Sassuolo-Roma, l’analisi tattica: primo tempo beffardo, ripresa facilitata dalla superiorità numerica

Redazione RN
04/12/2023 - 8:13

Getty Images
Sassuolo-Roma, l’analisi tattica: primo tempo beffardo, ripresa facilitata dalla superiorità numerica

SASSUOLO ROMA ANALISI TATTICA – All’inferno e ritorno, con vista sul quarto posto. La Roma vince a Sassuolo sovvertendo l’ordine delle ultime gare al Mapei Stadium, laddove gestioni balorde avevano agevolato i neroverdi di Dionisi che altro non avevano fatto che prendersi tutto quello che i giallorossi avevano regalato e concesso ottenendo il massimo risultato, col minimo sforzo. E anche nella gara odierna il copione sembrava ricalcare la falsa riga dei precedenti, se non che l’ingresso di Kristensen, al posto di quel Karsdorp che proprio su questo campo aveva vissuto una reprimenda giornata di fustigazione da parte del tecnico nella scorsa stagione, ha scelto di determinare il suo destino, ma soprattutto quello dei suoi compagni. E se gli avvicendamenti in quel di Ginevra avevano lasciato a desiderare, ancora una volta nella giornata odierna sono stati decisivi come nella precedente prestazione di campionato.

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho nel suo 3-5-2 riparte dagli undici base più impiegati finora, dando un segnale di massima importanza ricoperta dalla gara, con Mancini, Llorente, N’Dicka davanti a Rui Patricio e i quinti Spinazzola e Karsdorp, mentre in mezzo il play è Paredes, con Bove e Cristante mezzali a supporto della coppia d’attacco Dybala/Lukaku. Per Dionisi un 4-2-3-1 molto ben scaglionato ed equilibrato in campo, con Ruan ed Erlic davanti a Consigli, Toljan e Vina terzini e la coppia Henrique/Boloca in mediana. Sul fronte avanzato alle spalle di Pinamonti c’è Thorstvedt, con Berardi e Lauriente punte esterne.

Primo tempo di iniziativa, ma al lato pratico non veritiero nel risultato

Un Sassuolo molto corto e compatto,che si alza in maniera organizzata a pressare alzando il baricentro, è l’atteggiamento tattico scelto da Dionisi, che lascia l’iniziativa ai giallorossi sin dai primi minuti. La preoccupazione dei neroverdi in fase difensiva è di isolare il più possibile dal gioco Dybala attenzionandolo (soprattutto con Henrique,o talvolta Boloca) e cercando di chiudere le linee di passaggio verso l’asso argentino. Nell’atteggiamento contenitivo del Sassuolo diventa importante per la Roma colpire alle spalle della linea difensiva, con Bove e Cristante che possono essere meno attenzionati e incidere.

Gli emiliani non sono spavaldi, attendono di recuperare basso per poi distendersi a folate negli spazi profondi, e proprio in una transizione a metà tempo i giallorossi subiscono il gol del vantaggio, perché si schiacciano troppo in area, poco reattivi, con N’Dicka e Spinazzola sorpresi dal taglio di Henrique. La Roma è frastornata, lenta nella manovra e senza qualità, va negli spogliatoi con uno svantaggio che però riguardo expected-goal, possesso palla e supremazia territoriale, non rispecchia le dinamiche e risultanze del campo.

Ripresa di reazione, ma decisiva la superiorità numerica

Si riparte con Azmoun e Kristensen per Karsdorp e Bove, con susseguente passaggio al 3-4-3. Gli ingressi scuotono la squadra, che cerca sempre di sollecitare molto Spinazzola con cambi di gioco, ma l’esterno non riesce a determinare. La Roma cerca, ma senza trovarla, la manovra aggirante, perché mancano sostegni e con gli avanzati che si schiacciano subito sulla linea difensiva neroverde agevolando la fase difensiva, altresì non c’è coraggio nel giovare tra le linee dopo la riconquista palla. Troppi giocatori fermi in campo, poco movimento senza palla, manca l’episodio che svolti la gara e che giunge insperato grazie a Boloca, che si fa espellere in maniera ingenua lasciando i suoi in inferiorità numerica.

Dionisi vira al 4-3-2, con Racic in mediana, per Lauriente’, con Thorstvedt che si abbassa. La Roma fatica a trovare il bandolo della matassa, è molto frenetica, ma la sua spinta è generosa e sollecitata dai tifosi al seguito e con Pellegrini ed El Shaarawy per Spinazzola e Mancini vira verso il 4-2-4, con Cristante che si abbassa a difensore centrale. E’ preoccupante e assente, nonchè inquietante, il linguaggio del corpo di Lukaku, ma per fortuna Kristensen ha deciso di scalare nuovamente le gerarchie e prima si procura il penalty trasformato da Dybala e successivamente si mette in proprio nel trovare la conclusione decisiva attraverso una percussione centrale.

Un 2-1 difficoltoso ma dovuto, Dionisi prova la carta della disperazione, con Bajrami, Defrel e Castillejo per Thorstvedt, Berardi e Pinamonti, mentre Mourinho con Celik (che va quinto a sinistra) per Dybala torna al 3-5-2, con El Shaarawy mezzala di sinistra, La Roma si schiaccia molto, ma il fischio finale giunge molto presto e i 3 punti sono conseguiti. In chiusura una particolarità della gara, il fatto che i giallorossi abbiano battuto oltre 12 calci d’angolo, senza colpire mai la palla a centro area, fatto alquanto insolito per una squadra che da tempo coglie marcature proprio dagli sviluppi di palle inattive.

Maurizio Rafaiani

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  1. una partita sofferta e senza idee di gioco e di passaggi quasi tutti sbagliati . Se non c’ è un gioco di squadra e finalizzazione verso la porta avversaria sarà duro mantenere questo secondo posto .

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