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ROMA TORINO CONFERENZA MOURINHO – Domani la Roma scende in campo alle 18 contro il Torino per dare continuità ai risultati ottenuti contro il Genoa e lo Zorya e non perdere il treno per la corsa al quarto posto. Mourinho ha preso parte alla conferenza stampa di vigilia per presentare il match.

Roma-Torino, la conferenza stampa di vigilia di Mourinho

Che partita si aspetta domani?
“Difficile, è una squadra che difende molto bene con uno stile suo. Non un modo unico perché lo fanno anche altre squadre, ma sono un bell’esempio di questo stile di gioco difensivo e non è facile. Non concedono tanti gol e opportunità, è veramente difficile, avremo bisogno di una partita di grande qualità offensiva per riuscire a fare gol”.

Tornerà a giocare a 4 domani?
“Una buona domanda di calcio. Ma una domanda che necessita di una risposta oggettiva: non ti voglio rispondere. In questo momento la situazione migliora rispetto alle opzioni che abbiamo. Col Covid di Cristante e Villar e la squalifica di Veretout, il problema si è trasferito sul modulo. Il problema si è trasferito dai terzini al centrocampo. Mancano due titolari e Villar, un’opzione di qualità. Ma abbiamo un opzione chiara di giocare a 4 o a 5 e prima no: senza terzini potevamo giocare in un solo modo”.

Domani l’Olimpico sarà pieno. Se lo aspettava prima di venire a Roma?
“La passione la conoscevo, così tanta me l’aspettavo e l’ho sentito dal primo giorno l’amore. Nell’Italia che ho conosciuto prima non c’era paragone col calcio inglese: con freddo, calcio, pioggia o neve in Inghilterra era sempre tutto esaurito. Ora vedo un’evoluzione molto positiva. Abbiamo già perso e pareggiato e giocato sia molto bene che così e così ma loro vanno sempre allo stadio e vedono sempre una squadra che gioca per loro. Dal punto di vista del tifoso questo fa sentire connessione ed empatia e magari è la ragione per cui anche in Conference, piovendo tanto e con partita in settimana, c’era un Olimpico bello. Ora con Torino e Inter è più facile giocare per noi. Anzi, non è più facile ma è più bello. E penso lo sia anche per gli avversari. Se abbiamo qualche responsabilità per questo, mi piace tanto”.

La Roma ha segnato 7 gol nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo e altrettanti nell’ultimo del secondo tempo. Sono dimostrazioni di pazienza o di carattere da parte della squadra?
“Non ho mai pensato alla pazienza e al carattere. Non esiste un obiettivo nostro di aver pazienza e aspettare il momento giusto per segnare. Noi spesso lo usiamo nel vocabolario, ma il momento giusto per segnare è ogni minuto della partita. Ma la nostra squadra ha la voglia di giocare fino alla fine. Non siamo mai morti neanche con il Milan, ne con il Napoli, ne con il Venezia, dove non siamo morti negli ultimi dieci minuti. Anche a Genova, dove avevamo bisogno di gol”.

Lei ha parlato di richiesta di sacrificio. Mancini può essere un mediano?
“Certo che può, principalmente perché tutti e 4 i centrali di difesa sono disponibili. Se tocca a qualcuno di loro fare un sacrificio, lo devono fare. Ibanez lo ha fatto come terzino, se Mancini deve giocare a centrocampo lo farà. Certo non puoi mettere Zaniolo terzino sinistro o Vina attaccante. Ma ci sono giocatori che hanno questa possibilità di essere multifunzionali e per una rosa come la nostra è fondamentale. Questo non è il loro ruolo preferito, ma magari lo fanno volentieri”.

2 Commenti

  1. Mancini davanti alla difesa è ottimo… aggressivo, veloce, tecnica discreta… certo, anche se ha un discreto lancio non è il giocatore che ti fa le aperture illuminanti. Ma magari per quello c’è Miki…

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