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ASSOGNA ROMA ABRAHAMA MOURINHO – Il giornalista Paolo Assogna è stato intervistato ai microfoni de “IL Diabolico e il Divino”, in onda su New Sound Level 90FM. Ecco di seguito le sue dichiarazioni sulla Roma, su Mourinho e su Tammy Abraham, tra gli argomenti trattati:

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L’intervista

Un parere sul sorteggio dell’Italia?

Quando ti complichi maledettamente la vita poi non puoi cercare soluzioni di comodo, adesso è impossibile fare i pronostici perché a Marzo il calcio sarà completamente diverso da quello di ora e magari col contributo dei giocatori romanisti a Marzo potremo fare di più, con Zaniolo che andrà a completare il reparto d’attacco

Che partita sarà Roma – Torino?

Sarà una partita molto diversa da quella che abbiamo visto ieri, ci saranno duelli uno contro uno a tutto campo, Juric ha studiato da Gasperini come altri allenatori di Serie A e quindi sappiamo benissimo che tipo di partita aspetterà la Roma. C’è soltanto un modo per superare questo ostacolo, tenere l’urto fisico e mettere dentro la partita la cifra tecnica superiore che ha la Roma rispetto al Torino.

Ti piace Tammy Abraham?

Mourinho ce l’ha spiegato bene, è un giocatore con un certo tipo di abitudine, al Chelsea giocava da terminale offensivo con la squadra sempre alta mentre alla Roma talvolta deve abbassarsi per dare una mano e si sta abituando lentamente. Deve trovare poi quella confidenza con i gol sporchi che ti fanno vincere partite difficili, ma sicuramente migliorerà. Non riesco mai a provare antipatia per il talento, ancora di più se vedo l’impegno che vedo in Abraham. Per me diventa un crack, ha tutto, la tecnica giusta che ci fa vedere nei controlli orientati verso la porta e quando assumerà più concretezza e più pragmatismo diventerà un giocatore da 20/25 gol a stagione.

Hai sentito di Pallotta all’Inter?

Pallotta ha risposto a un mio messaggio di pochi minuti fa: “Grande squadra e grande città”, col suo solito fare ironico.

La difesa a 3 è una nuova certezza nella Roma di Mourinho?

Non sono appassionato di sistemi di gioco, sono schematizzazioni numeriche. Con questo sistema di gioco però si mettono in una posizione più centrale due giocatori che possono determinare le sorti di una partita. Mkhitaryan al centro è un professore e Zaniolo tolto dalla banalità delle azioni di fascia può trovare moltissime soluzioni diverse che mettano in difficoltà gli avversari.

Quanto pressione mette Mourinho alla stampa?

Lui mette pressione a tutti, sulla società quando fa un certo tipo di richiesta, sui giocatori perché vengono presi di petto e sulla stampa quando difende sé stesso e la squadra dalle ricostruzioni poco aderenti alla realtà, anche se talvolta esagera. È una scienza quello che fa Mourinho da un punto di vista psicologico nel suo rapporto con la stampa, è sempre un momento molto caldo.

Cosa ti aspetti da Juventus – Atalanta e Napoli – Lazio questo weekend?
Mi aspetto veramente degli eventi imprevedibili, sono tutte squadre imperfette piene di contraddizioni, tra gli infortuni e i cambi in corsa. Il Napoli con la doppia assenza Osimhen – Anguissa apre una possibilità alla Lazio. Juventus e Atalanta devono invece gestire le scorie della Champions League, io vedo favorita l’Atalanta perché la Juventus non si è ancora costruita un’identità riconoscibile