ROMA SPINAZZOLA – “Sto molto bene, sto lavorando tanto e vedo progressi nel mio tendine, sono molto felice”. Leonardo Spinazzola non perde il sorriso nonostante l’infortunio al tendine d’Achille che gli ha fatto perdere la cavalcata finale della Nazionale italiana a Euro 2020, oltre a un lungo stop con la Roma. L’esterno giallorosso è stato intervistato da Sky Sport a un mese esatto dalla conquista dell’Europeo. Queste le sue parole.

L’intervista a Spinazzola

L’11 luglio 2021.
“Al primo posto delle mie giornate migliori. I figli sono giornate indimenticabili, hanno un altro livello di emozione, ma calcisticamente ed emotivamente non ha paragone. Nella mia carriera non potevo desiderare di meglio”.

Cosa ti è passato per la testa durante Belgio-Italia?
“Ho pensato che doveva succedere in quel momento, doveva interrompersi così all’istante. Dopo mezz’ora già pensavo al rientro”.

Quale partita ti viene in mente per prima?
“Quella con l’Austria, quella più combattuta fino a quel momento. Abbiamo sudato contro una squadra intensa e aggressiva, abbiamo capito che eravamo un grande gruppo. Ci siamo riuniti nella difficoltà, non abbiamo mai mollato. Facevamo sembrare tutte le gare facili, quella è stata la prima in cui abbiamo sofferto tutti insieme”.

Cosa ti hanno dato Mancini e Vialli?
“Il mister è stato formidabile da subito, ci ha detto subito che potevamo vincere. Ci ha trasmesso grande serenità e tranquillità, anche prima della finale. Gianluca è il saggio, una parola sempre al momento giusto. Poche parole, ma davano sempre un pensiero bello e profondo”.

Hai festeggiato anche Jacobs e Tamberi.
“Sono stati 20 giorni incredibili, avevo i brividi per quello che avevamo passato noi. Sapevo cosa stessero pensando, cosa stessero provando dentro. Hanno fatto la storia, come noi”.

Scriverai un diario di questa estate?
“Sarà un libro solo dell’europeo, non della mia vita. Quello che ho vissuto personalmente, cercherò di far vedere quello che ho passato io e quello che abbiamo passato in quei giorni incredibili a Coverciano. Quello che eravamo, quello che siamo e farò passare tutto ciò in un libro che uscirà a settembre, settembre-ottobre. Poi ci sarà modo di parlarne”.

Vi sentite ancora con gli altri compagni?
“Tutti i giorni, non lo faccio nemmeno con mia moglie (ride, ndr)”.

L’inno che ci ha accompagnato c’è ancora?
“Suoneria no, altrimenti si svegliano i bimbi. Ho la vibrazione, qualche musica la inviamo nel gruppo, anche per ricordare tutti i video che facciamo, che siamo con le nostre famiglie, facciamo ballare i figli. Tutti i giorni ci scriviamo qualcosa”.

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