2 Maggio 2020

PRUZZO: “L’allenamento individuale non serve a nulla”, NISII: “Le contestazioni sono sempre esistite nel calcio”

SENTI-CHI-PARLA-3.jpg-radio

SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Federico Nisii a Tele Radio Stereo: “Per avere un clima sereno serve che la squadra faccia il suo dovere in campo. Quando la Roma va male, vengono contestati anche i singoli più importanti. Non è una questione di epoche storiche, purtroppo funziona così da sempre nel calcio. Le contestazioni ci sono state per tutti in passato, anche per Sensi o Totti. L’importante è farle per il bene della Roma e non per interessi personali. Secondo me i ragazzini delle giovanili non dovrebbero imitare le esultanze dei giocatori professionisti. Non fa bene al loro percorso di crescita e maturazione”.

Giuseppe Iachini a Rai Radio Uno: “Non penso che, nel rispetto della tragedia che ha colpito tutto il Paese, sarebbe giusto ed eticamente corretto assegnare lo scudetto o ancor più assegnarlo con una gara secca qualora il campionato non dovesse ripartire. Premesso che ci sono organi competenti che dovranno prendere decisioni al riguardo, sono dell’avviso che o si torna in campo o considerando la gravissima situazione sanitaria ed economica si chiude tutto adesso e ne riparliamo più avanti. Anche la Juve credo sia già stata chiara al riguardo. Il calcio è uno sport che si basa anche sulla lealtà. Al di là del Parma, del Bologna, del Sassuolo o della Spal, credo sarebbe giusto, se potremo ricominciare, di farlo tutti assieme. Anche nel rispetto di altri club, penso all’Atalanta, al Milan, all’Inter, alla Juve, al Toro, le cui regioni hanno avuto e hanno più problemi di altre. Bisogna rispettare i colleghi e tutte le squadre, ripartire tutti assieme e non alcuni adesso e altri fra due settimane. Come si può parlare di regolarità alla luce di oltre due mesi di stop come mai accaduto prima? Dovessimo ripartire andrebbero considerate tante problematiche, comprese quelle relative ai giocatori che hanno contratto il virus. In ogni caso noi siamo pronti a ripartire con entusiasmo e massima professionalità”.

Sandro Sabatini a Radio Radio Mattino: “Se si vuole ripartire a fine coronavirus non si parte mai. Si parte a fine vaccino. Il fatto di allenarsi individualmente non è una tutela soltanto familiare, ma è anche quei calciatori, sicuramente minori, che magari non hanno il parco a casa come Cristiano Ronaldo”.

Roberto Pruzzo a Radio Radio Mattino: “Quanto ci può stare il calciatore a fare allenamento individuale? Mi dovete dire cosa fa in 14 giorni di allenamento individuale? Questo allenamento differenziato non serve assolutamente a niente!”.

Furio Focolari a Radio Radio Mattino: “I governatori possono fare quello che vogliono è perché andiamo avanti a colpi di Dpcm. E’ vero: permette di far allenare i calciatori non vuol dire ricominciare il campionato, ma non distinguere tra atleti di Serie A e Serie B”.

Franco Melli a Radio Radio Mattino: “Non sono molto ottimista. Il 4 maggio rischia di diventare una grande confusione: il governo nazionale dice una cosa, quelli regionali un’altra e così non va bene. Riaprire i centri sportivi non vuol dire che automaticamente si ricomincia il campionato, questo bisogna dirlo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

6 commenti

  1. Lord Ralph ha detto:

    Ma presidente dirigenti ed i loro leccapiedi di giornalisti lo hanno capito che del loro campionato farlocco non c’interessa più niente. Giocherebbero sulle pelle dei defunti pur di non rinunciare ai soldi delle tv. È ora che tutta la vostra putrida baracca si ridimensioni. Fate schifo.

  2. Simon Templar ha detto:

    E meno male qualcuno che parla chiaro, bravo Lord Ralph! Ma è possibile che ci sia ancora qualcuno che desidei far riaprire questo campionato di calcio? Ma se tutti i giorni le tv ci danno conto dei decessi, delle impennate del virus, della medie e piccole aziende che forse non riapriranno, di piccoli imprenditori che hanno chiesto il prestito alle banche e che …hanno dovuto esibire una LUNGA compilazione di documenti, cosa ce ne può più fregare del campionato di calcio???? Capisco le società e i loro interessi, ma la priorità NON sono loro, è la gente comune che deve tirare a campare! Ultima notazione : sono tantissime le persone che vanno alla Caritas per un pasto e tantissime quelle che vanno al Monte di pietà! Amen

    • Flavio ha detto:

      Il calcio è come le altre industrie, deve riaprire altrimenti fallisce, è un errore abbastanza populista vederli come ricchi viziati, tu pensi a ronaldo o ibra ma il calcio è anche serie b e soprattutto serie c dove gioca gente normale che mantiene una famiglia sulla base di uno stipendio paragonabile a quello di un impiegato, e che non viene pagato da marzo. per non parlare poi dei dilettanti che vengono pagati a prestazione cioè con rimborso spese, oppure degli 800 impiegati che lavorano allo stadio olimpico e sono in cassa integrazione, svegliati

      • fv ha detto:

        se è per questo serie B e C non ripartono comunque, non sono minimamente attrezzate per rispettare i protocolli sanitari. Sono già fuori

  3. TedescoVola ha detto:

    Condivido al 100% il pensiero di Lord Ralph e Simon Templar.
    Il mondo dorato, fiabesco e sovradimensionato del calcio deve rinunciare a privilegi e lusso.
    Benvenuti nel mondo reale.

  4. Valerio ha detto:

    Per favore qualcuno spieghi a Focolari che i “dpcm “ sono, per l’appunto, l’acronimo di Decreto Presidenza Consiglio Ministri. Cosa ben diversa sono invece le Ordinanze regionali, emesse dai governatori delle singole regioni. In sintesi, nessun governatore può fare un DPCM. Che, invece, rimane strumento esclusivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
    Grazie e scusate se credo l’informazione meriti maggior preparazione di chi la pratica come mestiere.