• Roma-Sassuolo, l’analisi tattica: i giallorossi abbassano troppo il baricentro nel quarto d’ora finale

    Redazione RN
    18/03/2024 - 8:16

    Foto Tedeschi
    Roma-Sassuolo, l’analisi tattica: i giallorossi abbassano troppo il baricentro nel quarto d’ora finale

    ROMA SASSUOLO ANALISI TATTICA – Una Roma dal primo tempo a tratti soporifero, come la definirà De Rossi a fine gara, supera il Sassuolo ed arriva alla sosta Nazionali con il quinto posto ancora in possesso, con vista sul quarto, e nel giorno in cui si rivede tra i convocati che scendono in panchina Tammy Abraham; ; ancora una volta, nonostante la defezione importante di Dybala, la profondità della rosa attuale ha consentito, a 72 ore dalla gara di Brighton, di gestire al meglio le forze.

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

    È un 4-3-2-1 per entrambi, per De Rossi che davanti a Svilar ripropone la coppia Mancini/Llorente,con Karsdorp e Spinazzola esterni, Paredes a dettare I tempi, con Cristante e Pellegrini mezzali propositive, ed Aouar ed El Shaarawy punte esterne ai lati di Lukaku; Ballardini speculare con Consigli tra i pali, Erlic e Ferrari centrali, con Pedersen e Viti terzini, con in mezzo Obiang di sostanza, Matheus Henrique e Racic mezzali, mentre ai lati di Pinamonti ci sono Laurentè e Defrel punte esterne a piede invertito .

    PRIMO TEMPO INTERLOCUTORIO DAI RITMI BASSI

    E’ un Sassuolo d’attesa quello che Ballardini presenta sul prato dell Olimpico, che si abbassa fino a 6 dietro con le due punte esterne, Defrel e Laurente’ in ripiegamento sui terzini giallorossi, con Pinamonti che cerca di oscurare Paredes, con l’argentino che cerca spazi dove ricevere (muovendosi molto) e attenzionato dall’avversario in quel momento più vicino; come tutte le squadre che affrontano la Roma, anche il Sassuolo non attacca mai Svilar quando ha palla nei piedi, perché ne conoscono la qualità nella gestione ; la Roma alza entrambi i terzini, con le mezzali che entrano, Cristante confusionario nel palleggio si butta dentro (mentre Pellegrini svaria molto su tutto il fronte offensivo) e la Roma tende subito ad allungarsi, perché il Sassuolo tende ad abbassarsi subito e i giallorossi non accorciano in avanti con la linea difensiva ; se non che, respinte e seconde palle sono inizialmente appannaggio dei neroverdi che in ripartenza possono colpire, con Pinamonti che è il primo passaggio dopo conquista bassa, per appoggiarsi e fare salire la squadra; per rompere le linee di pressing Mancini e Llorente entrano molto dentro al campo che gli emiliani lasciano per chiudere bene gli spazi, così come i giallorossi sviluppano molto anche coi cambi di gioco sulle catene esterne che muovono in maniera omogenea ; la gara non ha ritmi elevati ,il Sassuolo fatica a trovare raccordo, mentre i giallorossi mancano di precisione nei metri finali, il tutto equilibrato da El Shaarawy, che quando spinge Spinazzola lo copre con grande acume tattico ; dopo che proprio Spinazzola lascia il campo ad Angelino per un risentimento muscolare, rimane un dato di fatto che il primo tempo manifesti anche la mancanza di raccordo con Lukaku, inchiodando il risultato.

    RIPRESA DECISA DA UNA PRODEZZA DI PELLEGRINI

    Si riparte con i medesimi 22,e con la scossa del capitano Pellegrini, che come Dybala decide di inventarsi il gol con una prodezza balistica quasi fotocopia della rete segnata nel sedicesimo di finale di EL col Feyenoord ; non ci sono aspetti tattici rilevanti nei 90 minuti, ma cominciano i cambi, con Baldanzi e Celik per Karsdorp e Aouar, mentre Ballardini inserisce gradualmente Boloca, Volpato, Mulattieri, Bajrami, per Racic, Obiang, Defrel, Pinamonti; la prima pressione del Sassuolo comincia a saltare, a scemare, con Lukaku ora più sollecitato nel secondo tempo, autore di 3 errori che anziché chiudere la gara finiscono per mantenere in vita il Sassuolo, e con l’ultimo quarto d’ora finale che diventa problematico, con i giallorossi che abbassano il baricentro, e gli emiliani che prendono campo ; De Rossi legge la difficoltà dei suoi ed inserisce Azmoun e Huijsen, per Lukaku ed El Shaarawy, passando al 5-3-2 e portando fino al 90esimo il minimo scarto.

    Maurizio Rafaiani

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    1. Prima di tutto grazie a Pellegrini .E’ una gara che richiedera’ a DDR una profonda analisi.
      La squadra era stanca ma la formazione non e’ stata azzeccata.
      Sicuramente Azmoun e’ stato meglio di Lukaku
      Sicuramente la catena di destra e’ stata scelta malissimo e con Karsdorp e Aouar abbiamo giocato con due uomini nulli se non controproducenti, lentissimi nel vedere il gioco ( per Aouar non era sicuramente la sua posizione ) ed abbiamo avuto un buco sulla destra.
      Il problema e’ che con Celik e Baldanzi in campo le cose sono migliorate di poco, nonostante capacita’ molto maggiori.
      Il baricentro e’ stato quasi costantemente troppo basso.
      Non capisco se ci sia in problema DDR-Bove ? tra Aouar e Bove tutta la vita Bove !
      Senza Sanchez, senza Smalling , con un Karsdorp cosi estraniato , la coperta e’ molto corta
      Penso che DDR debba utilizzare di piu’ almeno un Primavera a partita
      Pisilli, Pagano, Mannini ( che e’ meglio di Karsdorp) Cherubini
      Altrimenti rischiamo di perdere capra e cavoli

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