• Roma-Slavia Praga, l’analisi tattica: primo tempo autoritario, ripresa con qualche difficoltà

    Redazione RN
    27/10/2023 - 7:15

    L'analisi tattica di Roma-Slavia Praga 2-0, match valido per la terza giornata della fase a gironi dell'Europa League

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    Roma-Slavia Praga, l’analisi tattica: primo tempo autoritario, ripresa con qualche difficoltà

    ROMA SLAVIA PRAGA ANALISI TATTICA – Giro di boa nel Girone di Europa League e primato conquistato, con 3 vittorie su 3, per la Roma che batte in maniera perentoria e accattivante nei modi uno Slavia Praga oggettivamente inferiore, e aggredito sin dai primi minuti con piglio e convinzione da parte dei giallorossi determinati da subito nell’indirizzare gara e risultato verso binari graditi. Buon viatico in vista del primo step di campionato nella rincorsa ai posti nobili della classifica in una Milano di sponda nerazzurra che attende, con animi completamente opposti, il ritorno da avversari di Lukaku e Mourinho.

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

    Sempre il 3-5-2 per Mourinho, che attinge dalla profondità della rosa dando spazio a Svilar, sempre più portiere di Coppa, davanti al quale si sistemano Llorente al centro, con Mancini e N’Dicka braccetti, mentre sulle corsie esterne una nuova chance per Celik e Zalewski, al momento seconde scelte. In mezzo al campo torna a dettare I tempi Cristante, con Aouar e Bove mezzali, a supporto della coppia offensiva formata da Lukaku ed El Shaarawi.

    Per Trpisovsky imbattuto in campionato nazionale e competitivo nella kermesse europea fin qui, un 3-4-3 ben scaglionato in campo, con Mandous tra i pali, i 3 centrali difensivi Holes, Ogbu e Vicek, con Doudera e Dumitrescu ad allargare il campo. In mediana a dare equilibrio e tempi di gioco i mediani Zafeiris e Dorley, con le punte esterne Schranz e Masopust ai lati di Van Buren.

    PRIMO TEMPO PERENTORIO E AUTORITARIO

    La Roma aggredisce la gara sin dai primi minuti, che di fatto diventano già dopo poche decine di secondi presto decisivi, con un break di El Shaarawy che innesca la percussione centrale di Bove sul cui tracciante chirurgico lo Slavia deve già rincorrere. A dire il vero, nella parte iniziale c’è molta foga da entrambe le parti, con le squadre che si allungano spesso perché saltano le prime pressioni per entrambe, e c’è una ricerca immediata della profondità che finisce appunto per allungarle.

    I giallorossi hanno una buona circolazione e scaglionamento, molto bene El Sharaawy tra le linee, che si fa sempre trovare e gode di libertà e di un 1vs1 perché i cechi lavorano per avere superiorità numerica difensiva intorno a Lukaku. Bove attenziona Zafeiris, la fonte di gioco più tecnica avversaria e la squadra attraverso uno scivolare in avanti trova una conquista palla significativa.

    Dopo un avvio iniziale con molta foga da entrambe le parti, le squadre diventano più ragionatrici, lo Slavia e Roma che trovano un palleggio ordinato, ma di fatto sono i cechi a non trovare gli sviluppi più incisivi, mentre la Roma opera una riconquista palla inconsueta, con pressioni individuali, da una delle quali nasce l’azione del secondo gol ancora con El Shaarawy che rifinisce perfettamente per Lukaku.

    La Roma è sulle ali dell’entusiasmo, le gambe girano e la palla circola in maniera adeguata, con Trpisovsky che corre ai ripari virando su un 4-4-2 più scolastico. Le catene che lavorano in modo da superare il momento difficile della gara e riordinare le idee. Quando recupera palla, la Roma si distende sempre bene negli spazi anche perché lo Slavia non ha una riaggressione immediata e subisce la transizione in maniera letale.

    La fase difensiva dei cechi è deficitaria soprattutto perché non riescono mai a portare pressione al portatore di palla giallorosso, dimostrandosi molto passivi in questo. A ciò si aggiunge nella costruzione bassa una non sempre irreprensibile gestione che genera più di un errore. Non troppo sollecitati i quinti, la Roma si butta sempre bene con Bove negli spazi profondi quando Lukaku si tira fuori e l’intervallo non porta in dote un vantaggio che sarebbe dovuto essere più rassicurante.

    RIPRESA DIFFICOLTOSA, MA SOTTO CONTROLLO

    Si riparte con con Paredes per Bove (va Cristante mezzala) e con Jurasek al posto di Masopust, con lo Slavia che prova a serrare tempi e ritmi per rientrare in gara o comunque per mantenerla in vita, con buon movimento senza palla e velocità gioco. Arriva anche il solito legno per i giallorossi che nega la meritata gioia ad El Shaarawy e arrivano le prime sostituzioni, con Provod e Chityl per Schranz e Van Buren nello Slavia, e Karsdorp per Zalewski (va Celik a sinistra) e Belotti per ElShaarawy.

    È quanto mai opportuno non togliere Lukaku perché la gara è tutt’altro che finita e comunque Lukaku ha sempre dimostrato in carriera di sapersi gestire (che è quello che lo ha fatto andare via dall’Inter. Lui le vuole giocare tutte). Con Jurecka per Zafeiris i cechi sviluppano ora un 4-1-3-2, mentre Mourinho opta per i giovani made in Trigoria, con Pagano e Cherubini per Lukaku e Aouar passando ad un 5-3-1-1, con la gara che scema gradualmente, i cechi stanchi e incapaci di trovare il gol che riapra i giochi o ridimensiona il divario comunque evidente tra le due squadre.

    Maurizio Rafaiani

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