• Roma-Salernitana, l’analisi tattica: primo tempo a tutto campo, il pareggio arriva con il cuore

    Redazione RN
    21/08/2023 - 12:14

    La nostra analisi del pareggio della Roma in casa contro la Salernitana nella 1a giornata di Serie A 2023-24

    Getty Images
    Roma-Salernitana, l’analisi tattica: primo tempo a tutto campo, il pareggio arriva con il cuore

    ROMA SALERNITANA ANALISI TATTICA – Pari beffardo all’Olimpico Sold-out ancora una volta per una Roma bella nei primi 45 minuti e con poche idee ma tutto cuore nel provare a riagguantare la gara in una ripresa dal sapore amaro, dove al fischio finale il rammarico per i due punti persi è percepibile. Il Mou TER si apre col tecnico in Tribuna e il suo Staff azzerato da squalifica, così come Dybala e Pellegrini con i nuovi arrivati dell’ultima ora Paredes e Renato Sanches che partono dalla panchina. La Salernitana se ne torna a casa con un punto gradito, dopo avere rischiato nella prima parte di gara un divario pesante ed essersi trovata ad inizio ripresa in vantaggio dopo la seconda conclusione verso la porta giallorossa.

    Moduli e sviluppi di gioco

    Josè Mourinho conferma il 3-5-2 sviluppato nel precampionato e nell’ultima parte di stagione conclusa a Budapest, con Mancini, Smalling e un Llorente fine dicitore nel tessere le trame migliori nella costruzione bassa. Kristensen e Spinazzola ad allargare il campo. In mezzo c’è Cristante con Aouar mezzala sinistra e Bove mezzala destra sempre pronte ad accompagnare l’azione offensiva di El Shaarawy a supporto di Belotti. Per Paulo Sousa un 3-4-2-1, davanti ad Ochoa, con Lovato e Fazio braccetti di Gyomber centrale, Mazzocchi e Bradaric esterni di una mediana a due formata da Maggiore (più mobile) e Coulibaly che detta tempi e recupero palla. Davanti l’ex Bodo, Botheim con Candreva e Kastanos punte esterne molto mobili che fluttuano negli spazi avanzati senza dare spesso riferimenti. 352 noi….343 loro

    Primo tempo superiore a tutto campo

    Mourinho conferma il 3-5-2 sviluppato nel precampionato e nell’ultima parte di stagione conclusa a Budapest, con Mancini, Smalling e un Llorente fine dicitore nel tessere le trame migliori nella costruzione bassa. Kristensen e Spinazzola ad allargare il campo. In mezzo c’è Cristante con Aouar mezzala sinistra e Bove mezzala destra sempre pronte ad accompagnare l’azione offensiva di El Shaarawy a supporto di Belotti. Per Paulo Sousa un 3-4-2-1, davanti ad Ochoa, con Lovato e Fazio braccetti di Gyomber centrale, Mazzocchi e Bradaric esterni di una mediana a due formata da Maggiore (più mobile) e Coulibaly che detta tempi e recupero palla. Davanti l’ex Bodo, Botheim con Candreva e Kastanos punte esterne molto mobili che fluttuano negli spazi avanzati senza dare spesso riferimenti. 352 noi….343 loro

    Ripresa interlocutoria, confusionaria, ma come sempre di cuore

    La ripresa riparte da dov’era finito il primo tempo, con Candreva che dimostra un piede caldo, stavolta il sinistro, raccattare una respinta laterale, dalla quale sfrutta una opposizione blanda di Cristante per convergere al centro e indirizzare palla sull’angolo più lontano con una prodezza balistica di livello. Il calcio è costellato di gare dove una squadra sembra in controllo, ma l’avversario produce due situazioni estemporanee trovando il vantaggio e sono le gare dove serve personalità e qualità per fronteggiare la criticità sopraggiunta. Alla Roma odierna, già orfana di Dybala e Pellegrini (e quello che sapeva dare Matic) non sono molto presenti e Mourinho corre ai ripari, con Karsdorp e Zalewski che sostituiscono i due esterni troppo timidi e poco efficaci negli sviluppi offensivi. Bove per Paredes e Renato Sanches per Smalling con Cristante che scala nei 3 centrali difensivi. Paulo Sousa risponde con una Dia per Mazzocchi, Legowski per Maggiore(ammonito) con Candreva che scende a centrocampo. Con i 4 cambi rivitalizzanti diventa importante la qualità nella manovra aggirante visto che non ci sono più spazi da attaccare alle spalle di Fazio e Gyomber. Quando El Shaarawy conferma che anche quest’anno sarà una questione tra la Roma e i pali, Belotti trova modo di scongiurare la sconfitta all’esordio di campionato con uno stacco dei suoi e il confusionario finale di gara consegna al tabellino solo gli ultimi cambi di giornata dei due tecnici, Botheim per Koulibaly e Pagano per Aouar. 

    Maurizio Rafaiani

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    1. Marcos e Leonardo serviva adesso inutili questi sprechi a destra quando il ragazzo giovane deve avere un futuro e iniziare subito basta pagare

    2. Finché giochiamo con la paura ossessiva di prenderle, le prenderemo sempre da chiunque. E’ assurdo che pure le cosiddette piccole vanno alla grande, fraseggiano liberamente, si muovono tra i birilli giallorossi troppo preoccupati e titubanti con ripartenze alla bradipo, la difesa davanti al portiere e gli attaccanti lontani dall’area avversaria. Solo noi giochiamo ancora così. Tutto l’entusiasmo della tifoseria con tutti soldout si trasforma sempre in delusione.

    3. Tutti a lamentarsi del non gioco. Senza il supergol di Candreva o senza l’ennesimo palo adesso si racconterebbe un’altra storia.

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