• Il pagellone di RN: Dybala, la mattina di Natale. Lukaku è fuoco liquido, Pellegrini buoni propositi. Mourinho canzone senza tempo

    Redazione RN
    31/12/2023 - 18:20

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    Il pagellone di RN: Dybala, la mattina di Natale. Lukaku è fuoco liquido, Pellegrini buoni propositi. Mourinho canzone senza tempo

    ROMA PAGELLONE – Make a wish. Il rintocco della mezzanotte si avvicina, chissà cosa riserverà il 2024 alla Roma. Quest’anno solare ha visto i giallorossi accogliere giocatori come Lukaku e sfiorare la seconda vittoria in Europa consecutiva, una partita che fa male solo rivederne gli highlights. La stagione è ancora lunga, alcuni calciatori sono arrivati da poco, l’anno però sta finendo e si può tirare qualche momentanea somma. Certo, i giocatori che non brillano oggi potrebbero essere gli eroi di domani, chi lo sa. Intanto, però, come sono andati in questo anno solare i giallorossi? Di seguito il pagellone di Romanews.

    I voti di fine anno

    Rui Patricio 6,5: L’uomo del ‘pizzino’ di Mourinho. Il video che mostra il ‘raccattapalle’ consegnare al portoghese un foglietto scritto dal suo allenatore contro la Fiorentina ha fatto il giro del web. Più delle sue parate di quest’anno solare. Abbiamo negli occhi i salvataggi di Conference contro il Feyenoord, e probabilmente pure loro. Di quest’anno ci resta qualche bell’intervento, come ad esempio al derby, o contro i viola stessi.

    Svilar 6: In generale non ha avuto molto spazio, ora inizia a ritagliarselo in coppa. Dopo le prestazioni non troppo convincenti nella pre-season, Mile ha cambiato pagina, arrivando al capitolo successivo, in cui appare un portiere affidabile e dinamico.

    Mancini 7: “Fino a che ha due gambe gioca”, lo ha dimostrato in ogni modo Gianluca. È sceso in campo con acciacchi, stanchezza, giocherebbe pure scalzo pur di dare una mano. Ed è migliorato pure dal punto di vista disciplinare.

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    Kumbulla SV: Dodici apparizioni la passata stagione, un gol che ne è valso almeno due, agli ottavi di coppa contro la Real Sociedad. Se la difesa titolare gioca bene, difficile trovare spazio. Questo è accaduto a Marash. Quest’anno avrebbe avuto sicuramente più opportunità, ma è diventato compagno di infermeria di Abraham, vittima dello stesso brutto infortunio al crociato. È però tornato ad allenarsi in gruppo, scalda i motori.

    Llorente 7: La sua è stata una riconferma. Lo spagnolo in questi mesi ha spesso mostrato una calma ‘british’ in difesa e non si è tirato indietro neppure in fase di impostazione. Qualche rischio l’ha corso pure lui, ma la sensazione è che sia sempre sul pezzo.

    N’Dicka 6: Altro che Sliding Doors. Evan si è ritrovato titolare fisso quando invece, come ha sottolineato Mourinho, doveva essere, almeno inizialmente, un rinforzo. Ci ha messo un po’ ad entrare nei meccanismi di gioco della squadra. Viene da un altro campionato, la cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto. A volte è sembrato piuttosto fermo, al di là dei ritmi di gioco. Ultimamente sta facendo intravedere incastri migliori con il resto della retroguardia e si è pure tolto lo sfizio di un assist a Lukaku e di negare un gol alla Juve con un gran salvataggio in extremis di testa in tuffo. Questo gli vale la sufficienza di incoraggiamento.

    Smalling 6: Tell me quando quando quando. Il muro di Greenwich, i tifosi alla fine della scorsa stagione ne hanno richiesto a gran voce il rinnovo. E Chris ha firmato, dopo una grande annata in cui è stato lo spauracchio di molti attaccanti. Prestazioni che lo portano alla sufficienza, altrimenti sarebbe molto al di sotto, considerando che in questa stagione il muro si è sgretolato, è sparito dopo poche e opache apparizioni. Le sue tempistiche di rientro ad oggi non sono ancora chiare. Lo rivedremo a gennaio? To be continued.

    Karsdorp 6: La rinascita dopo l’alta marea dello scorso inverno. Rick ha sfiorato l’addio dopo qualche dissapore con Mourinho, si è poi rimboccato le maniche e si è riabilitato. E seppure in zona cross manchi spesso precisione, è comunque efficace in fase di copertura e veloce in fase di spinta. Dall’estate si contende il posto con Kristensen, vedremo a fine stagione chi avrà affinato di più la ‘tecnica’.

    Kristensen 5,5 à Come Rick ha avuto i suoi alti e bassi, partendo con il freno a mano un po’ tirato. Però di questa sua prima parte di stagione vogliamo ricordarci il suo notevole contributo contro il Sassuolo, quando nel sacco ha messo sia un rigore procurato che un gol vittoria.

    Celik 5,5 : Nel registro presenze non molte sono da titolare quest’anno, di più l’anno scorso. Ha dimostrato di avere qualche asso nella manica in materia di assist, tuttavia la fase di spinta non è sempre costante e le coperture difensive non sempre ineccepibili.

    Spinazzola 5: Lo ammettiamo, ci manca molto lo Spina Europeo. L’infortunio grave al tendine d’Achille è stato un duro colpo, a livello fisico ma anche psicologico. Le sue performances sono state opache, guardarlo sfrecciare sulla fascia sinistra ci crea sempre quel senso di aspettativa che si possa poi affondare il colpo, ma manca spesso l’ultimo passaggio. Il suo nome è saltato spesso fuori come possibile partente a gennaio. Ma se così non fosse, da Spina ci aspettiamo il ‘contatto’ che faccia scintille. D’altronde, sa come fare.

    Zalewski 6: La fine dell’anno gli sta dando più carica, ma neppure per lui come il suo collega di fascia sinistra l’annata è stata un picnic. Dopo ciò che aveva mostrato le annate precedenti le aspettative su Nicola si erano alzate vertiginosamente. A volte sono state disattese. Mou lo ha gestito anche dal punto di vista mentale e il numero 59 si sta scrollando via di dosso la polvere.

    Paredes 6: Tutte le strade (ri)portano a Roma. Leandro è tornato nella Capitale per il bis solo in estate, quindi il suo, come per altri, è un bilancio iniziale. Solido ma non sempre, creativo ma non sempre. Se fossimo a scuola sarebbe il classico esempio del ‘è bravo ma può fare di più’.

    Renato Sanches 4,5 : Frenato più che Renato. Dagli infortuni soprattutto. Il gol all’esordio da titolare con la Roma aveva illuso si potesse trattare dell’inizio di una bella storia. In realtà il tutto si è fermato al trailer, 227 minuti in totale. Il portoghese continua a restare fuori dal campo e quando riappare, di solito, non convince.

    Cristante 7: L’ispettore Gadget. Se gli piazzassimo un contachilometri sul polso scopriremmo che ha percorso la distanza Terra-Luna in questo anno solare. Stacanovista assoluto, in campo gli è mancato solo di fare il portiere. Arretrato in difesa, filtro di centrocampo, ha sempre risposto presente. Pure davanti, quando con l’Empoli ha messo a segno un gran bel gol. Se Mourinho ne avesse tre, probabilmente giocherebbero tutti e tre anche nel suo caso.

    Bove 6,5: Il ‘cane malato’ come l’ha descritto Mourinho è diventato ormai un mastino. Perché Edo si è ritagliato uno spazio sempre più di rilievo in prima squadra fino a diventare un elemento prezioso nelle trame del centrocampo. Bravo negli inserimenti, astuto nei recuperi, con un buon piede e chi più ne ha più metta. Ciliegina sulla torta il bellissimo gol rifilato al Bayer Leverkusen che, a conti fatti, è praticamente valso la finale di Budapest.   

    Pellegrini 5,5 : Hard Times. La sua annata è stata tutt’altro che semplice, tra infortuni e prestazioni non scintillanti. Ormai è proverbiale la sua disponibilità a stringere i denti pur di poter scendere in campo. E questo è un atteggiamento che lo stesso Mou ha più volte apprezzato. Al 100% Lorenzo non c’è da un po’, diverse prestazioni del capitano sono rimaste in zona grigia. I numeri però iniziano a colorarsi di verde, soprattutto in Europa (1 assist e un gol in due partite). Buoni propositi per l’anno nuovo? La speranza che possa lavorare con continuità senza acciacchi e tornare a lucidare le sue qualità in vetrina.

    Aouar 5: Anche lui si iscrive al registro del ‘può dare di più’. Houssem ha fatto vedere sprazzi di qualità, ma mai abbastanza costanti da coprire un’intera tela. Ci risuona nelle orecchie la frase di Mou, “Lui deve venire incontro alla squadra, non il contrario”. Su tale strada, però, ci sono ancora diversi dossi.

    Dybala 8: Avete presente la sensazione di svegliarsi la mattina di Natale quando sei bambino? Una giornata dall’aria magica, diversa dalle altre, emozionante, che non vedi l’ora che arrivi. Un po’ come Paulo, che non vediamo l’ora che giochi, perché quando lo fa, accende la luce, come direbbe Mou. Purtroppo, come la mattina di Natale, non si ripete tutto l’anno: per noie fisiche non riesce ad essere presente ad ogni partita. Ma la Joya è sempre una gioia per gli occhi.

    El Shaarawy 6,5: Il porto sicuro. Stephan dalla panchina è quasi una certezza. Quando viene buttato nella mischia riesce a restare lucido e a trovare i varchi giusti senza perdersi nella folla. Paradossalmente, da titolare incide meno: 2 gol e 3 assist in 20 partite stagionali, però i numeri non inquadrano perfettamente il suo contributo, sempre valido.

    Lukaku 7,5 à Sogno di una notte di fine estate. Siamo sinceri, era difficile ipotizzare mesi fa di dare una valutazione a Lukaku con la maglia della Roma. Invece la società e Mourinho, dopo Dybala, a fine estate hanno strappato il sì anche a Big Rom, che ha già avuto un impatto devastante: già 14 reti in 20 gare in tutte le competizioni. Un punto di riferimento per far salire la squadra, togliergli il pallone dai piedi è roba da mondo utopico stile Star Trek. E il bello, si spera, deve ancora venire.

    Belotti 6: Il canto del Gallo, a volte forte e chiaro, altre più ovattato. Andrea in ogni caso è sempre lì se chiamato in causa, pronto a fare a sportellate con mezza difesa pur di portare il pallone avanti. Quest’anno è decisamente partito meglio dello scorso: 6 reti sino ad ora in 18 partite.

    Azmoun 6: Galoppa, Sardar. E non solo perché gli piacciono i cavalli. Quando subentra dalla panchina, crea sempre del vento. È una risorsa importante, vedasi il gol contro il Lecce che ha aperto le vie della rimonta. Ci sono giocatori che si allenano bene ed entrano con il piglio giusto e servono come arma in situazioni complesse. Mou aveva espresso questo concetto un po’ di tempo fa, e appena lo abbiamo sentito l’immagine dell’iraniano ci si è stampata nella mente.

    Abraham 5,5: Conoscete la legge di Murphy? Il povero Tammy l’ha trovata lungo la via. La sua annata non è stata da incorniciare. Molti meno ruggiti rispetto a quella precedente (appena 9 gol in 54 partite). Ma la chiusura della stagione è stata ancora peggiore, visto che l’attaccante inglese, che non vedeva l’ora di rifarsi da agosto in poi, ha dovuto cambiare i piani e mettersi comodo in infermeria, visto che ha dovuto operarsi al crociato. Daje, Tammy, recuperiamo quanto prima il tempo (e il gol) perduto.

    Mourinho 7: Poteva essere un’annata Special-bis, come Tirana. Budapest invece non resta nell’album dei ricordi di Mou, com’è andata è cosa nota a tutti. Resta il fatto che il tecnico aveva trascinato i suoi in un’altra finale europea, due in due anni. E non solo. Non dimentichiamoci l’incredibile legame che ha instaurato con i tifosi e il suo contributo sul mercato. Il piazzamento in campionato l’anno scorso non è stato ottimale e le prime giornate di questo neppure. Ma questa Roma ha cuore e grinta ed è imprevedibile e chissà, a giugno potrebbe aver esaudito uno dei desideri che le dedicheremo a mezzanotte di Capodanno.  

    La Redazione

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    1. Il livello di gioco è osceno, siamo orrendi. I risultati sono 8v 4p 6p, settimi in classifica.
      Cambiamo DS e allenatore, puntiamo su qualcuno che insegni calcio, smettiamola di prendere vecchi catorci e puntiamo di più sui giovani

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