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ROMA JUVENTUS ANALISI TATTICA – Forse non servirebbe neanche un esorcismo, fatto sta che la nona sconfitta in 21 gare per la Roma di Mourinho è realtà, quasi la metà di quelle giocate, circa una sconfitta ogni due gare, ruolino di marcia inaccettabile di questa sempre più sconcertante stagione fallimentare di un gruppo che nonostante la buona volontà non riesce a scrollarsi di dosso patemi e paure inconscie,tipiche di chi non si sente adeguato; il lavoro del tecnico, inizialmente vincente, è via via imploso in un loop che a Trigoria sembra trovare cittadinanza ormai da troppo tempo,senza intravedere vie d uscita,in una nevrotica alienazione e autoannullamento dell’Io.

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho elude le assenze difensive ridisegnando un nuovo modulo attorno ad un 4-3-1-2 geometrico e ben scaglionato in campo,con Smalling e Ibanez centrali davanti a Rui Patricio,e Vina e il nuovo arrivato Maitland-Niles esterni; in mezzo c’è Cristante davanti alla difesa, con Vereout e Mkhitaryan (mezzala di destra) ai lati, con Pellegrini vertice alto di un centrocampo a rombo che sostiene i due attaccanti Felix (che agisce sul centro sinistra)e Abraham; Allegri si affida ad un 4-3-3 con De Ligt e Rugani centrali davanti a Scszesny, con Cuadrado e De Sciglio terzini; in mezzo c è Locatelli con Bentancur sul centro sinistra e McKennie che presidia tutta la zona di centro destra, mentre l’equilibrio generale è dato da Chiesa che agisce a sinistra e lasciando svariare a tutto campo Dybala, con Kean attaccante centrale più avanzato.

PRimo tempo equilibrato, ma la Roma si fa preferire nei parametri

La Roma ha un avvio veemente da subito, parte molto forte con un quarto d’ora di grande intensità, sempre pronta a scalare in avanti, padrona delle seconde palle e della riconquista in mezzo al campo, una circolazione pulita, con Pellegrini tra le linee che cuce in maniera sublime; Locatelli prova ad uscire su Cristante, che a sua volta attenziona Dybala quando viene dentro al campo; la Roma è viva, supremazia territoriale e possesso palla superiori, obbliga la Juve a correre sempre all’indietro, togliendogli tempi del pressing con linee di passaggio qualitative, dove la salita dei terzini regala ampiezza e il vantaggio conseguito con Abraham é meritato; Felix occupa la parte centro sinistra dell’attacco, obbligando Cuadrado a limitare la sua eventuale spinta, con Abraham al centro e con Mkhitaryan che va con e senza palla negli spazi di centro destra; la Juve prova ad alzare il baricentro, e appena questo idillio giallorosso si apre, perdendo le distanze, mancando in protezione davanti all’imbuto difensivo, Dybala sfrutta un mancato ripiegamento dei mediani e in perfetta solitudine confeziona il gol del pari; gol che spegne l’ardore degli uomini di Mourinho, che ci mettono un po’ a riprendersi, mentre Allegri perde Chiesa per infortunio ,con Kulusevski che va a destra, con McKennie che trasloca a sinistra componendo un centrocampo con gli esterni a piede invertito, e Dybala a supporto di Kean; la posizione di Dybala, che non da riferimenti, è l’unica criticità che la Roma deve risolvere nel primo tempo.

Ripresa importante fino al blackout sconcertante che ribalta la gara

Al rientro, coi medesimi 22, la Roma dimostra di avere superato l’impasse, e un nuovo avvio di intensità vede un inserimento di Mkhitaryan nella zona di centro destra che trova la conclusione vincente; la Roma è tambureggiante, la Juventus ritorna a correre a vuoto, ricacciata all’indietro, e di li a poco Pellegrini ripete Cagliari con una conclusione balistica su calcio piazzato degna della sua tecnica; sul doppio vantaggio diventano importanti i 10 minuti successivi, non abbassarsi troppo, reggere il ritorno dei bianconeri e ripartire su Felix (con Cuadrado ammonito) o appoggiarsi su Abraham, ma la Roma commette peccato di presunzione, pensando che la peggiore Juventus di questi 12 anni sia alle corde; Allegri inserisce Morata, per dare più presenza in area, e Arthur per dare geometrie (fuori i deludenti Kean e Bentancur) e i giallorossi si fanno subito sorprendere da Locatelli che occupa l area ignorato da un presepe imbarazzante ; ed è l’inizio, dell’ennesimo psicodramma, in 7 minuti la storia della Roma, un suicidio assistito, un uscita criminale e inspiegabile dalla gara, al quale Mourinho tenta di dare una scossa con Shomurodov per Felix, Carles Perez per Veretout. In un 4-2-4 che più di nervi che tecnicamente trova il calcio di rigore che potrebbe quantomeno rendere accettabile il risultato ; ma negli occhi di Pellegrini (che di li a poco lascerà per Borja Mayoral) si legge già l’accettazione della sconfitta, che sulla respinta di Scszesny diventa puro masochismo; una gara con spunti tattici poco interessanti, ma con aspetti mentali dai risvolti preoccupanti.

Maurizio Rafaiani

2 Commenti

  1. No .. stavolta mi sembra un giudizio generico e non una analisi completa .. la Roma perde equilibrio quando esce Felix, visibilmente stanco, ed entra Shomurodov che non si va a prendere Cuadrado che evidentemente e’ molto forte e resistente alla corsa per tutta la partita .. in piu’ Cristante dimostra la sua poca intelligenza difensiva e la sua poca capacita di inerdire di testa, ed e’ l’ ennesima volta, e non va a coprire l’ inserimento di Locatelli .. da li la Roma crolla e la Juve si riprende e va a vicere una partita che almeno poteva finire in un pareggio se solo Pellegrini non avesse titubato a sparare un rigore forte e dove il portiere non poteva arrivare ma anche Pellegrini mostra la poca personalita’ e il crack e’ completo e la frittata e’ bella che fatta ..

  2. Pellegrini non ha titubato ha sbagliato il rigore.
    Il rigore con il saltino alla giorgigno per capirci serve a spiazzare il portiere, dopo sceso dal saltino il portiere ha preso gia’ una direzione ed il tiro deve essere inverso alla direzione del portiere, se fai bene il saltino fai muovere il portiere e gliela tiri addosso l’hai sbagliato il rigore. Guardatelo, saltino perfetto il portiere si slancia a destra e lui la tira sul portiere, pero’ sono fiducioso che i prossimi li fa corretti, perche’ si vede dalla punizione fenomenale che è uno in grado di migliorarsi notevolmente.
    Questi sono rigori che non vanno angolati molto, tutto il successo di questo modo di battere è capire lo slancio che prende il portiere e tirare lato opposto, basta un metro opposto allo slancio del portiere.

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