Foto Tedeschi

ROMA UDINESE TIKI TATTICA – Non c’è troppo tempo per pensare alla brutta sconfitta del Bentegodi contro l’Hellas Verona: domani, infatti, per la Roma è già il momento di tornare in campo. All’Olimpico, infatti, arriva l’Udinese di Luca Gotti, reduci anche loro dal brutto poker rifilato dal Napoli nel Monday Night della quarta giornata. Una sfida delicata, quindi, per entrambe le squadre, con quella di Mourinho che, però, dovrà dare anche un occhio al calendario: domenica, infatti, i giallorossi sono attesi dalla stracittadina contro la Lazio.

Roma-Udinese, tiki tattica: gli schieramenti

Nonostante la difesa a tre schierata negli ultimi minuti contro l’Hellas Verona, con l’Udinese Mourinho dovrebbe tornare al classico 4-2-3-1. In difesa si potrebbe rivedere Smalling, mentre Calafiori dovrebbe essere confermato dal 1′ visto che Vina non è ancora al meglio. Mediana confermata con Veretout e Cristante, mentre sulla trequarti un turno di riposo potrebbe arrivare per Zaniolo. Carles Perez si scalda e affiancherà Pellegrini e Mkhitaryan che si muoveranno dietro Abraham.

Non ci sono tanti cambi per l’Udinese in vista del turno infrasettimanale. In porta Silvestri, difesa titolare con Becao, Nuytinck e Samir. Sulle fasce è ballottaggio, c’è da capire infatti le condizioni di Stryger Larsen uscito dolorante dal match contro il Napoli. Può essere dunque Zeegelaar a prendere il suo posto, con Nahuel Molina sulla destra. Walace e Pereyra inamovibili. Davanti confermato Pussetto.

La chiave

La squadra di Gotti punta ormai da tempo su un gioco veloce e verticale ogni qual volta si palesi la possibilità di attaccare la profondità alle spalle della difesa avversaria. La Roma dovrà, quindi, cercare quindi di mantenere un equilibrio di gioco per evitare di esporsi alle transizioni dei friulani, sfruttando le possibilità di giocare un’ottima gara a livello tecnico sia per evitare di regalare palloni, e quindi potenziali opportunità, ai rivali e per creare occasioni da gol sfruttando i regali che la squadra di Gotti concede nella fase di non possesso. Perché in fase di transizione, le carenze dei bianconeri ci sono: tempi troppo lenti, troppi spazi concessi e tempi di pressione sbagliati, che consentono al rivale di poter pensare ed effettuare la giocata con relativa tranquillità. Sarà fondamentale, inoltre, per gli uomini di Mou ritrovare una pressione aggressiva ed efficace sulla prima costruzione, elemento che l’Udinese soffre e che potrebbe rappresentare la chiave principale per vincere l’incontro. Anche se, innanzitutto, servirà un approccio diverso a livello mentale rispetto a quanto visto al Bentegodi.