In questi ultimi giorni si fa un gran parlare dell’interesse da parte del magnate americano George Soros per la società AS Roma. Cerchiamo di capire nel dettaglio chi sia costui, quali siano state le tappe fondamentali di questo avvicinamento e a che punto sia la trattativa. Ovviamente la prudenza è d’obbligo quando si trattano temi così scottanti. George Soros è definito come un imprenditore, politico liberale, investitore, filantropo e filosofo. Il suo interesse verso la A.S.Roma, ammesso che ci sia, nasce dalla grandissima commerciabilità del marchio. La lupa capitolina, infatti, oltre che per le gesta di Totti e Co. è conosciutissima nel mondo grazie ai milleni di storia che l’hanno contraddistinta. Un’ adeguato uso dell’immagine potrebbe, quindi, riempire le tasche del fortunato che la sappia sfruttare. Chi conosce Soros lo descrive come un uomo volitivo, che non ama sentirsi dire di no. Questo potrebbe far presupporre uno stato avanzato delle trattative, così da evitare un’eventuale ritirata. Sono molti a Roma che sarebbero contenti di un avvicendamento al vertice, così come sono molti coloro che invece sono legati a doppio filo alla famiglia Sensi. I primi vedono in Soros la possibilità di avere in poco tempo una squadra competitiva e vincente; gli altri, invece, temono che un imprenditore fondamentalmente inesperto di calcio e di Roma, possa cancellare quel tocco di Romanità tipico di tutti i livelli della società giallorossa. Tutte e due le posizioni, come spesso accade, hanno un fondo di verità. Certo Soros in caso di acquisto verserebbe parecchi dollari nelle casse della società. Le nostre fonti, parlano di un piano-Soros che assomiglia ad un proggetto imperiale. Questo sicuramente accrescerebbe il potenziale della squadra, ma di contro la priverebbe di personalità, facendola diventare un po’ meno “popolare”. La Roma per molti è un qualcosa di intimo. I nostri miti e i nostri simboli spesso sono più forti del loro reale valore.

Ci sono i debiti dell’Italpetroli da risanare e l’A.S.Roma è lunica società del gruppo Sensi che potrebbe fare cassa. E’ probabile che nei prossimi anni la società cominci nuovamente ad assommare debiti per le mille spese che si devono affrontare. Insomma questo sarebbe il momento migliore per vendere la società, una società che è in salute, che non ha debiti e che ha una media di età abbastanza bassa. Il mercato è quanto di più distante dal tifo. Il mercato è calcolo, noi siamo solo tifosi di quella macchina, la domenica pomeriggio vorremmo guidarla e gli altri giorni della settimana parliamo ore sulle possibili modifiche in positivo. Uno dei pochi fatti di cui si può essere sicuri è che molti si stanno facendo pubblicità sulle spalle del magnate statunitense (impropriamente definito tale, essendo lui nato in Ungheria), il quale non smentendo quest’oggi le voci su di un suo possibile interessamento ha di certo alimentato la curiosità. 250 milioni di euro sarebbe stata la valutazione del pacchetto di maggioranza giallorosso per Soros. Chiunque abbia un po’ di polso in economia si renderà conto che è una cifra mostruosamente alta. Bene, se davvero questa fosse la cifra, anche il più stoico difensore della Romanità della Roma vacillerebbe. Che Soros come dice qualche radio romana, non sappia nemmeno cosa sia la AS.Roma, è altamente improbabile, sicuramente non è mai stato in Curva Sud ma di certo conosce la situazione e in qualche modo tutto questo parlare gli torna utile. Molti si domandano perchè, se l’interessamento esiste veramente, non viene reso pubblico. La risposta è intuitiva, qui ci sono in gioco da una parte una società quotata in borsa e dall’altra un uomo a cui basta una parola per far oscillare i tassi in tutto il mondo. Se davvero la società ha intenzione di vendere, questo dovrebbe essere annunciato prima della fine del campionato, quando i giochi saranno ancora aperti, quando il campo non avrà detto l’ultima parola. Se così fosse, dovremmo aspettare poco, intanto vediamo di non mollare la corsa scudetto e di arrivare fino in fondo in coppa, per noi tifosi questo è l’obbiettivo. Per un gruppo e per una città che vada come vada, sarà sempre qui a sognare in grande.Jacopo Sonnino

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