24 Gennaio 2011

SIMPLICIO: da meteora a “pallone d’oro”


L’arrivo alla Roma e le difficoltà nel trovare spazio nello scacchiere giallorosso. Poi la svolta nel derby, giocato da protagonista,  e la conquista di una maglia da titolare che non gli è più stata tolta. Seppur breve, la storia  romanista di Fabio Simplicio è colma di eventi e di grandi emozioni. Domenica il numero 30 della Roma ritroverà il Bologna, la squadra con cui è iniziata la sua avventura nella Capitale.

UN INIZIO DIFFICILE – Tutto ha inizio nella scorsa stagione, quando il brasiliano veste ancora la maglia del Palermo. Il giocatore ha il contratto in scadenza e poca voglia di rinnnovare. “Radio Mercato” lo da promesso sposo giallorosso (a parametro zero) al termine della stagione, cosa che fa arrabbiare non poco il patron rosanero Zamparini che accusa la Roma di essersi comportata scorrettamente, parlando con il giocatore prima  di febbraio, mese in cui Simplicio avrebbe potuto sottoscrivere un accordo con un altro club. Il “J’accuse” di Zamparini si dissolve come una bolla di sapone e Simplicio a fine stagione diventa un calciatore della Roma.  Il primo periodo in giallorosso non è dei più semplici. Dopo un buon preritiro tra le mura di Trigoria, il giocatore si vede poco nel ritiro in Val Pusteria. Gira voce che a frenare la sua preparazione sia un problema ad un’unghia del piede. Solo più avanti si scopre che in realtà il brasiliano soffre, sin dalla stagione precedente, una lesione muscolare di una certa entità. Alla vigilia della gara con il Bologna (in una conferenza stampa che per i toni  usati ha riportato alla mente quella “del tacco e la punta” di Spalletti) ad un infuriato Ranieri vengono chiesti lumi riguardo la condizione del giocatore, fino ad allora vero e proprio oggetto misterioso dell’ambiente giallorosso: “Mi dite che Simplicio non gioca mai. Qui non gioca mai chi dovrebbe giocare. Questo gioco non va bene! E’ venuto in ritiro con noi. Aveva una lesione pregressa. L’ha recuperata con noi. Ha cominciato ad allenarsi quando sono arrivati De Rossi e Pizarro. E secondo voi poi chi avrebbe dovuto giocare? Giocano i campioni, quelli che per questa squadra hanno dato tutto! Simplicio è un ottimo acquisto a parametro zero e ci tornerà utile”. Sarà un caso, ma l’esordio con la maglia della Roma avviene proprio in occasione della sfida con i felsinei. Simplicio subentra nel secondo tempo (68′) a Jeremy Menez. La sua prova è però impalpabile, dimostrando un grosso ritardo dal punto di vista della condizione atletica. Ci vogliono cinque partite per rivederlo in campo, in occasione della partita casalinga con il Genoa: il brasiliano gioca circa dieci minuti al posto di Pizarro. Lo scarso impiego alimenta molte voci e si comincia a parlare di un possibile ritorno a Palermo nella finestra di mercato di gennaio. Ma il giocatore non ci sta: ha lasciato la Sicilia proprio per compiere il salto di qualità decisivo della sua carriera e vuole diventare protagonista nella Roma. Parte dalla panchina nelle due gare successive (con Parma e Lecce) e titolare in Champions League con il Basilea. L’infortunio di Pizarro gli spalanca le porte del centrocampo e il giocatore si presenta da titolare nella “sfida delle sfide” della Capitale: il derby.

LA SVOLTA – Sarà infatti proprio la stracittadina a consacrare Fabio Simplicio come titolare inamovibile della Roma. In tandem con Greco (l’altro eroe del match), il brasiliano conquista il rigore che sbloccherà il risultato: il numero 30 giallorosso raccoglie l’invito del compagno di reparto e dal centro dell’area esplode un destro potentissimo verso la porta della Lazio. Il tiro è intercettato con il braccio da Licthsteiner e l’arbitro Morganti assegna un calcio di rigore alla Roma. L’espressione del brasiliano è tutta un programma: Con stampato in faccia un sorriso che va da un orecchio all’altro, il giocatore salta senza sosta per la gioia. Borriello trasforma il penalty e Roma in vantaggio. Qualche minuto dopo il brasiliano ha l’occasione d’oro per il raddoppio: ancora una volta si inserisce alla perfezione nell’area biancoceleste, riceve il passaggio di Riise e dal limite dell’area piccola, di piattone, centra in pieno la traversa. La stracittadina si conclude 2-0 e la storia di Simplicio nella Roma cambia per sempre.

LA CONSACRAZIONE – Segna nel turno successivo, nel match con la Fiorentina, ribadendo in rete una palla sporcata da Borriello. Gioca titolare le gare successive con Juve, Udinese e Palermo. Nella partita di Verona con il Chievo realizza addirittura una doppietta. Il primo gol è un misto di capacità tecnica e caparbietà: ruba con un “sombrero” il pallone al difensore del Chievo (in netto anticipo) e insacca alle spalle di Sorrentino. Mentre sul secondo gol anticipa, da vero centravanti, l’intervento di Andreolli e mette a butta dentro il pallone con un tap in vincente. Purtroppo la Roma torna da Verona con un solo punto. E’ nuovamente decisivo a Cesena, quando allo scadere recupera un pallone destinato a perdersi sul fondo e con la complicità di (San) Pellegrino, che segna nella propria porta, regala tre punti fondamentali alla causa giallorossa. E’ nuovamente tempo di derby, anche se questa volta si gioca la Coppa Italia. Il brasiliano, non pago della prestazione dell’andata, decide la stracittadina. Il risultato è fermo sull’ 1 a 1; Menez, entrato all’inizio della ripresa, con una devastante accelerazione si divora il centrocampo della Lazio ma sbatte contro la retroguardia biancoceleste. Il difensore laziale Radu, nel tentativo di liberarsi della sfera, ha la pessima idea di giocare il pallone in orizzontale al limite dell’area: Simplicio ruba la palla vagante, entra in area, e aprendo il piattone supera il portiere laziale Berni. Da quel momento il giocatore entra a far parte della storia romanista. Il popolo giallorosso è conquistato da questo brasiliano dalla faccia paffuta che con impegno e gol si è ritagliato uno spazio importante nella Roma.

BILANCIO – Il bilancio della mezza stagione di Simplicio in giallorosso è molto positivo: il centrocampista è sceso in campo in 19 occasioni, collezionando 1047 minuti e 4 gol: 3 in campionato e 1 in Coppa Italia. Nello spogliatoio è uno dei giocatori più amati. La somiglianza con l’attore Gary Coleman (deceduto la scorsa estate) gli ha fatto guadagnare il soprannome “Arnold” (il personaggio interpretato dall’attore americano in una famosissima serie tv). A seguito della vittoria del derby su Facebook impazza il fontomontaggio in cui Arnold veste la tuta giallorossa. La “Simplicio-Mania” è ormai fuori controllo come testimonia la scritta visibile oggi su uno dei muri che circonda il perimetro di Trigoria che recita: “Simplicio pallone d’oro”. Forse il brasiliano non potrà mai concorrere per l’ambito riconoscimento, ma un premio forse lo ha già vnto: entrare nel cuore dei tifosi romanisti.

Capellini-Rossomando

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