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DERBY LAZIO -Il derby è pur sempre una partita che non si può e non si deve sbagliare, indipendentemente dal percorso stagionale e dalla classifica. La Lazio che affronterà sabato gli uomini di Fonseca sarà una squadra che ha coltivato per un certo lasso di tempo il sogno della qualificazione in Champions che la sconfitta con la Fiorentina all’Artemio Franchi ha ridotto drasticamente le possibilità di giocare anche il prossimo la più grande competizione europea. Inzaghi vorrà certamente chiudere la stagione con un acuto importante: vincere il derby per entrambe le squadre potrebbe essere uno zuccherino per rendere meno amara una stagione amarognola.

Il modulo tattico della Lazio

Dal momento in cui Simone Inzaghi si è insediato sulla panchina bianco celeste ha dato via ad un percorso chiaro e coinciso da seguire. Il 3-5-2 è il modulo cardine che ha fatto della Lazio una squadra abile a sfruttare gli spazi e le ripartenze. Uno dei punti forti delle Aquile infatti è la corsa che proviene dagli esterni, soprattutto da Manuel Lazzari che ha vissuto quest’anno una stagione entusiasmante, tanto da fargli guadagnare le attenzioni di Mancini in chiave Europeo. L’ex SPAL nelle grandi partite non ha mai tradito ed anche al derby d’andata è stata una vera e propria spina nel fianco per la difesa a tre di Fonseca. Un altro dogma del gioco di Inzaghi è stato quest’anno più degli altri anni la ricerca in fase offensiva degli uomini di più qualità a centrocampo: Luis Alberto, molte volte schierato come interno del centrocampo a 5, funge in realtà da trequartista pronto ad imbeccare le due punte, Correa ed Immobile. Altro tassello fondamentale è Milinkovic Savic, cercato molte direttamente dal rinvio dal fondo del portiere, nel momento in cui la costruzione dal basso diventa complicata. La fisicità e la qualità del serbo di staccare di testa ha rappresentato una vera e propria variante, che molte volte nel corso della stagione ha fruito occasioni da gol. Se Lazzari è un’arma da sfruttare ed incentivare, dal lato opposto invece quest’anno Inzaghi non ha trovato un vero e proprio padrone del ruolo e la sua squadra ha sofferto quando veniva attaccata da quel lato: Lulic o Fares non hanno fatto bene, e El Shaarawy o Pedro potrebbero approfittarne nel derby di sabato.

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Lazio, Immobile insegue il quinto gol alla Roma per eguagliare Piola

L’ottavo Re di Roma, sponda bianco celeste, degli ultimi anni è sicuramente Ciro Immobile, che quando sente la parola derby vive momenti di grande soddisfazione personale. Il numero 17 della Lazio, infatti, è il terzo marcatore più prolifico della storia derby: con quattro gol alla Roma, il bomber ex Borussia Dortmund è dietro solo a Rocchi e a Piola. Dopo che era rimasto a secco di gol negli ultimi due derby, l’attaccante della Nazionale di Roberto Mancini lo scorso 15 gennaio ha messo il suo timbro nella vittoria della squadra di Inzaghi per 3-0. Piola è a quota 5 gol nei derby, e Immobile farà di tutto per eguagliare il record. Anche per questo, ma non solo, l’attaccante rappresenterà il pericolo numero uno per la difesa giallorossa.

Lazio, Luis Alberto non solo assist: occhio alle reti

Uno dei meriti maggiori di Simone Inzaghi è aver reso Luis Alberto una colonna e un simbolo della sua Lazio. Lo spagnolo con l’ex allenatore della Primavera bianco celeste è diventato un calciatore totale ed anche abbastanza continuo nel percorso di crescita. In questa stagione gli assist del “Mago” risultano essere 2, ma quando è stato presente Luis Alberto in campo la Lazio ha avuto molta più fantasia ed è stata più pericolosa nel corso del match: in media 52 passaggi completati verso la porta con una percentuale del 82% di palloni serviti agli attaccanti. Nel derby d’andata è stato protagonista con una doppietta e giocate decisive.Il giocatore in questa stagione ha perfettamente fatto coincidere la sua classe e il suo talento innato e chiaro, con una spiccata vena realizzativa che non aveva mai contraddistinto così in carriera lo spagnolo.

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Lazio, la stagione 2020/21: un inizio difficile e il sogno Champions svanito o quasi

Dopo il ritorno in Champions League, la squadra di Inzaghi nel corso di questa stagione ha subito uno scotto nella prima parte di stagione proprio per il fatto di dover pensare alla competizione delle coppa delle grandi orecchie. Un inizio di campionato con il freno a mano tirato, con la pesante sconfitta contro l’Atalanta alla seconda giornata per 1-4 che ha ridimensionato le ambizioni bianco celesti. Quello che è mancato nel girone d’andata, complice come detto anche l’impegno in Champions, sono state le vittorie contro le big de nostro campionato: dopo la sconfitta contro Ilicic e compagni, sono arrivati solo due pareggi con l’Inter e la Juventus ed una sconfitta contro il Milan a San Siro. Dal derby vinto però, la squadra sembrava aver cambiato passo, inanellando un filotto di 3 vittorie consecutive con Sassuolo, Atalanta e Cagliari, fermando la sua marcia a San Siro contro l’Inter di Antonio Conte. Complice qualche passo falso di troppo del Milan e della Juventus nella parte finale della stagione la Lazio era rientrata nella corsa al quarto posto, soprattutto dopo la vittoria rotonda contro il Milan per 3 a 0 che aveva fatto sognare tifosi ed ambiente. Sogno durato poco più di una settimana però, in quanto nella trasferta ostica di Firenze, Vlahovic ha guidato la Fiorentina verso la vittoria e la conseguente salvezza dei viola. Il derby di sabato quindi rappresenterà anche per Immobile e compagni uno squarcio per aggiustare una stagione che potrebbe passar in rassegna come anonima e senza grosse gioie. Per questo il derby sarà decisivo quanto per la Roma quanto per la Lazio.