23 Gennaio 2023

Spezia-Roma, l’analisi tattica: giallorossi in piena gestione per 90 minuti e con una grande lettura dei momenti del match

La Roma vince per 2-0 in casa dello Spezia mantenendo pieno controllo del match: l'analisi tattica dell'ultima giornata del girone d'andata giallorosso

Foto Tedeschi

Esce vincente dal porto di La Spezia la Roma di Mourinho, che batte Bologna, Fiorentina, pareggia a Milano e supera il turno di Coppa Italia mostrando le migliori intenzioni e velleità con un inizio di 2023 scoppiettante regalando entusiasmo e relegando in secondo piano la grana Zaniolo scoppiata in settimana. Una gara mai in discussione, superata con la consapevolezza di un tasso tecnico oggettivamente superiore ed alcuni protagonisti ritrovati che confermano la profondità e validità della rosa a disposizione del tecnico lusitano.

Moduli e sviluppo di gioco 

Mourinho, nel suo 3-4-2-1ritrova Ibanez nel terzetto con Smalling e Mancini davanti a Rui Patricio, con Celik e Zalewski sulle corsie esterne, mentre in mediana la strana coppia di inizio stagione Matic/Cristante, che più di una perplessità aveva destato. Con Pellegrini e Zaniolo out il tridente è  inedito e formato da Dybala ed El Shaarawy alle spalle di Abraham, con un tasso tecnico e dote gol sicuramente più alta rispetto a qualsiasi scelte che potessero essere praticate. Gotti ha molte assenze, se la gioca a specchio puntando sui duelli singoli in ogni zona di campo nonostante il divario tecnico evidente, ma comunque in grado di produrre una classifica soddisfacente. Davanti a Dragowski ci sono Caldara con Hristov e Amian braccetti, mentre le corsie esterne sono riservate a Holm (a destra) e Reca (a sinistra). In mediana Bourabia e Ampadu, con l’ex Verde e Gyasi alle spalle di Agudelo, in un tridente rapido che non dia riferimenti, ma soprattutto che riesca a portare una pressione immediata in avanti sulla costruzione bassa dei giallorossi.

Primo tempo di gestione e lettura dei momenti della partita

L’avvio di gara vede una prevedibile pressione ultra offensiva da parte dello Spezia che scala in avanti ,uomo su uomo, sui riferimenti dei giallorossi quando costruiscono dal basso. La Roma (baricentro medio) dimostra tranquillità, maturità, consapevolezza, senza scomporsi legge i momenti dalla gara e colpisce con cinismo chirurgico indirizzando la gara senza eccessivi patemi. Nei duelli disegnati dentro al campo, dal quale si tira fuori subito Holm per un problema muscolare (al suo posto Ferrer), la Roma non subisce più di tanto l’atteggiamento tattico degli uomini di Gotti, riuscendo ad eludere la pressione appoggiandosi alla qualità di Matic e alla sua capacità di vedere tra le linee, individuando sempre la scelta per trovare raccordo con Dybala o per uscire sulla corsa esterna di Celik e Zalewski. In sostanziale equilibrio, non regala grandi emozioni la prima frazione di gioco sicché verso l’epilogo del tempo, con lo Spezia riverso nella metà campo giallorossa. Rui Patricio alza palla cercando davanti Abraham che spizza e ripulisce di testa una rifinitura nella quale El Shaarawy e Dybala completano l’opera confezionando la transizione che rompe gli equilibri della gara.

Ripresa in controllo completo grazie al raddoppio di Abraham

Mourinho riparte con gli stessi undici, mentre Gotti attinge dalla panchina, con Esposito e Maldini in luogo di Hristov e Verde, ai quali seguirà a stretto giro di posta Kovalenko per Bourabia ammonito. Neanche il tempo di verificare come anche la ripresa sia sulla falsariga del primo tempo che Dybala valorizza, come in occasione del primo gol, con un assistenza per un Abraham ritrovato che si invola verso Dragowski. Sempre in controllo gara Mourinho vira con Bove (esce El Shaarawy) verso un più conservatore 5-3-2,che consegna la supremazia territoriale ai liguri, ma che  consente di blindare il risultato, relegando i cambi finali da entrambe le parti (Moutinho per Reca e Belotti, Camara, Solbakken per Abraham, Dybala, Cristante) a semplice cronaca.

Esce vincente dal porto di La Spezia la Roma di Mourinho, che batte Bologna, Fiorentina, pareggia a Milano e supera il turno di Coppa Italia mostrando le migliori intenzioni e velleità con un inizio di 2023 scoppiettante regalando entusiasmo e relegando in secondo piano la grana Zaniolo scoppiata in settimana. Una gara mai in discussione, superata con la consapevolezza di un tasso tecnico oggettivamente superiore ed alcuni protagonisti ritrovati che confermano la profondità e validità della rosa a disposizione del tecnico lusitano.

Maurizio Rafaiani

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