Roma-Udinese, l’analisi tattica: moduli speculari ma giallorossi più compatti

Redazione RN
17/04/2023 - 9:50

L'analisi tattica di Roma-Udinese 3 a 0, match valido per la 30esima giornata di campionato

Getty Images
Roma-Udinese, l’analisi tattica: moduli speculari ma giallorossi più compatti

ROMA UDINESE ANALISI TATTICA – Prove di assestamento, con la Roma che azzera l’emergenza e prova una mini-fuga rispetto alla classifica sempre più rosea, ma soprattutto sono gli atteggiamenti, e il pronto riscatto di Pellegrini ed Abraham a fare ben sperare per l’imminente rimonta alla quale i giallorossi saranno chiamati in settimana, quella decisiva di stagione. Di seguito l’analisi tattica del match.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

In moduli speculari contrapposti, un 3-5-1-1 con grande assembramento centrale, Mourinho attinge dalla profondità della rosa nonostante l’emergenza, con Mancini, Smalling, e un Llorente in luogo di Ibanez, davanti a Rui Patricio, con Celik ed El Shaarawy esterni.

In mediana Cristante al centro, con Bove mezz’ala di destra e Wijnaldum mezz’ala di sinistra, una sorta di rombo con Pellegrini vertice alto alle spalle di Belotti. Per Sottil ci sono, davanti a Silvestri, Becao, Bjiol e Perez, con Udogie e Ehizibue quinti, mentre Walace detta i tempi, con Samardzic e Lovric mezz’ali, medesimo rombo dei giallorossi, con Pereyra vertice alto che opera alle spalle di Isaac.

PRIMO TEMPO SPEZZETTATO MA CONTINUO NELLA CIRCOLAZIONE DELLA MANOVRA

Con atteggiamenti e modalità simili, entrambe le squadre in fase difensiva chiudono al centro lasciando i duelli degli esterni a giocarseli tra loro, pertanto sin dai primi minuti la gara vede una densità importante proprio nella fascia centrale del campo. Nonostante tale densità centrale, la Roma di serata è ispirata, trova bene il palleggio tra le linee, sia centrale, che sulle catene esterne, con Pellegrini che va a creare le superiorità in base alla fascia dov’è la palla.

La differenza negli sviluppi di gioco sta nella qualità dei giallorossi, superiore nonostante una volenterosa Udinese, in un primo tempo dalle molte interruzioni, con la prontezza di Bove che opera il primo vantaggio, e un El Shaarawy sempre pronto a ribaltare l’azione così come sempre perfetto in ripiegamento. La fluidità della manovra giallorossa obbliga spesso i friulani a correre all’indietro e al recupero basso, che consente di non correre rischi e risparmiare anche energie preziose.

RIPRESA CHE CONSOLIDA RISULTATO E COMPATTEZZA DI SQUADRA 

Si riparte con i medesimi ventidue, con Mourinho che inverte le posizioni delle due mezz’ali in una gara spesso spezzata, dai ritmi che faticano ad alzarsi con continuità, e con un Udinese spesso fallosa. Ma la Roma nella gestione palla e nel recupero medio è letale, con i giallorossi che dopo una grande ripartenza raddoppiano, grazie a Belotti che assiste Pellegrini. Wijnaldum non ce la fa, e Matic fa il suo ingresso, in funzione del quale Cristante si sposta mezzala.

L’Udinese cerca di serrare ritmi ma la Roma risponde e chiude bene in mezzo, vince i duelli sugli esterni ai quali non concede sviluppi incisivi, mentre in mezzo i friulani trovano un muro. Sul rigore fallito l Udinese si sgonfia, e l’ultimo quarto di gara è solo per i tabellini statistici, come le sostituzioni di Ezihibusn per Ebosele (e passaggio al 3-4-3),di Zalewski, Spinazzola, Abraham, per Belotti, Celik, ed El Shaarawy. E si prosegue con Pafundi, Nestorovsky, Masina per Lovric, Samardzic, e quando Abraham triplica, le buone notizie si sprecano.

Maurizio Rafaiani

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