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ROMA SASSUOLO ANALISI TATTICA – Alla quinta vittoria in altrettante gare ufficiali, la Roma si issa in vetta al campionato, in coabitazione col Milan di Pioli e il Napoli di Spalletti, e mai come quest’anno saranno gli allenatori, più dei giocatori, a decidere le sorti di un campionato che si conferma equilibratissimo, e dove non a caso la squadra di Mourinho conferma come siano sempre gli atteggiamenti e la volontà di essere protagonisti a scrivere ed indirizzare le sorti di una stagione; perchè lo spessore di un tecnico, e perché quando fai sempre tutto il possibile perché la buona sorte sia tua compagna di viaggio, anziché perfida e sadica matrigna, tutto concorre affinché gli eventi si trasformino sempre in positivo ; e la millesima panchina in carriera finisce inevitabilmente ad essere da Mille e una notte.

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Moduli e sviluppi di gioco

È ormai delineato l’11 titolare di questa nuova stagione targata Special One, con Mancini e Ibanez centrali davanti a Rui Patricio, con Karsdorp e Vina in spinta di qualità sulle corsie esterne; Cristante e Veretout in mediana, equilibrata da Pellegrini a tutto campo alle spalle dei 3 attaccanti Abraham centrale, Zaniolo e Mkhitaryan esterni di piede opposto; per il rampante Dionisi un Sassuolo disegnato intorno ad un 4-2-3-1 ardito e in continuità sui concetti tattici del predecessore, con Chiriches e Ferrari centrali davanti a Consigli, Toljan e Rogerio terzini di spinta costante; in mezzo al campo la vivacità di Lopez e l’equilibrio dell’ex Frattesi, con Djuricic ad innescare il riferimento avanzato Raspadori e le punte esterne, come la Roma a piede invertito, Berardi e Boga.

Primo tempo bloccato

Con moduli speculari sono come sempre i duelli individuali e dentro alle catene a nel prevalere sugli avversari, ma l’equilibrio in fase difensiva per entrambe regna sovrano nel primo tempo, in particolare con Zaniolo e Mkhitaryan puntuali nel ripiegamento; per la prima volta Mourinho manda i suoi a scalare altissimi sulla prima costruzione degli emiliani, con Abraham che va sui centrali e Lopes e Frattesi che vengono presi a uomo da Cristante, Veretout, o Pellegrini; il Sassuolo invece attende a centrocampo, lasciando la costruzione bassa fino al cerchio di centrocampo dove vengono inibiti i passaggi verso Cristante e Veretout, con Pellegrini che fatica a trovare linee di passaggio dentro al campo dove potere ricevere, e con i giallorossi che devono gioco forza uscire con giocate sulla catena esterna; un Sassuolo quindi molto corto e alto, che potrebbe avere difficoltà sulla palla alle spalle della linea, ma non vengono quasi mai cercati; il recupero palla dentro campo anche oggi è un fondamentale vincente, che nei primi 25 minuti produce oltre 10 break e recupero palla importanti ,così come i giallorossi lavorano molto bene e coordinati nei tempi di pressione; il Sassuolo, a differenza della Roma, trova spesso Raspadori di raccordo tra le linee, perché Djiuricic si fa attenzionare da uno dei mediani avversari, ed entra bene dentro al campo col fraseggio palla a terra di raccordo; con Raspadori costantemente sul filo del fuorigioco il Sassuolo punge, ma si fa sorprendere su una palla inattiva, con Pellegrini che assiste Cristante, e va al riposo sotto di un gol, una prima frazione in equilibrio per possesso palla, supremazia territoriale, e indice di pericolosità.

Ripresa scoppiettante

Con Scamacca al posto di Raspadori il Sassuolo riparte forte, con la Roma un po’ confusionaria, e il pari è quasi inevitabile, con Berardi che si porta a spasso Vina e assistendo Djiuricic sotto porta per il comodo Tap In; la Roma ha una reazione furente, che produce 3 occasioni limpide, non sfruttate, compreso un palo di Abraham; interrompe il tutto Boga che comincia a produrre percussioni imponenti, con uno strappo sul quale Rui Patricio si immola su Berardi, con Mourinho che inserisce El Shaarawy (esce Mkhitaryan), e dopo un’altra occasione monumentale di Pellegrini è la volta di Shomurodov e Carles Perez (fuori Zaniolo e Veretout); Dionisi risponde con Defrel per Berardi; Pellegrini scala in mediana e Mourinho si prende dei rischi, in una zona di campo dove il Sassuolo entra sempre bene, così come nelle ripartenze, con Rui Patricio che concede il secondo miracolo di serata su Boga, con Ibanez che completa l’opera di salvataggio; ai giallorossi manca il fraseggio per trovare le combinazioni, così come le scelte finali, e il Sassuolo ogni volta che recupera palla ha le idee chiare, con Traore che rileva Djiuricic e Ayhan per Frattesi; poi è la volta di Reynolds per Karsdorp e il suo dirimpettaio Boga, cambi coi quali si entra nel finale più rocambolesco degli ultimi anni giallorossi, con il palo che salva Rui Patricio, ed El Shaarawy che si inventa un ricamo al primo minuto degli assurdi (solo) 3 di recupero, dove accade di tutto, compreso il motivo per cui Gianluca Scamacca è senza ombra di dubbio, un attaccante dal futuro certo, e sul quale non a caso,a nche Mourinho ha espresso gradimento……così come doveroso il tributo a Dionisi e al calcio di grande livello espresso dai suoi.

Maurizio Rafaiani

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