Roma-Monza, l’analisi tattica: poco spettacolo, tanta stanchezza

Redazione RN
23/10/2023 - 8:33

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Roma-Monza, l’analisi tattica: poco spettacolo, tanta stanchezza

Sono gli allenatori la fotografia, i fermo immagine di questo Roma-Monza risolto all’ultimo respiro da El Shaarawi, con Mourinho inginocchiato subito dopo il gol e un Palladino elegante a bordo campo, elegante come la sua squadra in campo, per 90 minuti veramente apprezzabile per gioco espresso e mentalità propositiva, unità ad una compattezza e capacità di sofferenza nei momenti complicati, specie dopo l inferiorità numerica. Per la Roma 3 punti importantissimi, che risollevano e danno dignità ad una classifica ancora non all’altezza del suo valore oggettivo, al termine di una gara dove la stanchezza del turno di gare internazionali ha finito per pesare sulla condizione fisica di più di un interprete dell’incontro. I giallorossi aprono così con una vittoria il secondo miniciclo stagionale di gare ravvicinate e infrasettimanali, dove verranno decisi, o comunque indirizzati, i primi due obiettivi stagionali, con la corsa alla qualificazione ai turni primaverili di Europa League e la corsa ai piazzamenti di campionato.

Moduli e sviluppi di gioco  

Mourinho conferma Il quintetto difensivo dell’ultima gara, con Mancini e Ndicka braccetti, Cristante al centro, nel terzetto davanti a Rui Patricio, con Karsdorp e Spinazzola quinti propositivi. In mezzo c è Paredes a dettare I tempi, con Bove e Aouar mezzali a supporto della coppia offensiva pesante Lukaku e Belotti. Per Palladino la consueta difesa a 3, dove davanti a Di Gregorio ci sono D’Ambrosio e Caldirola braccetti, con Pablo Mari centrale, mentre le corsie laterali vengono battute da Pereyra e Kyriakopoulos. In mediana l’acume tattico e gli equilibri di Gagliardini e Pessina, con Colpani vertice alto che giostra alle spalle di Machin e Colombo che operano negli spazi profondi.

Primo tempo bloccato e poco spettacolare

La gara si rivela e rivela da subito col suo primo aspetto tattico, con Colpani che attenziona Paredes nella fase di possesso Roma, coi giallorossi che non forzano i tempi, facendo attesa e lasciando possesso palla e supremazia territoriale ai brianzoli di Palladino, che si prendono la scena con un pressing alto e un recupero e gestione gioco a due tocchi. Il Monza sviluppa bene il suo giro palla da quinto a quinto,e portando poi dentro al campo la palla per cercare le combinazioni in raccordo con Colombo e il sostegno di Colpani.

Sul fronte giallorosso Paredes inizialmente risponde alle attenzioni proprio di Colpani inserendosi negli spazi in avanti, lasciando Aouar a costruire, ma ben presto rientra nei suoi spazi istituzionali, che il Monza gli riconsegna ogni qualvolta fallisce la prima pressione ripiegando subito sotto palla con tutti gli effettivi. C’è una schermatura importante di Pessina e Gagliardini ai 3 centrali che mancano forte Lukaku e Belotti, che provano a cercarsi ma con poco successo per gli spazi angusti,nella morsa dei 3 centrali. La gara è bloccata, con la Roma che si muove poco senza palla, lenta e prevedibile, con Spinazzola che viene inizialmente ben contenuto da Pereyra e Karsdorp poco sollecitato, lo Stadio è silenzioso e i giallorossi non lo accendono.

Il Monza fa la gara ma manca a più riprese dell’ultimo passaggio, recupera basso coi 3 centrali che marcano forte Lukaku e Belotti (Aouar e Bove dovrebbero sopperire al problema inserendosi senza palla) e si distende con grande organizzazione e scaglionamento adeguato occupando il campo e lavorando molto bene sugli appoggi. Ayroldi lascia giocare molto, fischiando poco, ma in troppi frangenti riesce nella non facile impresa di scontentare tutti, fino al momento in cui alza il cartellino decisivo ai fini degli equilibri della gara, con D’Ambrosio che a 70 metri dalla sua porta, già ammonito, entra su Belotti inducendolo al massimo provvedimento disciplinare. Palladino sceglie Carboni per Machin, passando ad un 3-4-2 e si va all’intervallo con un equilibrio nel risultato, unico dato sensibile della gara superiore del Monza.

Ripresa condizionata dall’uomo in più

Con Birindelli per Pereyra, corsa per fronteggiare, si riparte con i giallorossi che devono avere pazienza nello sfruttare la superiorità numerica, mentre il Monza pur con l’uomo in meno sopperisce in fase offensiva a questo perché ha molto movimento senza palla. La Roma deve comunque alzare il ritmo degli sviluppi ed entrare dentro al campo con i braccetti per dare fondatezza alla superiorità numerica, mentre il Monza, pur abbassando percentuali di possesso e supremazia per l’uomo in meno, in fase di possesso può essere ugualmente pericoloso, perché possiede organizzazione e concetti. Il primo ad attingere dai cambi è Mourinho, che inserisce Azmoum ed ElShaarawi per Bove e Belotti, aumentando peso offensivo e passando ad un quanto mai opportuno 4-3-3 con Cristante che sale mezzala. Risponde Palladino con Dani Mota e Vignato per Colpani e Colombo, cioè cambi freschi davanti, per uscire da dietro e fare respirare la squadra.

Si prosegue con Zalewski e Llorente per Karsdorp e Ndicka, e successivamente Kristensen per Spinazzola, con Zalewski che trasloca a sinistra, e Donati per Kyriacopoulos. Adesso il Monza è un muro, agisce in transizione creando i pericoli più significativi della sua gara, sulla corsa di Vignato e Dani Mota, e quando sta per cominciare ultimo giro di lancette dei 90 minuti, dopo avere colpito due pali e a pochi minuti da una bordata di fischi la Roma va in risoluzione, consegnandosi ai 10 minuti di recupero dove l’obiettivo di trovare l’uomo libero per gestire i minuti finali di possesso si materializza. Dopo tanto tempo torna per i giallorossi in campionato la vittoria di misura, che unitamente al clean sheet ripropone un leit motiv della scorsa stagione.

Maurizio Rafaiani

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  1. Anche il Monza Gioca meglio della Roma che alla fine vince la partita per la grande quantità di giocatori che ha in più dei brianzoli anche stavolta a Milano Mourinho non si presenta

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