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ROMA VENEZIA KUMBULLA HENRY – Cala il sipario della Serie A sull’Olimpico per questa stagione. Un’annata in cui l’impianto giallorosso è davvero sceso in campo insieme alla squadra e l’ha accompagnata in ogni momento. Ora c’è un passo in più da fare, per ritrovare quella vittoria che in campionato manca da 4 gare. Per andare a Tirana con l’Europa già in tasca. Perché c’è traffico da queste parti di classifica, e la Roma non vuole arrivare a farsi chiudere davanti agli occhi la saracinesca dei ticket per le coppe. Intanto, sarà necessario tornare a blindare  la difesa come fino a poco tempo fa, e visto che Mancini non sarà disponibile per squalifica, tocca a Marash Kumbulla. I veneti sono al momento fanalino di coda, ma non matematicamente retrocessi. Ed Henry vuole provare il miracolo.

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Roma, Marash Kumbulla

Marash, come probabilmente un po’ tutti a Piazzale Dino Viola, un pensiero a Tirana lo sta già facendo. Per lui, di origini albanesi, si tratterà di un ritorno a casa. E ha già assicurato che la capitale ricreerà l’atmosfera dell’Olimpico per i giallorossi. Ma prima di tuffarsi nelle notti europee, c’è un’altra strada che può portare in Europa League l’anno prossimo ed è il campionato. Dopo 4 gare senza vittoria, arriva il Venezia fanalino di coda, con una salvezza che sembra improbabile, ma non ancora matematica. E allora tocca a Marash, che sino ad ora ha collezionato 15 presenze (11 da titolare), e, ad eccezione di qualche singhiozzo iniziale, ha poi sempre risposto presente, con risolutezza e concretezza, come se tutta la faccenda legata al traumatico 6-2 del Bodo l’avesse con il tempo fortificato e non demoralizzato. Il difensore è settimo in rosa per media km percorsi a gara (9,5), e non è una cifra da poco considerando che i 6 sopra di lui sono titolari inamovibili e hanno timbrato il cartellino molto più spesso. Il numero 24 non ha ancora trovato il gol in campionato, ma di certo non si può dire che non ci provi: 6 tiri in totale, di cui 3 si sono trasformati in occasioni da gol. E inoltre, il suo cv si arricchisce del 100% di dribbling riusciti, 52 palloni recuperati e 13 intercettati. Marash non manca neppure in solidità, visti i 51 contrasti vinti su 89, e i 20 duelli aerei di successo su 32. Mou l’ha ribadito più volte, la panchina è diventata piano piano una risorsa, e in questa fase serve l’apporto di tutti. Una sorta di prova generale di altre due gare per arrivare ben vestiti all’appuntamento più importante.

Venezia, Thomas Henry

La bolgia dell’Olimpico probabilmente intimidisce un po’ chiunque, per info chiedere a Bodo e Leicester, che sono stati accolti da un’atmosfera surreale. Il Venezia, però, non ha niente da perdere e vuole sperare ancora nel miracolo. La matematica non lo condanna, è vero, ma la permanenza in A è paragonabile ad una impervia salita di montagna. Contro la Roma l’ultima chance per non salutare la massima serie italiana, con i giallorossi che inseguono l’Europa con tanta concorrenza, e quindi la gara si preannuncia infuocata. I veneti punteranno sul loro goleador, Thomas Henry, per tentare l’impresa. Classe ’94 francese, sino ad ora è il capocannoniere della squadra, con 9 reti e 2 assist all’attivo in stagione. Vanta esperienze in Francia e in Belgio, prima di approdare in laguna, quest’anno. È bravo a capitalizzare le occasioni, perché in realtà è secondo per tiri (51) e terzo in rosa per occasioni da gol, ma ha fatto centro più di tutti gli altri. Anche se in 2 occasioni è stato abbastanza sfortunato da deviare la palla nella propria rete. Non si tira indietro davanti ai contrasti, ma può ancora migliorare (191 persi, 180 vinti). E darà del filo da torcere nei duelli aerei a Marash (92 vinti, 81 persi). Il fattore dribbling forse non intimidisce troppo la retroguardia giallorossa, 38 tentati, 12 riusciti. Viste le situazioni delle due squadre, insomma, sarà una battaglia. E al fotofinish, si sa, è tempo di verdetti, ma c’è ancora tempo per qualche colpo di coda.   

M.Teresa Tonazzi

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