Servette-Roma, l’analisi tattica: giallorossi approssimativi e con poca qualità nell’ultimo passaggio

Redazione RN
01/12/2023 - 11:47

L'analisi tattica di Servette-Roma (1-1), gara valevole per la quinta giornata del Gruppo G di Europa League

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Servette-Roma, l’analisi tattica: giallorossi approssimativi e con poca qualità nell’ultimo passaggio

SERVETTE ROMA ANALISI TATTICA – Dopo l’inaccettabile sconfitta di Praga mancavano ancora pochi indizi, puntualmente arrivati in serata da Ginevra. Per la seconda stagione consecutiva la Roma trova modo di complicarsi la vita attraverso l’impervio percorso dei Sedicesimi di Finale di Europa League dove affronterà una delle terze retrocesse dalla Champions League. Una gara che aveva regalato rocambolesche dinamiche, laddove da Tiraspol giungevano notizie di uno Slavia Praga in difficoltà e in svantaggio, salvo materializzarsi in un sorpasso finale per l’esito decisivo che porterà i giallorossi a scendere in campo a fine febbraio in uno scontro non semplice e supplementare del quale se ne sarebbe fatto decisamente a meno nel percorso dichiarato verso la terza finale consecutiva.

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho deve fare i conti con l’indisponibilità di Mancini, alla quale sopperisce arretrato Cristante centrale difensivo, con Llorente che scivola braccetto di destra e N’Dicka a sinistra, Celik ed El Shaarawy quinti. In mezzo al campo c’è Paredes in regia, con Bove e Aouar che ritrovano la maglia da titolari dopo qualche tempo alle spalle dei due tenori Dybala e Lukaku. Due mesi dopo la gara di andata dell’Olimpico Weiler ripropone il suo scolastico 4-4-2 con alcune variazioni. Frick sempre tra i pali e la novità Roullier a fianco di Severin al centro della difesa con Tsunemoto e Baron terzini. In mezzo Ondoua detta i tempi con Cognat che rileva Antunes al suo fianco, mentre sugli esterni Stevanovic e Bolla (al posto di Crivelli) ad innescare le due punte Kutesa e Bedia.

Primo tempo inizialmente difficile, ma coi valori che gradualmente emergono

Si comincia su un campo pesante, che diventerà col passare dei minuti sempre più infido, con un atteggiamento passivo e poco reattivo dei giallorossi. Aouar che attenziona Ondoua, sul Servette che ha un avvio veemente e si prende possesso supremazia. A ciò si aggiunge che la linea difensiva tende a scappare molto con gli altri reparti troppo pigri nel ripiegamento. Non c’è compattezza e in quello spazio il Servette entra troppo facilmente con i 4 giocatori offensivi, cioè i 2 attaccanti e i trequartisti esterni. Si gioca spesso, quindi, un pericoloso 4 contro 4, anche e soprattutto perché El Shaarawy è sempre molto alto e sollecitato. Per la Roma c’è ancora poco raccordo con le due punte e quando riesce nella gestione del possesso la qualità giallorossa porta ad essere pericolosi. Cosa che puntualmente avviene e che porta a una magia di Llorente che, quando gioca braccetto, ha sempre grande qualità di gioco dentro al campo e che sfocia nel vantaggio di Lukaku. La gara ora è delineata, con i giallorossi dalla qualità superiore nel possesso e il Servette che riparte con veemenza, cercando di sorprendere Cristante e compagni di farsi trovare lunghi. Il primo tempo si conclude con il vantaggio che Svilar consolida con un intervento strepitoso, ma anche alcune evidenze e criticità, la più evidente delle quali è l’involuzione continua di un Aouar ancora troppo fuori dal gioco.

Ripresa in salita, occasioni fallite, approssimazione, atteggiamenti da rivedere

Si riparte con gli stessi 22, ma come altre volte accaduto, c’è passività e superficialità in situazioni e quando su un pallone innocuo Cristante si addormenta, il pari si materializza beffardo, proprio quando da Tiraspol giungono notizie momentaneamente rassicuranti. Il secondo tempo diventa ora una gara aperta a tutto, perché il Servette dimostra determinazione quando recupera palla e attacca con 8 giocatori mentre paradossalmente i giallorossi hanno invece più equilibrio e più possesso di qualità ma sbagliano troppi ultimi passaggi o conclusioni facili. Serve quindi più qualità nel migliorare specie nell’ultimo passaggio quando Pellegrini rileva Aouar e Spinazzola un El Shaarawy in difficoltà che difende troppo superficialmente. Weiler risponde con Antunes e Willemenot per Kutesa e Bolla. L’impasse giallorosso, nonostante supremazia e possesso, prosegue impietoso esplicandosi in un Dybala e Lukaku incapaci di determinare. Non cambia nulla neanche quando Belotti e Renato Sanches subentrano per Bove e Dybala. Diba e Touati per Bedia e Cognat sono gli ultimi avvicendamenti di Weiler coi quali la gara entra nei 10 minuti finali dei 45 a disposizione della Roma per segnare il gol qualificazione che non arriva, anzi con la beffa finale del vantaggio Slavia che materializza ufficialmente lo spettro di un ormai certo se non probabile sedicesimo di finale.

Maurizio Rafaiani

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  1. Da tifoso giallorosso dico che alla ROMA ci sono troppi bidoni che andrebbero bene in serie B. Questa squadra non ha continuità. Se non riesci a fare due o tre gol al Servette, squadretta elvetica che perderebbe anche con sassuolo, frosinone, ternana, sampdoria vuol dire che non meriti di aspirare a vincere l’ Europa-League. Difesa disastrosa. Avevamo Panucci, Aldair, Mexes, Nela, Juan, Rocca, Carboni, Rjjse…: veri Campioni. Ora si è costretti a schierare Cristamte in difesa.

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