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SERGIO OLIVEIRA CAGLIARI – Sergio for President, ma non il capo dello Stato uscente, Mattarella, ma il nuovo acquisto di Tiago Pinto, Oliveira arrivato in prestito dal Porto. Appena sceso dall’aereo, con soli due allenamenti fatti a Trigoria, entra dal primo minuto in campo e segna. L’1-0 al Cagliari porta la sua firma e si conferma subito il rigorista freddo annunciato da Mourinho. Il portoghese mantiene le promesse anche in quanto a personalità, e a carattere ruvido avendo pure rimediato il suo primo cartellino giallo in Serie A dopo 23 minuti. Senza dimenticare il carico di esperienza, i cui ha dato un esempio al minuto 89’ quando per un piccolo fastidio si è fermato a centrocampo per stoppare le velleità dei sardi negli ultimi scampoli di match. Lo Special One gli ha affidato subito le chiavi del suo centrocampo e non se ne è pentito. Il tutto davanti a un Olimpico nuovamente quasi deserto dopo la decisione di limitare gli spettatori a 5.000 per contribuire a ridurre la diffusione del Covid.

Mourinho saluta i primi tre punti del 2022

Tutto bene quel che finisce bene? Intanto i giallorossi, reduci da un pareggio e da due sconfitte di fila, tra cui quella quasi surreale contro la Juventus, ritrovano i tre punti – i primi del nuovo anno – in una partita non semplice. E di questi tempi non è poco. Poi spazio a tutte le doverose analisi di un match giocato dalla Roma con buona parte dei suoi effettivi contro un Cagliari decimato dal Covid e in campo con le riserve. Giocato non bene, con diverse difficoltà nel fra prevalere la sua superiorità qualitativa. Mazzarri si sa, è tecnico astuto che sa imbrigliare anche una vecchia volpe come Jose’, costretto peraltro a fare a meno di Pellegrini che ha accusato un problema fisico nel riscaldamento mentre era già finito sul tabellino della formazione titolare.

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Roma, poca cattiveria e lucidità negli ultimi metri

Mourinho è dovuto così tornare sui suoi passi e affidarsi a Veretout, bocciato nelle scelte iniziali a causa delle opache prestazioni delle ultime settimane. Succede allora che la Roma non subisca molto ma che Rui Patricio salvi l’1-0 all’84’, che il Cagliari tenga bene il campo e che i padroni di casa inventino e costruiscano poco e male. Che gli interpreti dell’attacco – Abraham, Zaniolo, Mkhitaryan, Felix e in corsa Shomurodov – siano imprecisi, sbaglino le scelte e siano sfortunati (anche con gli arbitri, come da copione). Tutta l’artiglieria romanista pecca in cattiveria e lucidità negli ultimi metri lasciando a un caparbio Cagliari la possibilità di rimanere in partita fino al 90’ più recupero. La Roma quindi ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo, dominando la gara ma tenendola colpevolmente aperta fino all’ultimo. Per convincere serve altro!

GSpin

3 Commenti

  1. Si mangiano un sacco di gol, Mourinho ormai deve sapere che la Roma e’ sempre stata cosi poi questa e’ una squadra pazza non chiudono e ti fanno stare con il cardiopalma sempre con la paura di vincere. Adesso iniziano le coppe e se Tiago prende qualcun altro sarebbe ben accetto tipo uno esperto in difesa e attacco

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