Roma-Udinese, l’analisi tattica: la gara si stappa nella ripresa. Decisivo il cambio di passo dei nuovi entrati

Redazione RN
27/11/2023 - 7:55

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Roma-Udinese, l’analisi tattica: la gara si stappa nella ripresa. Decisivo il cambio di passo dei nuovi entrati

ROMA UDINESE ANALISI TATTICA – Al rientro dall’ultima sosta nazionali dell’anno la Roma trova la quinta vittoria consecutiva in casa, contro un’Udinese che guida la classifica delle squadre che hanno pareggiato più di tutte nei maggiori campionati europei. Friulani che per mezz’ora avevano accarezzato l’idea di rispettare il singolare ruolino di marcia. Al triplice fischio i giallorossi si issano al quinto posto e per la prima volta in stagione riuscendo ad attingere dalla profondità della rosa (decisivi i cambi nella ripresa), alla quale mancano ancora all’appello i rientranti Smalling e Renato Sanches.

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho ritrova Pellegrini dal primo minuto, mezzala con Cristante, ai lati di Paredes in regia, con Karsdorp e Spinazzola ad allargare il campo, tutti a supporto dell’azione offensiva dei due tenori Dybala e Lukaku, mentre dietro le scelte davanti a Rui Patricio sono come sempre obbligate, con Mancini e Ndicka braccetti ai fianchi di Llorente. Cioffi va a specchio, con Bjiol centrale davanti a Silvestri, con Joao Pereira e Perez braccetti, Ebosele e Zemura quinti, mentre in mezzo c’è Walace che detta i tempi e Samardzic e Payero mezzali molto propositive, a supporto della coppia offensiva firmata da Isaac e il trequartista Thauvin.

Primo tempo ingessato e sotto ritmo

Nei consueti 3-5-2 speculari sono inevitabilmente i duelli singoli a decidere molto della gara, dove diventa scontato fare valere la superiorità tecnica da parte dei giallorossi, al cospetto di un’Udinese che ha fisicità e corsa sugli esterni (specie a destra con Ebosele) ma appunto poca tecnica e sviluppi molto scolastici. I friulani, che sulla costruzione giallorossa schermano le linee di passaggio verso Paredes mantengono un baricentro iniziale medio, ma una linea difensiva molto alta, sulla quale la Roma quando alza palla su Lukaku trova immediata transizione positiva entrando nei 30 metri finali. Per Paredes schermato, Cristante cerca di sopperire alla criticità abbassandosi e dando una seconda alternativa in costruzione, mentre Pellegrini va in verticale.

Nonostante l’intraprendenza dei suoi braccetti la Roma del primo tempo fatica tremendamente a dare continuità e fluidità alla sua manovra, scaglionati male, circolazione difficile, funziona solo alzando palla su Lukaku, ma riesce poco ad andargli a giocare intorno. Ritmi bassi da entrambe le parti Ebosele e Spinazzola (i quinti più intraprendenti in campo) giocano ad annullarsi a vicenda, come Karsdorp e Zemura sull’out opposto. Molti passaggi all’indietro, difficile ma paziente circolazione, indice di pericolosità pari allo zero, diventa quasi normale sbloccare la gara su palla inattiva, con il gol che scioglie un po’ i giallorossi e turba gli uomini di Cioffi, ora molto nervosi con 3 gialli in 15 minuti. Ma il passaggio a vuoto dei friulani viene mal gestito dagli uomini di Mourinho, che vanno al riposo con un primo tempo lento, da zero expected goal (l’Udinese ancora meno).

Ripresa vivace, vincono il cambio di passo dei subentrati e la capacità di incidere di Dybala e Lukaku

Si riparte con gli stessi 22 e con l’imperativo per i giallorossi di mettere al sicuro il risultato. Ma dopo alcuni buoni recuperi palla di Paredes i friulani alzano il baricentro, aggressivi in avanti (la ripartenza su Lukaku diventerebbe decisiva), qualche conquista di seconde palle e il pari è presto fatto, con un tracciante chirurgico dall’esterno di Payero, su cui Rui Patricio osserva, Spinazzola manca la diagonale difensiva e Thauvin comodamente deposita in rete di testa. L’Udinese conferma la sua supremazia territoriale, mentre la Roma fatica ad accompagnare le 2 punte con Cristante e Pellegrini, con Karsdorp sempre a metà strada e Spinazzola inconcludente.

E’ il momento di intervenire ed è il momento di Azmoum ed El Shaarawy per Pellegrini e Spinazzola, con susseguente passaggio al 3-4-1-2 e a stretto giro di posta Bove e Zalewski per Paredes e Karsdorp. Cioffi risponde con Lucca e Kabasele per Joao Ferreira e Thauvin, ma la linfa dei nuovi entrati cambia passo ai giallorossi e nell’azione del nuovo vantaggio si vede l’importanza del primo passaggio verticale dentro al campo di Bove e la combinazione tra i 3 attaccanti, una codifica che la squadra dovrebbe cercare sempre con più continuità. C’è ora spazio per Kristensen per Dybala, con Zalewski che va mezzala nel 5-3-2, mentre sul fronte opposto è il turno di Camara e Lovric per Samardzic e Zemura, ma la Roma regge nei delicati equilibri difensivi dal ritorno dei friulani e quando riparte si ritrova nell’azione corale del terzo gol, con Lukaku che resiste alla voglia di tirare e con Bove rifinisce per il sigillo di El Shaarawy che chiude definitivamente la gara.

Maurizio Rafaiani

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  1. A mio avviso, la Roma ha un problema con i quinti di centrocampo, con Zalewski a destra ed El Shaarawy a sinistra, hai meno copertura ma a livello offensivo si ha quella spinta che con Karsdorp e l’attuale Spinazzola mancano.

  2. Ma non capisco a cosa serve Paredes. Lascerei Cristante al posto suo e farei giocare sempre Bove che contrasta corre e sa passare la palla.

  3. L’analisi tattica e tecnica della partita mi sembra condivisibile appieno. Manca però il succo, la conclusione logica, in parole povere il riscontro finale : i cambi hanno deciso la partita, hanno svoltato, ovvero sono stati decisivi. Quindi ? Chi è entrato e, specialmente, chi è uscito ? Fate voi, tirate le conclusioni e buonanotte.

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