romanews-roma-sampdoria-manolo-gabbiadini
Foto Getty

CORONAVIRUS GABBIADINI INTERVISTA – Manolo Gabbiadini è stato il secondo giocatore della Serie A, dopo Rugani, a risultare positivo al Coronavirus. Il calciatore ha raccontato le sue sensazioni e la sua esperienza dopo la scoperta alla Gazzetta dello Sport:

I primi sintomi

“Ho sentito un po’ di febbre, ma non ho pensato al virus. Quella notte ho dormito male, mi sono svegliato spesso e al mattino mi girava la testa. E’ stata mia moglie Martina a suggerirmi di chiedere il tampone: a casa abbiamo due bimbi piccoli. Il giorno dopo stavo bene, ma il dottore mi ha chiamato per dirmi che ero positivo. Non me l’aspettavo perché la febbre era passata subito. In quel momento ho cominciato davvero a riflettere, se il dottore mi avesse consigliato di aspettare ancora un giorno per decidere, non avrei più chiesto il tampone dato che mi sentivo molto bene, avrei rischiato di trasmetterlo inconsapevolmente. Un pensiero bruttissimo, che mi tormenta. Ho capito che ci sono tanti positivi che non lo sanno e allora la battaglia si vince in un solo modo: rispettando le direttive e restando a casa”.

“Tommasi aveva ragione”

Penso non fosse facile stoppare il campionato, però col senno di poi credo proprio che avesse ragione lui: la salute è prioritaria. Devo fare obbligatoriamente 14 giorni di quarantena e poi, prima di uscire, dovrò seguire le indicazioni ed eventuali controlli in base a quello che mi dice il dottore. Siamo chiusi in casa per legge, facciamo la spesa on line e se abbiamo bisogno ci portano tutto a casa, anche i farmaci. Per adesso non penso alla ripresa del campionato perché ci vorrà ancora un po’ di tempo e la battaglia più importante da vincere è quella contro il coronavirus. I campioni sono i medici, gli scienziati, gli infermieri: tutti quelli che stanno lottando per noi. Il calcio poi ripartirà e sarà bellissimo.