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STADIO ROMA – L’Assemblea capitolina ha finalmente votato favorevolmente la revoca dell’interesse pubblico sullo stadio di Tor di Valle. Diciannove i consiglieri presenti (tra cui la sindaca Virginia Raggi), di cui diciassette favorevoli. L’impianto progettato da Pallotta e da Euronova nel 2012 finisce ufficialmente nel dimenticatoio. Fondamentale per la delibera di revoca, l’approvazione dei sette emendamenti presentati dal Pd e sottoscritti anche dal M5S e da Sinistra X Roma. Gli emendamenti andavano a modificare il provvedimento eliminando la non disponibilità dei terreni da parte dei proponenti (Eurnova e As Roma) come presupposto fondante della revoca. A illustrare i documenti è stato il capogruppo del partito democratico in Campidoglio, Giulio Pelonzi: «Il nostro giudizio sull’intera vicenda stadio è tutt’altro che positivo, ma il mio intervento sarà nel merito della revoca del progetto del 2017. Noi non votammo l’interesse pubblico in quella sede e ora siamo coerenti nel voler revocare quel progetto – ha sottolineato Pelonzi – . Avevamo intravisto un problema in uno dei due capisaldi della delibera con il mutato scenario e i cambiamenti avvenuti nei primi giorni di luglio e abbiamo quindi ritenuto opportuno presentare una serie di emendamenti che poi sono stati sottoscritti anche dal M5S e da Sinistra X Roma per migliorare e aggiornare il testo».

Gli emendamenti decisivi

Con questi emendamenti «eliminiamo la questione della disponibilità dei terreni e in questo modo la delibera si sostanzia nel passaggio della rinuncia dell’As Roma, pervenuto più volte con lettera scritta e a mezzo stampa: questo . aggiunge Pelonzi – rende la delibera più forte e tutela meglio il Comune di Roma e i singoli consiglieri, consentendo di chiudere una pagina e aprirne finalmente una nuova per Roma e per la Roma. La città e la Roma hanno perso cinque anni a causa della Giunta Raggi. Vogliamo che Roma e la Roma abbiano lo stadio e con la revoca approvata il prossimo sindaco potrà aprire una pagina nuova. Questa amministrazione ha dimostrato di non essere capace di concretizzare”.

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Ora parte l’obiettivo nuovo impianto

Ora la Roma può iniziare un nuovo percorso con il comune per l’individuazione di una nuova area per costruire l’impianto voluto dai Friedkin. La società potrebbe virare su un impianto più contenuto, da poco più di 40mila posti, senza centri direzionali e altre opere affini come quelle previste nel masterplan appena archiviato.

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8 Commenti

    • quanto stai a rosicà, dillo dillo misero lurido multinick!!!
      mò so [email protected]@i vostra!!!!!! 11 anni de B, 12 perchè no????? ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!!!!!!!
      a falliti a NOI la STORIA tra poco, pochissimo. A voi la m…..a!!!!!
      Friedkin eccezionali!!!!!!!!!!

  1. Sono fiducioso, perchè in Italia stanno arrivando proprietari che non vengono in vacanza, quindi hanno bisogno di concretizzare in moneta i loro investimenti. Il brand Roma, come potrà esserlo Firenze, Venezia, Napoli senza De Laurentis, o altre città che all’estero stuzzicano (come a noi in Italia resta memorabile la battuta di A. Sordi sul Kansas: ma chi ci è mai andato in Kansas, eppure lo conosciamo). Non credo di andare lontano dal vero se penso che fino ad adesso la torinese ha tenuto ferma l’Italia su questo punto. Forse qualcosa sta cambiando.

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