Roma-Monza, l’analisi tattica: i giallorossi chiudono il match in 60 minuti, forze gestite al meglio

Giacomo Emanuele Di Giulio
31/08/2022 - 9:32

Foto Tedeschi
Roma-Monza, l’analisi tattica: i giallorossi chiudono il match in 60 minuti, forze gestite al meglio

Una notte in testa alla classifica, dopo tanto tempo, in attesa del completamento della quarta giornata, la Roma di Mourinho viaggia sulle ali dell’entusiasmo, davanti all’ennesimo Sold Out del suo popolo, che gremisce ancora in ogni ordine di posti l’Olimpico. Una prestazione legata all’interpretazione corretta, a 72 ore dalla gara dello Stadium, che consigliava gestione delle forze, sia dei singoli, che della rosa, all’affacciarsi del primo tour de force stagionale di gare ravvicinate, tre a settimana.

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho gestisce la profondità della rosa preservando Smalling (gioca Kumbulla), con Mancini e Ibanez consueti braccetti davanti a Rui Patricio, con Celik e Zalewski che rilevano Spinazzola e Karsdorp. In mediana ancora Cristante e Matic, con Pellegrini vertice alto alle spalle di Dybala e Abraham. Stroppa, che ne ha perse tre su tre e che davanti a Di Gregorio mette Caldirola, Marrone e Marlon, rimane fedele al suo calcio propositivo con un 3-5-2 offensivo in mezzali (Pessina e l’ex Machin ai lati di Sensi) e quinti di centrocampo (Birindelli a destra e Carlos Augusto a sinistra), a sostegno di Petagna e Caprari coppia gol che si completa alla perfezione.

Primo tempo sornione e pratico

Con Pellegrini che attenziona Sensi, che deve spesso spostarsi esternamente per sottrarsi a tali attenzioni e moduli con duelli decisivi nel gioco delle coppie che si disegna sul campo, la Roma identifica ben presto l’atteggiamento tattico prescelto. Accettare, nonostante lo spessore e il fatto di giocare in casa, che molte squadre di medio o medio-basso livello vengano sfrontatamente a fare la gara all’Olimpico, farle sfogare o comunque sbattere sul muro difensivo di Smalling e compagni e ripartire colpendo con transizioni e ripartenze letali. Se infatti gli uomini di Stroppa prendono campo con intraprendenza, buone geometrie e buon palleggio in mezzo, molto corti col baricentro alto, atteggiamento non speculativo, i giallorossi scelgono il recupero palla bassa, baricentro basso, fanno molta densità centrale. La scelta di Mourinho si rivela vincente molto presto, con una uscita dal pressing perfetta che culmina con la spizzata letta da Dybala che si invola in contropiede compiendo un capolavoro per gestione palla (sporca e sempre rimbalzante) e diagonale chirurgico di livello. Il vantaggio della Roma è comunque meritato, per le difficoltà dei brianzoli di dare corpo alle intenzioni. La linea difensiva dei giallorossi può permettersi di marcare forte Caprari quando si tira fuori e riceve di spalle, perché Petagna non essendo veloce non può attaccare il corridoio centrale con una corsa importante. Pessina quando Caprari si tira fuori prova ad attaccare gli spazi nell’imbuto centrale, a supporto di Petagna ma con scarsi esiti. Così come i brianzoli provano anche traccianti dall’esterno verso Petagna, quando la Roma scivola in ritardo su Birindelli a destra. Kumbulla si stira, alla prima da titolare, con Smalling che entra a freddo inducendo gli scongiuri del caso ma quando anche il secondo contropiede letale, marchio di fabbrica di serata genera il doppio vantaggio, appare sempre più evidente come i giallorossi non debbano convincere ma vincere. Quando finisce il primo tempo, agli esteti di questa Roma sorniona non piacerà celebrare alcun che. Il primo tempo si consegna ai tabellini con l’uno/due micidiale di Paulo Dybala che fa 100 gol in Serie A.

Ripresa accademica, gara in ghiaccio dopo un’ora di gioco 

Si riparte con Stroppa che inserisce Molina per Marrone, proprio con Molina a sinistra e Birindelli che lo faceva già a destra, il Monza va a mettere molti cross con la Roma che non deve commette l’errore di abbassarsi troppo ma soprattutto di difendere solo di posizione. Perché se Cristante e Matic devono sempre scivolare esternamente, in ritardo, i brianzoli guadagnano spazi e tempi di gioco, creando più di un’azione di fraseggio davanti all’area di rigore, dove i giallorossi portano meno pressione. Nel calcio esistono le Categorie, sulle nostre uscite basse, ogni volta che Dybala riceve palla e sembra chiuso, inventa aperture o comunque sorprende sempre avversari con giocate sublimi. Se dopo un’ora di gioco, sullo stacco imperioso di Ibanez, la gara è chiusa virtualmente e senza storia, la trama della gara dice anche che per un ora la Roma ha concesso solo una supremazia territoriale voluta un possesso palla avversario rivelatosi assolutamente sterile che non ha generato la benché minima produzione offensiva. Stroppa inserisce Colpani, Mota e Ciurria, per Petagna, Pessina e Caprari uguale con la prerogativa del contenimento, per non prendere imbarcata. Mourinho risponde con El Shaarawy e Spinazzola per Dybala e Zalewski, con Pellegrini e il Faraone dietro ad Abraham (3-4-1-2), mentre Celik convincente, solido ed attento in fase difensiva, poi libero di proporsi a risultato acquisito, si rivela alquanto affidabile. Prosegue la girandola dei cambi, con Belotti e Bove per Abraham e Pellegrini, in un 3-5-2 passerella finale per il Gallo. C’è ancora tempo per dei Stroppa inserisce Gondo (un 2003 molto interessante). Unica nota stonata l’infortunio muscolare per El Shaarawy nel finale di gara.

Maurizio Rafaiani

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