hanno fatti in pochi”.

Chi si prenderà la responsabilità di declassare l’area?
“E’ l’autorità di bacino che deve farlo. Loro sono convinti che va tutto bene, però i cittadini e le associazioni sono sul piede di guerra e non si faranno passare la mosca per il naso, così come la sottoscritta. Immagino che loro, essendo tutti maggiorenni e capaci di intendere e di volere, sappiano cosa stanno facendo”.

Se dovesse puntare 1 euro, lo farebbe sul fatto che a settembre si vada a votare la convenzione urbanistica?
“No”.

8 Commenti

  1. Certo che sta Grancio ci va proprio in acido sul progetto stadio. Mi auguro che ci riescano a farlo così finalmente vedrò tutta questa gentaglia mangiarsi il fegato.

  2. La Grancio ha ragione. Speculazione vergognosa da parte di Pallotta e palazzinari romani che portera’ solo piu’ caos alla citta’.

    • Speculazione vergognosa fino a ieri, oggi con in vista comizi e elezioni per le amministrative tutto a posto, lo stadio si può fare, salvo rimangiarsi tutto in caso di rielezione. Ma un pò de vergogna noo!

  3. il caos lo porterà di chi ha tagliato le cubature al progetto iniziale per due stupide torri (che neanche a me piacevano come stile e posizionamento) e non vuole\può finanziare la parte di lavori che ora spettano al comune

  4. Pallotta con i suoi 100 “Consigliori” avrebbero dovuto gia’ da tempo trovare un sistema per eliminare politicamente o convincere tutti i contrari allo stadio .. questa e’ una battaglia politica tipica dei paesi sottosviluppati e Pallotta non e’ abbastanza ferrato per combatterla .. chissa’ se Baldissoni e Baldini e Fienga gli abbiano mai suggerito una qualche idea sul come e cosa fare ..

  5. L’area – che comprende più zone – ha un rischio idrogeologico derivante dal fosso di Decima, che non ha impedito di costruire Decima, e che comunque non riguarda la zona della stadio. La zona di Tor di Valle non ha nessun rischio idrogeologico, perché l’ansa fu messa moltissimi anni fa in sicurezza. Il punto è che i promotori del progetto si sono impegnati a bonificare il fosso di Decima, quindi l’area verrà declassata proprio grazie alla costruzione dello stadio. I denigratori del progetto giocano su questa ambiguità, i giornali di Caltagirone (noto ambientalista!) parlano di “ecomostro”, ma i fatti sono che la costruzione dello stadio di fatto bonificherà dal rischio idrogeologico Decima in cui adesso vivono a rischio migliaia di famiglie: quindi il progetto stadio non crea ma risolve il rischio idrogeologico, così come porta riqualificazione a tutta l’area di Tor di Valle ora abbandonata, e promuove soluzioni di viabilità per un’area attualmente ingolfata e invivibile a causa del viadotto della Magliana. Chi contrasta questo progetto non vuole il bene della città e dei cittadini.

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