Roma-Milan, l’analisi tattica: gara ragionata dai ritmi bassi, giallorossi pratici e poco spettacolari ma sfortunati

Redazione RN
30/04/2023 - 11:27

Prosegue il momento sfortunato della Roma che al termine di una gara di grande generosità e spirito di abnegazione deve ancora una volta fare i conti con l'infermeria

Getty Images
Roma-Milan, l’analisi tattica: gara ragionata dai ritmi bassi, giallorossi pratici e poco spettacolari ma sfortunati

ROMA MILAN ANALISI TATTICA – Prosegue il momento sfortunato della Roma che al termine di una gara di grande generosità e spirito di abnegazione deve ancora una volta fare i conti con l’infermeria che continua inesorabilmente a gremirsi, proprio nel momento più importante della stagione. Una gara da pareggio, diventata un trionfo al quarto minuto di recupero oltre il novantesimo e diventata nuovamente inferno tre minuti dopo, ha ancora una volta evidenziato come i giallorossi siano sempre più squadra sotto l’aspetto degli atteggiamenti e attributi, pratici e poco spettacolari, ma efficaci nonostante le continue assenze.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO 

Mourinho restituisce spazio a Kumbulla che si sistema braccetto di sinistra, con Ibanez centrale e Mancini braccetto di destra, con Celik e Spinazzola quinti di difesa. In mediana Matic al centro, con Cristante e Pellegrini mezzali, a sostegno dei due attaccanti Abraham e Belotti in un 3-4-1-2 molto compatto e fisico negli interpreti. Per Pioli un 4-2-3-1 che conferma la linea a quattro titolare davanti a Maignan, con Calabria ed Hernandez terzini, Kjaer e Tomori centrali, con Tonali e Krunic in mediana e tre giocatori molto mobili alle spalle di Giroud, con a sinistra Leao come consuetudine, Bennacer sotto punta e Diaz a destra. 

PRIMO TEMPO

Che sia gara da spareggio, per la posta in palio altissima, lo si evince sin dai primi minuti, con entrambe le strategie già ben definite nei duelli sul campo. La Roma non elabora più di tanto la manovra, ma è subito molto verticale e va subito a cercare le due punte che si buttano profonde per eludere lo scivolamento in avanti degli uomini di Pioli, con Bennacer sulle tracce di Matic.

Il Milan costruisce a tre dietro, con Calabria e Leao in ampiezza ed Hernandez che cuce dentro al campo, ma la Roma è molto attenta e con i due attaccanti cerca di chiudere le linee passaggio proprio verso il centro, abbassandosi molto con Pellegrini sulla linea dei mediani e agevolando l’uscita sulle zone esterne. E’ una gara ragionata, dai ritmi bassi, brutta, lenta e ben presto spezzettata dagli scontri pressoché fortuiti che a scadenza regolare si susseguono sul terreno di gioco.

Il primo a farne le spese è Kumbulla, che in un contrasto con Giroud ha alla peggio, riportando la rottura del crociato, un evento funesto che fino a due anni fa aveva preso cittadinanza sinistra tra le mura di Trigoria e con l’ingresso di Bove va Cristante al centro dei tre difensori. Il Milan palleggia bene dentro i quadrilateri di gioco usando sponde per poi andare al terzo uomo è superiore per supremazia territoriale e percentuali di possesso palla, ma non riesce mai a raccordarsi intorno a Giroud per trovare poi gli sviluppi finali.

Con Calabria in ampiezza c’è Diaz che viene dentro al campo attirando Ibanez, che esce liberando il corridoio centrale dove Leao tagliando può trovarsi a correre con Mancini e Cristante, non velocissimi ma accadrà una sola volta, senza esito negativo per la Roma, mentre nell’area opposta un Belotti generoso si  batte con atteggiamento leonino, mentre un Abraham impalpabile e annichilito su se stesso, non trova di meglio che immolarsi come miglior difensore rossonero su una conclusione a colpo sicuro di Pellegrini e il primo tempo si conclude con l’impietosa evidenza di una Roma timorosa nelle scelte finali.

RIPRESA 

Al rientro in campo, con Kumbulla già ai saluti, anche Belotti alza bandiera bianca, con El Shaarawy al suo posto, mentre Pioli tira fuori Tomori (anche ammonito) per Thiaw e di li a poco anche Diaz per Saelemeakers. Il Milan prova a dare corpo alla sua supremazia territoriale e possesso palla con una continua rotazione nei movimenti di smarcamento di Tonali e Bennacer per cercare di dare linee di passaggio nel palleggio centrale, ma l’occasione più ghiotta è per El Shaarawy, che manca la ricezione corretta che lo avrebbe messo davanti a Maignan.

Bisogna attendere la prima ora di gioco per vedere i rossoneri finalmente alla conclusione ed è Saelemeakers a divorarsi il vantaggio, dopo un azione caparbia di un Leao che con Hernandez raramente in serata avevano animato la nota catena di sinistra rossonera, ben gestita dalla corsa di Celik e la copertura di Mancini. La Roma entra nell’ultimo quarto di gara dove recrimina per più di una transizione positiva gestita male per scelte e risolutezza, mentre Celik e Ibanez vanno ad un passo dal cartellino rosso quando tale mancanza di lucidità si trasferisce alla fase di non possesso giallorossa; con De Keteleare per Bennacer il Milan prova a sollecitare le imbucate offensive, mentre con Kalulu per Kjaer guadagna velocità difensiva ma perdendo di mestiere.

C’è spazio per un altro infortunio, con Bove (tra i migliori dei suoi) che lascia il campo a Camara, che subito fallisce un occasione propizia, e per Origi per Giroud, finché non si entra nei 5 minuti finali di recupero, dove un Abraham fin li latitante trova il modo di dare un senso alla sua gara dopo un assistenza di Celik; ma che nonostante tutto questo Roma-Milan rimarrà una serata storta un intero popolo giallorosso lo imparerà solo appena 120 secondi dopo…

Maurizio Rafaiani

Vedi tutti i commenti (1)

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

    Tutti i commenti

  1. Quando pellegrino se ne sarà andato, sarà stato sempre troppo tardi.
    Giocatore mediocre, capitano inetto… Inadeguato!

Seguici in diretta su Twitch!

Leggi anche...