Roma-Juventus

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Roma-Juventus

Una gara particolarmente sentita, un big match dal grande palcoscenico calcistico. Tutto questo è Roma-Juventus.

Tutto pronto per il big match dello Stadio Olimpico di Roma tra la squadra di Claudio Ranieri e la Juventus di Massimiliano Allegri.

Le probabili formazioni per il match di domenica 12 maggio alle 20.30

Quali sono le scelte dei due tecnici per la sfida di domani

ROMA (4-2-3-1): 83 Mirante; 24 Florenzi, 44 Manolas, 20 Fazio, 11 Kolarov; 16 De Rossi, 42 Nzonzi; 34 Kluivert, 7 Pellegrini, 92 El Shaarawy; 9 Dzeko.
A disp.: 1 Olsen, 63 Fuzato, 15 Marcano, 5 Jesus, 2 Karsdorp, 15 Santon, 19 Coric, 4 Cristante, 22 Zaniolo, 27 Pastore, 8 Perotti, 17 Under, 14 Schick.
All.: Claudio Ranieri.

JUVENTUS (4-4-2): 1 Szczesny; 20 Cancelo, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 2 De Sciglio; 16 Cuadrado, 5 Pjanic, 14 Matuidi, 37 Spinazzola; 7 Ronaldo, 18 Kean.
A disp.: 32 Del Favero, 21 Pinsoglio, 4 Caceres, 15 Barzagli, 35 Matheus Pereira, 41 Nicolussi,
12 Alex Sandro, 30 Bentancur, 10 Dybala, 23 Emre Can.
All.: Massimiliano Allegri

Numeri e curiosità su Roma-Juventus

Qualche pillola numerica e non solo, per avvicinarci al meglio al big match di domenica sera

Roma-Juventus è da sempre una delle grandi ‘classiche’ del calcio italiano. Sono 84 i precedenti all’Olimpico con un bilancio in favore dei giallorossi: 31 vittorie contro le 25 dei bianconeri, 28 i pareggi. La squadra bianconera, però, rappresenta l’avversaria contro cui i giallorossi hanno perso più partite in Serie A: ben 81, con l’ultima nel dicembre scorso all’Allianz Stadium. Nella sfida di domenica sera, potrebbe rientrare il capitano Daniele De Rossi e la compagine di Allegri è una delle sue vittime preferite: son ben tre i gol realizzati contro la Juventus in Serie A, tutti all’Olimpico, incluso quello nella sfida interna del maggio 2017: solo al Chievo il capitano giallorosso ha segnato di più (quattro reti). È Cristiano Ronaldo il capocannoniere della sfida, con 5 gol segnati al rispettivo avversario, seguito proprio dal numero 16 giallorosso, Stephan El Shaarawy e Paulo Dybala. Sono 168 i precedenti complessivi in Serie A tra le due squadre, con 81 vittorie bianconere, 49 pareggi e 39 affermazioni giallorosse.

I 113 km/h di Totti

Quando la solita magia dell’eterno capitano tirò fuori la squadra da un momento difficilissimo

Una stagione cominciata tra l’entusiasmo generale di tutta la tifoseria giallorossa quella 2012/13, infiammata nell’estate dal grande ritorno sulla panchina della Roma di Zdeněk Zeman, dopo essersi rilanciato nell’eccezionale cammino in Serie B con il Pescara, conclusosi con la promozione degli abruzzesi. La stagione non va però come si immaginava, i risultati stentano e le prestazioni anche, si fa fatica ad arrivare a due vittorie consecutive. L’esonero di Zeman arriva dopo la 23esima giornata dopo un 2-4 pesantissimo all’Olimpico contro il Cagliari, al suo posto Aurelio Andreazzoli raccoglie il compito di risollevare la squadra fino a fine campionato. Nella seconda giornata della nuova gestione tecnica arriva una delle partite più attese e temute allo stesso tempo da ogni tifoso giallorosso: Roma-Juventus. La squadra che scende in campo contro i bianconeri non è certo in salute, viene dall’esonero tra le mille polemiche del guru Zeman e il nuovo corso sulla panchina è cominciato appena la giornata prima con una sconfitta, a Marassi contro la Sampdoria per 3-1. E’ il 16 febbraio 2013, ore 20.45, Stadio Olimpico di Roma, nonostante il momento e i pronostici, che vorrebbero la Juventus, campione d’Italia e al secondo anno del ciclo Conte, nettamente favorita, il pubblico ci crede e non vuole mancare all’appuntamento: è record di spettatori per la stagione con 54.981 tifosi sugli spalti. Quella a cui assistiamo è una partita bloccata, non molte le occasioni da una parte e dall’altra, ma sia il tifo sia i giocatori sanno che quel match può essere fondamentale per ridare in campo e fuori l’entusiasmo giusto per uscire dal pantano in cui la stagione era andata a finire. Chi se non il capitano, il più grande calciatore della storia della Roma, poteva farsi carico di questa responsabilità? Al minuto 58, Francesco Totti lascia partire un missile a 113km/h da poco fuori l’area di rigore bianconera, non lasciando scampo a Buffon. La partita si conclude per 1-0, la Roma vince uno dei match più sentiti in città, aggrappandosi un’altra volta ancora alla propria leggenda con il numero 10 sulle spalle. Questo è un Roma-Juventus che viene ricordato con particolare affetto da molti tifosi giallorossi, soprattutto grazie a questo gol, definito un meteorite, un bolide, un missile, ma dai più questa partita rimane soprannominata ‘quella dello scaldabagno di Totti’.

L’ultima vittoria a Torino: il colpo di testa di Riise ed il sogno scudetto

Un colpo di testa del norvegese nel 2010 rilanciò le speranze scudetto della Roma

Quando si parla di Roma-Juventus non si parla mai di una sfida qualsiasi. Quella contro i bianconeri è una rivalità che ha radici molto profonde e le volte che i giallorossi sono riusciti ad imporsi sui piemontesi, vengono ricordate perfettamente. Il 23 gennaio 2010 è sicuramente una di queste; la Roma di Ranieri è ospite, nella gelida Torino, della Juventus di Ciro Ferrara. Capitolini avanti in classifica di due lunghezze e con la possibilità di mettere un ulteriore distacco dalla Vecchia Signora. Partita insidiosa, come sempre del resto, che vede la Juventus andare in vantaggio con Del Piero. Il gol del 10 bianconero non spaventa troppo la Roma che al 68′ pareggia con il suo numero 10, Francesco Totti: tiro dagli undici metri e Buffon battuto. Gara equilibrata che però all’83 ha una svolta; John Arne Riise, che di mestiere faceva il terzino, decide di vestire i panni del risolutore. Il norvegese provoca l’espulsione di Buffon e un minuto prima del triplice fischio realizza di testa il gol vittoria. Tre punti in cassaforte per la banda di Claudio Ranieri, ma soprattutto un pass nei i cuori dei tifosi giallorossi per Riise. Con quel gol ‘Thunderbolt‘ è entrato di diritto nella storia dei Roma-Juventus e tutt’ora viene ricordato principalmente per quel gol. In quella stagione il norvegese chiuse il campionato con un bottino di 5 reti in 36 partite, niente male per un difensore. Purtroppo, quei tre punti e quel gol di Riise il 23 gennaio del 2010 non bastarono alla Roma per vincere il tricolore.

La prima gioia di Edin

Contro la Juventus, Edin Dzeko fa il suo esordio all’Olimpico e si presenta ai tifosi a modo suo

E’ il 6 agosto 2015 quando Edin Dzeko, dopo una lunga ed estenuante trattativa, sbarca a Roma tra l’entusiasmo di migliaia di tifosi. E’ una campagna acquisti importante quella giallorossa: arrivano, tra gli altri, Digne, Salah e Szczesny. L’assalto alla Juve è pronto. E ironia del destino, la seconda giornata di Serie A, la prima stagione all’Olimpico metterà la terza Roma di Garcia contro la squadra campione d’Italia. Nel primo turno le cose non vanno molto bene: pareggi 1-1 contro l’Hellas Verona (poi retrocesso), con il bosniaco che mostra solo alcuni colpi del suo repertorio. Nel match all’Olimpico contro la Juve é l’uomo più atteso. La squadra giallorossa gioca una grande partita, ma non riesce a sbloccare il match. A mandare in delirio il pubblico capitolino, però, è il connazionale, compagno e amico Pjanic con un calcio di punizione pazzesco. Da quel momento in poi, la Roma si sblocca e continua a dominare i bianconeri, con Dzeko che prova a far male due volte, trovando sempre un gran Buffon sulla sua strada. Al 79′, però, succede quello che ognuno dei 55 mila spettatori presente sognava: campanile di Iago Falque al centro dell’area, il 9 bosniaco svetta su Chiellini e batte Buffon con un gran colpo di testa. É festa giallorossa, con il primo abbraccio tra Dzeko e Curva Sud. Quella stagione in realtà non fu semplice per l’ex City, con solamente 10 gol all’attivo in tutte le competizioni. Il resto, però, é negli annali: ora l’attaccante è tra i primi bomber del club con 86 gol all’attivo. E quella rete lì, segnata contro l’avversario di una vita, sicuramente ce la ricorderemo a lungo.

Juventus-Roma e Rudi Garcia: il ricordo di quel ‘violino’

Una partita che si ricorda più per le polemiche arbitrali che per quanto si è visto in campo

Negli ultimi anni Roma-Juventus ha sempre rappresentato una sfida avvincente tra due squadre ai vertici della classifica. Partendo dal primo scontro, la rivalità tra le due è cresciuta e la storia di questa partita si è arricchita di aneddoti e protagonisti. Non solo il famoso ‘quattro e a casa‘ di Totti a Tudor, basta guardare non troppo lontano, per trovare un gesto diventato altrettanto celebre. Si tratta di un Juventus-Roma andato in scena il 5 ottobre 2014 a Torino. L’atmosfera in campo si surriscalda quasi subito: al 27’ del primo tempo, la punizione calciata da Pirlo colpisce la barriera giallorossa e Rocchi concede un rigore ai bianconeri, per un presunto tocco di mano di Maicon. Il tecnico giallorosso, Rudi Garcia, non condivide la decisione e senza pensarci troppo, sfoga tutto il suo dissenso con un gesto plateale: il violino, quasi a dire: “Te la suoni e te la canti“. Il direttore di gara non apprezza l’esternazione e lo espelle per proteste. Tevez spiazza Skorupski dal dischetto e regala il vantaggio ai padroni di casa. La Roma riesce a ribaltare il risultato prima dello scadere della prima frazione di gioco, con il rigore segnato da Totti e la rete al 44′ di Iturbe. Nel secondo tempo la Juventus pareggia i conti con un altro penalty, messo a segno nuovamente da Tevez e alla fine arriva l‘ulteriore beffa per i giallorossi: all’86′ Bonucci segna calciando da fuori area. Prima che il match termini, però, c’è spazio per altre scintille: Manolas e Morata si affrontano a muso duro e Rocchi manda entrambi negli spogliatoi, pochi minuti prima del fischio finale. Garcia rifiuta di commentare le scelte arbitrali dopo la partita, ma il giorno seguente affida tutta la sua rabbia ad un tweet: “A mente fredda… questa partita fa veramente del male al calcio italiano!”.

Totti contro Tudor: “Shhh… quattro e a casa”

Serata trionfale per la Roma, che annienta per 4-0 la Juventus all’Olimpico: il protagonista, come al solito, è Francesco Totti

La sfida tra Roma e Juventus è una delle più accese e sentite del campionato italiano perché c’è una rivalità storica che va avanti da molti anni. Una delle vittorie più belle dei giallorossi contro i bianconeri è arrivata nella stagione 2003/04. In quella occasione la squadra allenata da Fabio Capello ha annientato la formazione di Marcello Lippi con un netto 4-0: le danze le ha aperte Dacourt al 13′ con un tiro dal limite dell’area che non ha lasciato scampo a Buffon, poi sono saliti in cattedra Totti e Cassano. L’Olimpico, infatti, ha rischiato di esplodere al 15′, quando il capitano giallorosso ha illuminato la scena con una giocata da fenomeno: stop di petto all’interno dell’area di rigore e, dopo un rimbalzo, tiro di esterno destro che ha colpito in pieno la parte interna della traversa. Nel secondo tempo il numero 10 romanista ha chiuso la pratica segnando il gol del 2-0 su calcio di rigore al 53′. Poi c’è stata la doppietta da applausi di Antonio Cassano, che ha battuto il portiere bianconero al 70′ con un piatto destro su assist di Mancini e poi ha dato il colpo del ko alla Juve con una torsione di testa perfetta dall’interno dell’area di rigore al minuto 84. A fine partita Francesco Totti si è rivolto allo juventino Tudor pronunciando la storica frase “Zitto, so 4“, accompagnata dal gesto con la mano per ricordare all’avversario di tornare a casa. Puro godimento per ogni tifoso della Roma, che non vede l’ora di vivere nuovamente quelle emozioni.[/vc_column_text][td_block_15 custom_title=”ROMA JUVENTUS tutte le notizie” tag_slug=”roma juventus” limit=”15″ ajax_pagination=”load_more”][/vc_column][/vc_row]