STADIO DELLA ROMA PELONZI – Il capogruppo del Pd al Campidoglio, Guido Pelonzi, è stato uno dei promotori della serie di emendamenti che ha permesso a sbloccare la revoca del progetto di Tor di Valle. In un’intervista al quotidiano Il Romanista, ha parlato di quanto accaduto nell’assemblea capitolina e del ruolo che ha avuto in questa vicenda:

Come è arrivato alla formulazione degli emendamenti che hanno sbloccato i lavori d’Aula?
“Intanto grazie per l’opportunità di spiegare cosa è accaduto. Poi ci tengo a dire che non ho vinto io, ma 44 ho ricevuto molti messaggi per il lavoro svolto. Stiamo già lavorand a nuove idee con la Roma e la città di Roma. Ricordiamo che l’oggetto della revoca era il nuovo stadio della Roma e che senza la Roma non aveva più senso parlare di quello stadio. Questo secondo me già bastava ed avanzava per giustificare, dal punto di vista formale, la revoca. Questo perché l’interesse pubblico esiste solo se legato alla società A.S. Roma, senza la quale Tor di Valle diventava solo un progetto speculativo e finanziario. Mettere in delibera anche la questione della proprietà dei terreni era a mio giudizio un errore. L’area è legata al piano finanziario e non all’interesse pubblico. Inoltre è stato oggetto di un passaggio di proprietà recente, che ha in sostanza cambiato lo scenario”.

Perché affidarsi all’iniziativa dell’opposizione?
“Evidentemente la maggioranza non poteva perché non voleva assumersi la responsabilità politica di questo atto. O magari perché non aveva la capacità tecnica di formulare questi emendamenti senza il supporto degli uffici”.

Mentre scriveva e ragionava sugli emendamenti ha avuto modo di consultarsi con la Roma?
“Io parlo con tutti, nella più totale trasparenza. Poi come consiglieri ci sono dei momenti in cui è opportuno chiudersi e lavorare, senza lasciarsi condizionare dai diretti interessati. Ma certamente la Roma è stata spettatore privilegiato e molto attento”.

Qualcuno la ha ringraziata dopo il voto?
“Mi sono arrivati tanti messaggi da tanti amici della Roma e non solo”.

E dalla Roma?
“Della Roma diciamo che si è fatto *** sentire chi è preposto ai rapporti con le istituzioni. C’è stato il riconoscimento, in modo corretto, del lavoro svolto. Ora perb è importante concentrarsi sul dopo”.

Roberto Gualtieri, ha auspicato che il tema stadio non faccia parte della campagna elettorale, ma a giudicare anche dalle parole di Virginia Raggi subito dopo il voto di mercoledì, è evidente che cosi non sarà. Lei, voi come Pd, che posizione avete?
“Intanto vorrei dire che festeggiare il voto di una delibera che revoca un atto che tu come sindaca hai voluto e rivendicato per anni mi sembra quantomeno curioso. Poi. Gualtieri ha chiarissimo il fatto che Roma e la Roma debbano avere al più presto un nuovo stadio. Se diventerà sindaco lavorerà da subito perché questo si realizzi, evitando perb gli errori del passato, delle amministrazioni precedenti. Io credo che occorra fare una riflessione importante sull’utilizzo della legge 147, la famosa legge sugli stadi, che forse oggi non è la strada migliore per avere lo stadio. Questa legge comporta delle primarietà di cubature private che rischiano sempre di creare problemi a livello urbanistico e quindi di rallentare l’iter invece che semplificarlo. Lo stadio si pub fare con le procedure ordinarie”

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