6 Dicembre 2021

Roma-Inter, l’analisi tattica: una gara chiusa dopo 20 minuti con i giallorossi sempre più indigesti agli scontri diretti

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ROMA INTER ANALISI TATTICA – Diventano 7 su 16 le sconfitte per la Roma di Mourinho, sempre più repellente e indigesta agli scontri diretti con le contendenti ai piazzamenti per i posti europei. Dopo Bologna non c’è stavolta né la reazione né la prestazione, col linguaggio del corpo dei protagonisti in giallorosso molto presto inequivocabile, tra una disarmante impotenza e un annoiata attesa del fischio finale per una gara sostanzialmente chiusa dopo 20 minuti.

Moduli e sviluppo di gioco

Entrambe schierate col 5-3-2 a specchio, Mourinho sorprende con 5 difensori di ruolo con Smalling, Mancini e Kumbulla centrali, Ibanez e Vina quinti e 5 giocatori offensivi. Cristante fa il perno centrale, Veretout e Mkhitaryan mezzali, alle spalle di Shomurodov e Zaniolo dove diventa fondamentale la ricerca dell’equilibrio e di non spaccare la squadra in due tronconi sul palleggio degli uomini di Inzaghi. L’ex tecnico laziale non recupera DeVrij e lo sostituisce con D’Ambrosio, a fianco di Skriniar e Bastoni, Dumfries e Perisic sulle corsie esterne in ampiezza e appoggio costante e puntuale all’azione offensiva. In mezzo Brozovic e Calhanoglu costruiscono e Barella va a sostegno dell’azione offensiva di Correa e l’ex Edin Dzeko.

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Primo tempo dove l’equilibrio si spezza dopo poco tempo

Con Correa vicino a Cristante, l’Inter ha un timido avvio tattico, con l’equilibrio ingannevole dei primi 15 minuti dove sembrano esserci i presupposti per una gara incerta. Entrambe le squadre scalano molto alte in fase di non possesso sulla costruzione bassa avversaria, così come si  potrebbe pensare che possano essere decisivi i duelli sulle catene esterne ma di fatto Ibanez, che non può avere la spinta imponente di Karsdorp, finisce per non soffrire Perisic limitandolo molto e concedendogli il solo riferimento in ampiezza. Sull’out opposto Vina e Dumfries finiscono per annullarsi a vicenda (il nerazzurro ben coadiuvato da D’Ambrosio) fatta eccezione per l’unica ma decisiva situazione su cui l’olandese sorprende e sovrasta il giallorosso in occasione del gol. Pur con l’equilibrio presente sul campo, Mourinho sceglie di attendere ordinato intorno alla compattezza centrale per poi ripartire, strategia che dopo 15 minuti diventa inutile. Calhanoglu sorprende Rui Patricio direttamente su corner, con Zaniolo e Cristante mal posizionati che falliscono l’intercetto della traiettoria facendo sorgere l’interrogativo sul motivo per il quale nonostante un calcio a rientrare (e per giunta di uno specialista balistico), ci sia l’insana moda da parte di molti di non posizionare più l’uomo a presidiare il palo. Il vantaggio indirizza inesorabilmente e immediatamente la gara, perché la Roma aldilà di qualche sortita dopo una transizione veloce non reagisce e comincia a ballare e correre a vuoto in mezzo al campo. L’Inter palleggia senza dare riferimenti in mezzo al campo, con Brozovic e Calhanoglu che si alternano in mezzo al campo nel costruire, così come il movimento senza palla, soprattutto quello immediato nel dare una nuova linea di passaggio dopo averlo smistato (terzo uomo), creano i presupposti per una ragnatela di passaggi e una circolazione fluida e veloce. Kumbulla drammatico in ogni gestione palla coi piedi (4 palloni giocati,3 dati agli avversari nei primi 15 minuti), dopo 20 minuti la gara è già finita, perché con un azione figlia del possesso di palla di qualità sopra descritto e gli interscambi e rotazioni sulla catena di sinistra, Dzeko può consumare la puntuale quanto scontata vendetta dell’ex. Per la Roma è buio pesto, con Skriniar e Bastoni che impacchettano molto presto Zaniolo e soprattutto Shomurodov, al quale viene sempre concesso solo di muoversi incontro a cucire o in ampiezza anziché attaccare la profondità. Il possesso palla nerazzurro è tambureggiante e quando Bastoni, che viene dentro al campo come braccetto godendo di troppe libertà, mette palla per Dumfries, Vina si fa sorprendere e non ha peso per contrastarlo consegnandosi allo stacco imperioso dell’olandese che chiude definitivamente la gara nella quale i giallorossi alla ricerca disperata dell’episodio non avranno più la forza di rientrare.

Ripresa accademica

Ripresa con gli stessi 22 del primo tempo, con la curiosità di vedere il tipo di reazione della Roma, per l’orgoglio, l’autostima futura ma soprattutto per gli encomiabili tifosi della Curva Sud che cantano ininterrottamente e che lo faranno fino oltre il novantesimo minuto. Si riparte con l inter che fa 5 minuti di possesso e con la Roma che deve decidere se provare a rischiare qualcosa per recuperare palla e rendere il risultato più accettabile o rinunciare a forzare per limitare il passivo già pesantissimo. Col risultato deciso comincia per Inzaghi la valutazione delle forze per l’impegno di Champions imminente, così come la valutazione delle criticità della gara. Barella ammonito, al cui posto entra Vidal e l’infortunio di Correa che apre all’ingresso in campo di Sanchez. Mourinho inserisce Bove per Kumbulla, con Cristante che va nei 3 centrali difensivi (braccetto di sinistra), ma l’unica entità viva dentro all’Olimpico continua ad essere la Curva Sud con l’Inter che abbassa i ritmi e palleggia facendo scorrere il tempo e risparmiando energie con Dimarco, Vecino, Sensi per Bastoni, Dzeko e Calhanoglu un 5-3-1-1 conservativo. A quel punto rimane solo da siglare e iscrivere a tabellino l’ammonizione di un annoiato Zaniolo (che salta lo Spezia), e l’ingresso dell’ennesimo prodotto di Trigoria, il classe 2003 Volpato.

Maurizio Rafaiani

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11 commenti

  1. gio ha detto:

    Ma quali scontri diretti…..noi i scontri diretti ce li abbiamo con Venezia, Spezia ,Verona ,Bologna ecc. e pure quelli abbiamo perso….andatevene tuttiiiii……

  2. Federico ha detto:

    Gli altri scontri diretti la Roma li ha giocato, ieri ha aspettato passiva e ferma, in casa, continuando a ripetere errori difensivi in una partita impostata solo sull’attesa. Ora, in generale, la Roma se giocano due giocatori come Cristante e Veretout non ha speranze, il centrocampo è fondamentale e sono nulli in fase di interdizione, lenti, spenti, non vogliono mai il pallone e se lo prendono – Cristante – spesso sbagliano tempi e giocare. Il problema non è essere decimi ma pensare che giocatori mediocri debbano essere confermati. Tra cui Cristante e Veretout. Con quel centrocampo impossibile pressare, ma non giocare in casa una partita così alzando bandiera bianca è peggio di Bodo, almeno come Spezia e Venezia bisogna dimostrare voglia proposirivuta e atteggiamento, ieri avremmo perso anche con la Salernitana, e i gol subiti sono frutto di disorganizzazione, innanzitutto, figlia di un atteggiamento passivo in partenza. Mourinho ho ha promesso che la Roma avrebbe giocato per vincere ogni partita, ieri non è stato fatto. E questo è grave. Poi si poteva perdere 5/0 ma gli olè anello primo tempo senza che nessuno dei nostri pressasse sono uno dei punti più bassi della storia della Roma. Mourinho deve allenare, come al Porto, e capire che non sono le riserve il problema, ma titolari su cui non si può puntare, compresi gli acquisti sbagliati di Rui Patricio e Vina. Poi un giorno scopriremo perché Shomurodov al Genoa era fortissimo – visto più volte con i miei occhi – e qui un fantasma.

  3. Vincent Vega ha detto:

    Ma scontri diretti di cosa? Mezza stagione e già siamo a 9 punti dal 4 posto, 13 dal primo, in più abbiamo fatto zero (0) punti contro Verona, Venezia, Bologna…Ma di quali “scontri diretti” si parla?

  4. Nello ha detto:

    Ma quale scontro diretto noi siamo una compagine non una squadra mediocre l’Inter in serie A è per ora la più forte . Noi con certi pessimi rappresentanti in campo siamo vergognosi. Non amano Roma e la Roma….non possono indossare una.maglia che almeno per me vuol dire amore sofferenza gioia e voglia.di portarla in paradiso. Dei giocatori che la Roma ha in rosa terrei solo Zaniolo che almeno lotta e combatte gli altri sono dei senza attributi.

  5. Cris ha detto:

    Non è la sconfitta di ieri a fare notizia, era preventivabile, ma ciò che deve fare pensare che non siamo sulla strada giusta è stata la partita due domeniche prima con il Torino, vedere i granata fare la partita e noi giocare di rimessa dimostra che non abbiamo gioco.
    Credo che con lo Spezia sarà dura la domenica dopo a Bergamo verremo spazzati via.

  6. giovannib ha detto:

    MA se eravamo da settimo posto l’anno scorso, e quest’anno ti mancano pure Dzeko e Spinazzola, perchè mai oggi dovremmo essere tra le contendenti per le prime quattro posizioni? Senza contare che Smalling ha giocato due partite e mezza, unico vero centrale che abbiamo perchè Ibanez è in fase di crescita mentre Kumbulla e Mancini sono terrificanti, non capisco il perchè di questa sorpesa tra i tifosi. Ieri erano da prendere a schiaffi per l’atteggiamento indolente. La partita era stata impostata bene ma se prendi un gol da corner, e non un corner alla Maradona ma un tiro basso dove lisciano Zaniolo, Cristante e Rui Patricio insieme, ci credo che abbia tagliato gambe e testa a tutti, compresi i tifosi, io per primo. E’ un attenuante ma la mancanza di reazione è stata nauseante. Allenatore cambia poco, guardate il Cagliari, per dirne uno. Maran, Di Drancesco, Semplici, Mazzarri in due anni e fa sempre schifo uguale. Ricordate il Milan degli ultimi anni? Inzaghi, Brocchi, Montella, Seedorf, Pioli ecc e ha fatto schifo sempre, fino a quando non hanno cominciato a comprare Tomori dal Chelsea, Diaz ed Hernandez dal Real Madrid, Ibrahimovic, Tonali, Bakayoko ecc e, per magia, hanno inziato a giocare bene. Merito di Pioli? Non credo proprio

  7. Asromasempre ha detto:

    Scontri diretti con Fiorentina, Juve, Lazio, Bologna e Verona… solo 3 punti conquistati.
    Sì mette male quest’anno se vogliamo ambire a un posto in conference.
    Se poi nella lotta rientra anche il Sassuolo, per noi sono dolori!

  8. Sergio ha detto:

    Una squadra è vincente se c’è un lavoro di costruzione fatto dalla società allenatore compreso, questa costruzione è in fase embrionale nella roma, per ora di rilevante c’è stato il mercato in uscita, una decina di giocatori considerati fuori progetto che servivano solo a svuotare le casse sono andati via, vedi Nzonzi, Pastore, Santon, Peres, ecc..
    Non potevano tenere questi esuberi e comprare altri giocatori, l’unica cosa che ho da obbiettare è che potevano comprare un paio di centrocampisti buoni al posto delle due punte, considerando che c’e’ lo spagnolo come punta.
    Per il resto ci teniamo un po di frustrazione perché quest’anno sarà uno schifo anche con il mercato invernale, ma cominceremo a vedere qualcosa dopo quello estivo del 2022.
    È l’anno 0 questo

  9. Frank69 ha detto:

    Co sta rosa de p….. per carità…
    Brava la società, a vendere Dzeko, mi pare giusto, privarsi del più forte in rosa dell’anno scorso. Bravo pinto.

    Salvo Zaniolo.