• Roma-Sheriff, l’analisi tattica: tutto facile per i giallorossi che giocano un calcio fluido a ritmi bassi

    Redazione RN
    15/12/2023 - 11:51

    La nostra analisi della vittoria della Roma contro lo Sheriff nella 6a giornata del gruppo G di Europa League

    Getty Images
    Roma-Sheriff, l’analisi tattica: tutto facile per i giallorossi che giocano un calcio fluido a ritmi bassi

    ROMA SHERIFF ANALISI TATTICA – Se il fischio finale di Praga avesse sancito il secondo posto nel girone, sarebbe mancata solo l’ufficialità giunta al termine delle due gare mancanti. Roma-Sheriff certifica per il secondo anno consecutivo il passaggio dalle forche caudine degli spareggi con le retrocesse dalla Champions, che a febbraio obbligheranno i giallorossi a disputare due gare supplementari nel percorso verso la finale. Serata poco interessante, gara per larghi tratti noiosa, con piccoli spunti tattici e l’impiego di alcuni prodotti del settore giovanile nel finale di partita.

    Moduli e sviluppi di gioco

    Mourinho schiera un 3-5-2 inedito, con Svilar tra i pali, Cristante al centro, con Celik e Llorente braccetti. Karsdorp e Zalewski quinti, in mezzo ci sono Bove al centro con Aouar e Renato Sanches mezzali alle spalle di Lukaku e Belotti che ritrova la maglia da titolare. Per Pypypchuk un 4-5-1 con Koval tra i pali, Garananga e Toval centrali, Artunguaga e Apostolakis sugli esterni. In mezzo c’è Talal, con Ricardinho e Badolo e sugli esterni a supporto di Ankeye ci sono Joao Paulo e Mbekeli.

    Primo tempo fluido

    La Roma sviluppa veloce da subito, con lo Sheriff sempre in ritardo sulla circolazione fluida dei giallorossi che dispongono a piacimento degli avversari poco reattivi e spesso lunghi sul campo. Non ci sono marcature particolari, i 3 centrocampisti giallorossi lavorano spesso su un interscambio nella costruzione alternandosi in mezzo al campo nella cucitura (anche se il Play lo fa Bove) alla quale si aggiungono Cristante e Llorente da dietro quando la Roma prende completamente campo e lo Sheriff si abbassa con un sotto palla totale. La Roma spinge forte con i quinti, manovra avvolgente che porta presto al vantaggio confezionato da Zalewski per Lukaku. Karsdorp manca talvolta precisione nell’assistenza dall’esterno. Non c’è interazione significativa tra Lukaku e Belotti, ma quest’ultimo trova comunque modo di incidere sfruttando un inserimento e assistenza ancora di Zalewski, il migliore dei suoi.

    Ripresa a ritmi da partitella infrasettimanale

    La ripresa diventa pura accademia, con ritmi da partitella infrasettimanale e l’esigenza di risparmiare energie per il primo spareggio stagionale nella corsa Champions in quel di Bologna domenica. Si riparte von El Shaarawy al posto di Aouar (problema muscolare) e susseguente passaggio al 3-4-1-2. È un secondo tempo di variazioni di modulo, interessante almeno su questo con Pagano e Paredes per Renato Sanches e Llorente i giallorossi passano a 4 dietro più Paredes e 5 giocatori offensivi, ma di fatto diventa una sorta di 3-3-4 perché lo Sheriff non ha forza per mettersi nella metacampo avversaria e Celik può spingere. Con Pisilli per Belotti e Mannini (all’esordio in Europa da ascrivere a Mourinho per l’ennesimo prodotto di Trigoria) per Zalewski, un 3-4-3 finale, con 3 centrali difensivi come Karsdorp, Cristante e Bove, un inedito terzetto difensivo.

    Maurizio Rafaiani

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