14 Dicembre 2021

Roma-Spezia, l’analisi tattica: tre punti conquistati in un match dai ritmi alterni e non troppo elevati

Foto Tedeschi

ROMA SPEZIA ANALISI TATTICA – Anche in campionato, dopo il felice turno infrasettimanale di Conference League, tornano i 3 punti e nonostante una gara non trascendentale Mourinho può preparare con meno patemi la gara dal pronostico apparentemente chiuso di Bergamo tra 5 giorni. Il rientro di Zaniolo al quale fa da contraltare l’infortunio occorso a Smalling che pesa e peserà oggettivamente molto nelle chance a disposizione nel reggere l’onda d’urto dell’armata di Gasperini

Moduli e sviluppo di gioco

Il 5-3-2 si conferma sempre più modulo definitivo per Mourinho, davanti a Rui Patricio Smalling al centro e Ibanez e Kumbulla braccetti col rientro di Karsdorp e Vina sulle corsie esterne. Nel terzetto in mezzo al campo ci sono Cristante a dettare i tempi con Veretout e Mkhitaryan mezzali a sostegno con gli inserimenti alle spalle dei due attaccanti Abraham e Borja Mayoral che scala le gerarchie facendo parlare con i gol. Per Motta uno Spezia dalla filosofia nobile e propositiva a specchio in un 3-5-2 speculare dove davanti a Provedel ci sono Amian, Erlic e Nikolaou con Gyasi e Reca quinti. In mezzo Sala comanda, con Maggiore e Kovalenko mezzali assaltatrici negli spazi liberati dai movimenti di Manaj e Strelec.

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Primo tempo interlocutorio dai ritmi alterni

In moduli speculari 5-3-2 aldilà dei duelli individuali, è chiaro da subito come la Roma debba fare necessariamente valere la superiorità del suo tasso tecnico con la gara che potrebbe avere le chiavi decisive negli inserimenti senza palla delle mezzali. Manaj attenziona Cristante durante la costruzione bassa dei giallorossi, l’atteggiamento iniziale dei liguri rimane di attesa, lasciando giocare la Roma e invitandola ad uscire esternamente col suo palleggio, chiudendo il più possibile gli spazi centrali. I giallorossi in fase di non possesso invece scalano in avanti, con Mkhitaryan su Sala e le due punte Abraham e Borja Mayoral a schermare i due centrali. Lo spagnolo molto mobile e le due mezzali vivaci ma che dovrebbero entrare ancora di più senza palla, la Roma prova ad alzare ritmi e qualità nella circolazione. Tutto procede bene, tranne l’indice di pericolosità perché la densità centrale sui cross di Vina e Karsdorp è vincente, anche perché certe giocate per trovare varchi centrali andrebbero forzate. La gara non si sblocca a livello di gioco, con la Roma che deve sfruttare un calcio d’angolo per violare la porta di un Provedel per tutta la gara scarsamente impegnato. Motta, che aveva perso subito Sala (entra Kiwior), trova un’unica occasione concessa da Ibanez, che rompe la linea creando un corridoio alle spalle dove entra. Reca imbucato e sul quale Rui Patricio fa buona guardia. Quando prende campo lo Spezia attacca con molti giocatori, concedendo spazi importanti per la transizione che la Roma non sfrutta. Quinto palo in campionato di Abraham si chiude un primo tempo dove non sempre le squadre riescono a tenere i ritmi alti.

Secondo tempo sulla falsariga del primo, ritmi alterni e Spezia più dentro al match

Si riparte con gli stessi 22, con lo Spezia che ora va a prendere più alta la Roma provando a serrare i tempi, più decisi e reattivi gli uomini di Motta provano a recuperare il divario minimo con il tecnico che agevola le operazioni con un triplice cambio. Maggiore-Kovalenko-Strelec lasciano spazio a Verde-Agudelo-Bastoni, cambia anche il passo degli attaccanti ora molto guizzanti e tecnici. Un altro corner, però, permette a Ibanez di staccare e mettere un altro gol nel divario tra le due squadre. La Roma ha ora spazi da sfruttare e consolidare davanti alla propria linea difensiva, ma l’uscita di Smalling, fino a quel momento insuperabile, obbliga una rivisitazione dello schieramento, con Diawara (appunto per Smalling) che si sistema in regia, mentre Cristante va centrale difensivo. Con l’ingresso di Felix (esce Borja Mayoral) Mourinho prova a distendersi negli spazi con la corsa del Ghanese. L’ultimo quarto di gara è a favore degli ospiti, con Cristante al centro centrale contro i 3 attaccanti rapidi e guizzanti di Motta.  Ibanez e Karsdorp in difficoltà fisica e con lo Spezia che trova sempre corridoi e linee di passaggio dentro campo, interscambi continui e decisivi per trovare rifiniture che solo per centimetri non si concretizzano. Dopo due percussioni che consentono alla squadra di alzarsi da dietro e respirare Veretout lascia il posto a Bove e c è ancora il tempo per la consueta nota negativa di serata, con Felix che riceve due ammonizioni (delle quali la prima imbarazzante) ed esce dalla possibilità di convocazione per Bergamo.

Maurizio Rafaiani

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1 commento

  1. leo ha detto:

    squadra che sembra mentalmente scarsa. servono due centrocampisti di forza e di classe e un terzino (minimo)