Roma-Salisburgo, l’analisi tattica: nel primo tempo giallorossi perfetti che chiudono la sfida, pieno controllo nella ripresa

Giacomo Emanuele Di Giulio
24/02/2023 - 9:46

La Roma passa il turno in Europa League e si qualifica agli ottavi di finale. Nel primo tempo i gol di Belotti e Dybala fissano il risultato sul 2-0

Foto Tedeschi
Roma-Salisburgo, l’analisi tattica: nel primo tempo giallorossi perfetti che chiudono la sfida, pieno controllo nella ripresa

ROMA SALISBURGO ANALISI TATTICA – La Roma rispetta il pronostico del sedicesimo di Europa League e spazza il Salisburgo con una gara di ritorno che non lascia spazio e adito alla benché minima recriminazione di sorta da parte degli austriaci appena retrocessi dalla Champions League. Nei 180 minuti il divario è apparso netto, con l’esito mantenuto in bilico dalla casuale sconfitta della gara d andata, che aveva premiato ben oltre i meriti un Salisburgo mai pericoloso nella doppia sfida, salvato a più riprese da buona sorte sotto forma di legni colpiti dai giallorossi e da un Kohn tra i pali sempre sopra le righe. Nonostante l’assenza di Abraham, la Roma ha saputo sfruttare al meglio la crescita delle ultime settimane, in termini di rendimento, di due giocatori(Belotti e Spinazzola) che ancora non avevano saputo rispettare le aspettative, ma che in questa seconda parte di stagione dovranno dare il proprio apporto in maniera significativa. La nostra analisi tattica.

Roma Salisburgo, l’analisi tattica del ritorno dei playoff di Europa League

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho non rischia Abraham e premia la vitalità dimostrata da Belotti nelle ultime settimane, ai cui lati si sistemano come trequartisti a piede invertito Pellegrini e Dybala, che convincono appieno nel warm up pre-gara. In mediana Matic e Cristante, con Zalewski e Spinazzola esterni di fascia, mentre davanti a Rui Patricio il terzetto difensivo è quello istituzionale formato da Mancini, Smalling, e Ibanez. Il rampante Jaissle se la gioca, come all’andata, con un rombo a centrocampo. Un 4-3-1-2 dove davanti a Kohn ci sono Bernardo e Solet, con Dedic e Ulmer terzini. In mezzo Gourna detta i tempi, con Seiwald e Capaldo mezzali, mentre alle spalle di Adamu e Okafor è Kjergaard il trequartista.

Primo tempo imponente e dalla grande forza d’urto, già decisivo per l’esito finale

La gara ha un inizio prevedibile, con la Roma subito arrembante e un Salisburgo che cerca subito la profondità per evitare il forcing immediato, ma si spezzetta nei ritmi perché sono molto nervose entrambe le squadre. Ibanez che regala un calcio di punizione con un ingenuità e giallo per lui e Pellegrini, entrambi evitabili. Nonostante ciò, la Roma vince ben presto l’impasse riuscendo a trovare per prima intensità, continuità e qualità al suo palleggio rispetto a quello degli uomini di Jaissle. Sulla costruzione bassa degli avversari entrambe le squadre scalano alto, sui riferimenti offensivi e sugli esterni con i giallorossi che devono fare giocare più palloni possibile a Matic per trovare Dybala tra le linee. Mancini braccetto propositivo e una buona spinta con gli esterni Zalewski e Spinazzola, la Roma produce 30 minuti di forcing improduttivo, sbattendo sui pali, su Kohn e sul muro eretto dagli austriaci, con la necessità di migliorare la scelta delle traiettorie(mettere anche dietro bassa)che la manovra avvolgente richiede. Quando ti aspetti che cominci a diventare necessaria anche la conclusione dalla distanza, finalmente Spinazzola opera le due percussioni decisive nobilitate dall’occupazione perfetta dell’area di porta di Belotti e dalla qualità infinita di Dybala che impatta in maniera deliziosa l’assistenza dalla corsia esterna. Il primo tempo giallorosso è di spessore qualità di gioco e manovra. Roma superiore in tutto, possesso, supremazia e produzione offensiva.

Ripresa di controllo, la Roma è matura e consapevole

Si riparte con gli stessi 12 per Mourinho, mentre Jaissle inserisce Sucic per Kjergaard, con Bernardo che gestisce ora la prima fase di possesso degli austriaci. Inevitabile come il doppio vantaggio porti a sfruttare bene le ripartenze e accompagnare la salita su Belotti che facendo respirare i suoi può fare alzare il baricentro. La disciplina tattica da parte di Pellegrini, che in fase difensiva si avvicina a Matic e Cristante è encomiabile. Sua maestà Matic è autore di una gara sontuosa in entrambe le fasi. Diventa fondamentale per i giallorossi chiudere i corridoi centrali per evitare l ingresso dentro al campo del palleggio austriaco verso il trequartista, ma Jaissle deve passare attraverso il triplice cambio, con Gloukh, Van Der Brempt, Sesko per Dedic, Sewald, Adamu. Forze fresche anche per Mourinho, con Karsdorp e Wjinaldum per Zalewski e Pellegrini, ora in un 5-3-2 a tutti gli effetti dove è importante difendere mettendo pressione, senza abbassarsi troppo. Koita per Capaldo, Jaissle tenta il tutto per tutto in un 4-2-4 ultra offensivo, mentre Abraham per Belotti, ed El Shaarawy per Dybala sono le ultime mosse di una gara che al fischio finale certifica lo spessore di un sontuoso Matic(spalleggiato da un’altra prestazione convincente di Cristante)quando deve gestire il possesso palla suo e di squadra.

Maurizio Rafaiani

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  1. Finalmente una grande partita. Per prima cosa chiedo scusa a Bellotti che l’ho sempre criticato. Perdonami gallo ieri sei stato grande. Un vero gladiatore in mezzo al campo. Ora bisogna trovare continuità il campionato non è finito e ci sono gli ottavi ddi coppa. Finalmente Mourinho non ha tirato fuori una delle sue contro i mulini a vento. Questa è la squadra, questi sono i giocatori. Che si concentrasse su questo finale di campionato che resti o vada via se lo tenesse per se stesso che comunichi alla società cosa vuole fare. La società deve fare in modo di non trovarsi all’ultimo minuto a cercarsi un nuovo allenatore. In pratica avere un’altra telenovela Zaniolo sarebbe troppo. La situazione della Roma è questa. Grazie agli americani appunto non parlano mai e lavorano, che vogliamo richiamare Pallotta. Per costruire una grande squadra ci vuole tempo e soldi. Forza Roma.

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