• Sheriff-Roma, l’analisi tattica: primo tempo dai ritmi lenti, ripresa decisiva negli atteggiamenti

    Redazione RN
    22/09/2023 - 7:14

    L'analisi tattica di Sheriff-Roma 1-2, match valido per la prima giornata dei gironi di Europa League

    Getty Images
    Sheriff-Roma, l’analisi tattica: primo tempo dai ritmi lenti, ripresa decisiva negli atteggiamenti

    SHERIFF ROMA ANALISI TATTICA – Centotredici giorni dopo Budapest e i disastri di Taylor, con uno Sheriff più avanti di condizione provenendo dai Preliminari di Champions League, la Roma doveva vincere e poco importa come. Convincente per brevi tratti, i giallorossi rientrano in Italia con l’unico obiettivo possibile, che rende l’avvio di girone più tranquillo.

    In una gara dalle scarne indicazioni, una nuova conferma del problematico impiego di un Renato Sanches, ancora una volta ai Box dopo l’uscita dal campo prematura, ma soprattutto la certezza che la presenza di Lukaku possa spostare sempre equilibri anche in gare scomode, insidiose, trabocchetto.

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

    C’è sempre il 5-3-2 per Mourinho, che attinge dal turnover riproponendo Svilar tra i pali, Llorente al centro della difesa, con Mancini e N’Dicka braccetti, e Zalewski/Karsdorp quinti in ampiezza. In mezzo Cristante detta i tempi con Renato Sanches ed Aouar mezzali da inserimento, a sostegno dei due avanzati Lukaku ed El Shaarawy. Per Bordin un 3-4-1-2 che lavora sui riferimenti giallorossi, con Tovar, Kiki, Garananga centrali difensivi davanti a Koval, con Joao Paulo e Ademo in mediana. Ad allargare il campo ci sono Zohouri ed Artunduaga, a supporto di Talal, Mbekeli e Akpan.

    PRIMO TEMPO IRRILEVANTE

    La gara vivrà di una supremazia territoriale e possesso palla a favore dei giallorossi, mentre l’indice di pericolosità nel complesso generale sarà in equilibrio. Gli uomini di Bordin operano una pressione medio-bassa, attraverso la quale recuperano palla per poi accendere gli esterni. Nella squadra di Mou la presenza di Lukaku obbliga un atteggiamento di copertura per lo Sheriff, mentre i giallorossi, che fanno la gara, hanno El Shaarawy che svaria molto, largo sul centro sinistra, con Aouar che si infila nel corridoio centrale, mentre lo Sheriff attende.

    Il primo tempo è un esibizione scarna, con poco palleggio di qualità per entrambe, così come entrambe abusano spesso del rilancio, alzando palla sugli avanzati. In mezzo al campo c’è il gioco delle coppie, con Cristante, Aouar, Renato Sanches, attenzionati da Talal, Joao Paulo, e Ademo, e quando Cristante è schermato, la Roma passa da Renato Sanches come fonte di gioco.

    Ritmi bassi, un Llorente stranamente indeciso in costruzione, un Renato Sanches che deve uscire per infortunio, e un Paredes che subentra relegando Cristante a mezz’ala. Per lo Sheriff una costruzione faticosa, ma quando riesce ad entrare nei 30 metri finali dimostra idee e guizzi nelle combinazioni tra gli avanzati. Se il parziale del primo tempo appare bloccato, nei minuti di recupero un rocambolesco doppio rimpallo dopo una punizione di Paredes regala il vantaggio a una Roma sorniona e poco continua.

    RIPRESA DECISIVA NEGLI ATTEGGIAMENTI 

    Al rientro dall’intervallo, con i medesimi 22, la Roma restituisce il gol di vantaggio agli avversari, quando sugli sviluppi di un corner la passività e scarsa reattività di Cristante e compagni su una palla non liberata e ripulita nell’area di rigore consente agli uomini di Bordin di impattare. Ma la fluidità nella ripresa dei giallorossi viene subito riportata sul terreno di gioco, con Lukaku che firma il nuovo vantaggio dopo una combinazione ben orchestrata che porta il belga a battere a rete nonostante il tentativo di ostruzione avversaria.

    Il peso del giocatore, e la sua voglia di segnare, sovrastano l’opera difensiva avversaria. Con il 2a1 la Roma entra in modalità controllo, con i giallorossi padroni del palleggio, vittoriosi nei duelli in mezzo al campo, e sempre pronti a chiudere spazi e ripartire su Lukaku, che deve lasciare il campo per Belotti perché nel frattempo diventa fondamentale gestire la condizione generale, in vista della trasferta di Torino di domenica. A Belotti si aggiungono Bove e Spinazzola, che rilevano Aouar e Zalewski, e quando i cambi di Bordin non sortiscono l’effetto voluto la gara ha già scritto copione, scemando senza sussulti e con i giallorossi che col minimo sforzo portano a casa 3 punti, a distanza di 72 ore da Torino.

    Maurizio Rafaiani

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    1. La Roma esprime un (non) gioco indecente e imbarazzante, Lukaku e Dybala dovranno sempre tirare fuori il coniglio dal cilindro…avete visto martedi’ la Lazio che ha giocato una partita di una coppa vera, e’ un altro livello. ma va tutto bene perche’ in panchina (o tribuna) c’e’ lo specialone

      1. Pensavo di essere l’unico stanco di CosoLamentoso! Di Champions league non se ne parla, se già contro le piccole ha bisogno di Dybala Lukaku, per giocare in Champions come minimo ha bisogno di Messi e altri 45 giocatori.

    2. Non si può pensare che Mourinho dica ai giocatori di andare a due all’ora e sbagliare anche i passaggi più semplici…
      Questo atteggiamento idiota non è nuovo nei giocatori della Roma…. L’abbiamo visto altre volte questo modo
      di approcciare le partite. Sembra che non gli va di giocare, dormono, non vincono un contrasto e… fanno veramente irritare…. Purtroppo non abbiamo la possibilità di mandare qualcuno in tribuna a chiarirsi le idee…
      Magari gli viene la voglia di giocare e correre….

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