ROMA INTER ZANIOLO DZEKO – Silenzio assordante. Così Josè Mourinho ha deciso di affrontare i giorni precedenti alla gara contro l’Inter, alle 18. Una partita che per lui non può essere come le altre, visto che Appiano Gentile ospita in bacheca il suo Triplete. Lo ‘Special One’ ha scelto di non intervenire in conferenza e concentrarsi sul lavoro. Il match è difficile e delicato, e la formazione è un po’ “da inventare” per usare le sue parole. I giallorossi sono ancora alla ricerca di un successo contro una big e anche stavolta il tecnico si affiderà ad un suo gioiello ed ex, Nicolò Zaniolo. A proposito di corsi e ricorsi, sponda Milano c’è un altro giocatore che dal canto suo ha scritto un pezzo importante della sua carriera nella Capitale, Edin Dzeko. Insomma, una partita che va oltre il pallone stesso.

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Roma, Nicolò Zaniolo

“Stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento” un consiglio in note che può cucirsi addosso a Nicolò Zaniolo, soprattutto da qualche mese a questa parte. Il classe ‘99 sta lavorando sodo per recuperare a pieno la condizione dopo il terribile doppio infortunio e tornare al gol in Serie A (che manca dal match contro la Spal dell’anno scorso) e poco a poco sta ritrovando lampi e giocate, e sono sempre più frequenti le incursioni prorompenti alla sua maniera che impensieriscono non poco le difese avversarie, che tentano di fermarlo a volte in modo scorretto. In tutto questo si colloca il dover gestire qualche dubbia decisione dell’arbitro di turno nei confronti del numero 22, talvolta severa oltre misura. In ogni caso, tutto questo deve essere messo da parte, domani arriva l’Inter, la squadra che l’ha lasciato andare verso Trigoria troppo frettolosamente, che forse non ha creduto fino in fondo nelle sue potenzialità. Tutti ricordi che possono diventare carburante. Anche perché, al netto delle assenze, toccherà a lui prendere per mano la squadra, un po’ come faceva Edin Dzeko, l’amico che domani vestirà i colori dell’avversario. Intanto, Mourinho tutela Nicolò alla sua maniera, con una provocazione bella e buona: “Sto male a vedere ciò che subisce, fossi in lui andrei all’estero”. Ma, visto quanto ha insistito ai tempi del Tottenham per averlo, la verità è che non potrebbe essere più contento di vedere il suo numero 22 guidare l’attacco della Roma, soprattutto quando ha un ‘conto aperto’. E starà già sognando il prato verde dell’Olimpico dove potersi scatenare.

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Inter, Edin Dzeko

“Casa è dove si lascia il cuore”, come si dice. E Dzeko che posto indicherebbe sulla mappa? La risposta la sa solo lui. Però a questo punto della sua carriera e dopo tanti retromarcia, e soprattutto con lo stimolo Mourinho in panchina, ammettiamolo, il suo addio a Trigoria è stato un po’ una sorpresa. Alzi la mano a chi non farà strano vederlo in maglia nerazzurra mettere piede in quello che è stato il ‘suo’ stadio per anni. Lì dove ha scritto a mano un capitolo intero della storia della Roma. Sicuramente i pareri circa l’accoglienza che merita saranno contrastanti: frustrazione, nostalgia, rabbia o rimpianto, a voi la scelta. Ma c’è un fattore incontestabile, e sono i numeri. Con la maglia giallorossa ha esultato 114 volte. Stagioni di alti e di bassi, dense di avvenimenti che sarebbero troppi da elencare. In ogni caso, è il terzo marcatore all-time della Capitale. Un trofeo da alzare al cielo è però sempre mancato in giallorosso. Ora ci prova con l’Inter, con la quale ha avuto un avvio sprint, segnando sino ad oggi 10 gol totali. Chissà se Edin, magari solo per un secondo, al centro dell’Olimpico, si immaginerà con la maglia giallorossa addosso. Chissà, in altre circostanze, come si sarebbe trovato con Abraham. Si sa, i ‘chissà’ lasciano il tempo che trovano. Il calcio va avanti, la Roma non ha tempo di guardarsi indietro, servono punti e morale. Però un abbraccio con Nicolò e compagni non può e non deve mancare. Perché questo è lo sport che dovrebbero vedere i bambini.

2 Commenti

  1. Io spero solo di non dovermi arrabbiare ancora per colpa dell’arbitro per una volta se si puo’ vorrei vedere un arbitraggio Imparziale e non e’ poco, visto tutto quello che e’ successo fino ad ora

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