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SPEZIA ROMA ANALISI TATTICA – Quando il destro chirurgico di Abraham, dal dischetto, elude l’intervento fino a quel momento monstre di Provedel, è da poco scoccato il 98esimo minuto, e la Roma può festeggiare nel più gradevole dei modi il ritorno alla vittoria; la vittoria ben oltre l’ultimo respiro, con un avversario in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo, con un portiere insuperabile, e salvato ben 4 volte dai pali, con l’impressione che pur giocando all’infinito non sarebbe cambiato nulla; ma per i giallorossi, a quel punto, stava diventando una questione di vita o di morte sportiva, fino al momento topico di un secondo tempo finalmente voluto nell’esito finale.

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MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

Mourinho se la gioca con un 3-4-2-1 molto geometrico e scaglionato in campo, identico al modulo sviluppato da Fonseca nella seconda parte di stagione, con Mancini e Kumbulla braccetti, e Smalling davanti a Rui Patricio; la linea mediana è composta da Karsdorp e Zalewski esterni, con Cristante e Veretout bloccati e pronti a dare protezione centralmente; completano il quadrilatero di centrocampo tra mediani e punte esterne dietro ad Abraham, tra le linee, Pellegrini e Mkhitaryan; Motta rimane fedele al suo 4-3-3 propositivo di sempre, con Amian e Reca terzini, e la coppia Erlic/Nikolau davanti a Provedel; Kiwior è il metronomo, con Sala e Bastoni Mezzali, e Verde e Agudelo dietro a N’zola.

RIMO TEMPO BLOCCATO, RITMI BASSI, IDEE VELLEITARIE

Al fischio d’inizio la cautela e fase di studio caratterizzano un atteggiamento che gradualmente andrà lasciando spazio a una gara dai ritmi comunque non elevati, e dal prevalere di scelte e rifiniture sempre mancate, con la Roma che nel complesso si fa leggermente preferire per indice di pericolosità, a fronte di un equilibrio in termini di supremazia territoriale e possesso palla ; per il modulo schierato dai liguri per la Roma diventa necessario uscire esternamente eludendo la densità centrale che gli uomini di Motta praticano nell’asse che attraversa il campo da porta a porta; i giallorossi stanno bene in campo, leggono benissimo i momenti della gara, rimanendo sempre corti e pronti in fase difensiva ad alzare la linea ed il baricentro, nonché accettare il ripiegamento sotto palla quando lo Spezia prende campo saltando il primo pressing; in fase di possesso la chiave di volta degli sviluppi sono i due trequartisti Pellegrini e Mkhitaryan a farsi puntualmente trovare tra le linee, lavorando con l’ampiezza degli esterni e l’appoggio dei mediani nella catena di raccordo alle spalle di Abraham; da dietro la costruzione é completata dai braccetti Mancini e Kumbulla che entrano a turno dentro al campo in fase di impostazione per creare gioco insieme ai due mediani; Motta perde a metà tempo Sala, sostituito da Maggiore con cui guadagna in inserimento senza palla, ma l’episodio che finisce per incidere ed indirizzare la gara verso un secondo tempo marcatamente giallorosso é l’espulsione per doppia ammonizione di Amian, fortemente contestata dai liguri, che chiude un primo tempo bloccato non tanto nel punteggio quanto in ritmi e idee, e mancanze nella finalizzazione e scelta dell’ultimo passaggio.

RIPRESA IN SUPERIORI NUMERICA CON TIRO AL BERSAGLIO VANO FINO AL SUSSULTO FINALE

Si riparte con Motta che non si snatura, virando su un 4-3-2 con Ferrer e Gyasi per Verde e Bastoni, mentre Mourinho lascia un nervoso e poco razionale Mancini nello spogliatoio a pensare all’inopportuno giallo conseguito a fine primo tempo, sostituendolo con Zaniolo e rinunciando quindi ad un centrale e virando ad un 4-3-2-1 abbassando Mkhitaryan e Pellegrini a turno in mezzo al campo per raccordarsi con le due punte ora più di ruolo Abraham e Zaniolo; la superiorità numerica dei giallorossi si fa ben presto schiacciante, con i giallorossi in forcing che vincono sia i duelli esterni che in mezzo al campo, risolvendo si la criticità nella rifinitura del primo tempo, ma trovandosi davanti quella della concretizzazione, con una percentuale di realizzazione in rapporto agli expected-goal creati che si scontra con un Provedel insuperabile e una dose quasi istituzionale per i giallorossi che si identifica da sempre nei pali della porta; con El Shaarawy e Shomurodov per Veretout e Zalewski Mourinho aumenta in campo il potenziale offensivo nell’ultimo quarto di gara, al quale si aggiungerà nel finale il talismano Bove; la Roma crea , Provedel e i pali ricacciano in gol l’urlo di Pellegrini e compagni fino alla scarpata di Maggiore che plana sul viso di Zaniolo, regalando il penalty finale che un freddo e chirurgico Abraham trasforma sotto lo spicchio dei finalmente festanti tifosi giallorossi.

Maurizio Rafaiani

2 Commenti

  1. Analisi Fondamentale .. i nostri giocatori ce l’hanno messa tutta .. hanno corso, combattuto, hanno attaccato per 99 minuti rischiando il giusto, hanno preso pali e traverse, hanno dominato e hanno infiammato i nostri cuori .. ma, FONDAMENTALMENTE, la loro qualita’ tecnica e’ questa .. questo il loro livello .. al dunque sparacchiano altissimo o fuorissimo , cincischiano, si intruppano, e poi regna sovrana una Sfiga che non avevo mai visto cosi’ enorme e crudele .. io alle streghe ci credo e solo le streghe possono aver reso cosi’ timorosi, inefficaci, sempre sballati, da principianti, i nostri giocatori, piccoli nella loro tecnica scarsissima ma tenaci e lottatori da meritare applausi almeno da me .. e hanno fatto squadra, corpo unico, si sono mischiati nelle mischie parrocchiali o da campetti di periferia, contro uno Spezia stupito e impotente contro questi ragazzi scatenati .. hanno fatto talmente un corpo unico, una forte amalgama, che i deboli sono diventati meno deboli ed i forti sono diventati, siccome sono meno dei deboli, molto meno forti .. checche’ ne dicano le gentili e potenti signore ed i gentleman che scrivono su questo diciamo giornale online, a mio parere .. Patricio 6,5 .. Mancini 4 Smalling 5,5 Kumbulla 6 .. Karsdorp 5 Cristante 7 Veretout 5,5 Zalewski 6 (di incoraggiamento ..) .. Mikhi 5,5 Pellegrini 6,5 (ma solo per la corsa e l’ impegno perche’ se do un voto ai tiri, voto 2 anzi basta tirare in porta ..) , Abraham 4,5 poi pero’, per il rigore tirato 7 .. Zaniolo 7 (gli dice pure male .. ma ha da ferni’ a nuttat ..) Shomurodov s.v. e Bove pure .. stavolta mi ha stupito l’ Arbitruccio Fabbri che, su richiesta del Var, e’ andato a vedere l’ azione del calcio in faccia a Zaniolo e ha dato un sacrosanto rigore alla Roma anche se al minuto 98 con il pubblico di La Spezia e l’ allenatore Spezzino, Motta, e con lui con tutta la squadra, che volevano chiudere li la partita e cercavano di interferire sulla decisione arbitrale, ripeto, SACROSANTA! vittoria STRAMERITATA ma fateve aggiusta’ i piedi specie Pellegrini ma un po’ tutti ..

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