De Rossi e Inzaghi, i finti ‘Normal One’: così Roma-Inter diventa speciale

Marco Guerriero
07/02/2024 - 7:11

Prima avversari in campo, De Rossi e Inzaghi si sfidano sabato all'Olimpico sulle rispettive panchine di Roma e Inter. Due allenatori dai profili normali, ma fino ad un certo punto

Getty Images
De Rossi e Inzaghi, i finti ‘Normal One’: così Roma-Inter diventa speciale

ROMA INTER DE ROSSI INZAGHI – Entrambi hanno iniziato la loro carriera allenatore subentrando a stagione in corso, anche se uno dei due ha già acquisito maggiore esperienza. Dopo due anni e mezzo, il fil rouge di Roma-Inter non sarà più la figura di José Mourinho. La sfida, adesso, mette davanti tecnici con principi simili ma filosofie differenti: Daniele De Rossi e Simone Inzaghi.

Il nuovo corso targato DDR è iniziato nel migliore dei modi con tre vittorie su tre, ma sabato all’Olimpico arriva l’avversario più in forma del campionato e candidato numero uno alla vittoria dello Scudetto. Un vero e proprio banco di prova per l’ex centrocampista, che ha speso parole di elogio nel post partita contro il Cagliari: “Tutti dicono che i nerazzurri sono i più forti e pochi dicono che giocano veramente bene. Servirà la miglior versione nostra per fare bene in questa partita”.

Roma-Inter, tutti i temi della sfida tra De Rossi e Inzaghi

Come scrive La Gazzetta dello Sport, Roma-Inter è uscita dall’orbita di José Mourinho che ne ha condizionato inesorabilmente le vigilie. Lo Special One ha regalato ai tifosi giallorossi una Conference League e una sfortunata finale di Europa League. In cambio, ha ricevuto affetto e fede incondizionata. Accolto trionfalmente nel maggio 2021, il portoghese è uscito di scena a metà gennaio e ha restituito Roma-Inter di sabato a panchine ‘normalizzate’.

Inzaghi e De Rossi, prima sfida da allenatore

Si potrebbero definire quasi dei ‘Normal One’, ma fino ad un certo punto. De Rossi e Inzaghi si sono sfidati più volte, hanno alle spalle una lunga storia di derby. Simone ne ha giocati 10 da centravanti senza mai segnare un gol e Daniele ne ha segnato uno a Inzaghi allenatore, ma in un derby vinto dalla Lazio 3-1 (2017). Sabato comincerà la terza fase delle loro sfide: entrambi allenatori. Inzaghi con 8 anni di mestiere in più, De Rossi solo con una mezza stagione sfortunata alla Spal e il tirocinio azzurro al fianco del CT Roberto Mancini. 

Roma-Inter e un’aria più tranquilla

Inzaghi arriva all’appuntamento dell’Olimpico con la voglia di dar seguito alla vittoria più importante, sulla Juve, allontanata a -4. De Rossi è stato introdotto da un tappeto abbastanza morbido (Verona, Salernitana, Cagliari). In queste partite Daniele ha già smussato le isterie strategiche di Mourinho. Questa inclinazione a temperare appartiene anche al mister nerazzurro, che ha puntualmente lasciato cadere ogni provocazione di Allegri pre derby d’Italia. Entrambi, infatti, preferiscono restare nell’ambito professionale e lasciare la scena ai giocatori. Cambierà l’aria anche in campo, proprio alla luce del “giocare meglio” riconosciuto da Daniele al rivale.

Qualità all’Olimpico

Nell’ultimo Roma-Inter, Mourinho (3-5-2) aveva barricato la mediana con Zalewski, Camara, Matic, Bove, Spinazzola e piazzato un centrocampista (Pellegrini) dietro a una punta da guerriglia (Belotti): Abraham e Dybala entrarono nel finale. De Rossi dovrebbe confermare il suo assetto, anche per capire quanto sia sostenibile contro una corazzata come quella nerazzurra. Potrebbe soffrire di leggerezza davanti alle transizioni efficaci di Inzaghi, ma è anche vero il contrario. L’Inter soffre se attaccata, non se è attesa, come faceva il tecnico portoghese e come ha fatto sabato Allegri. Se De Rossi riuscirà a imporre anche alla capolista la sua logica, potrà ricavare soddisfazioni. Certo, a patto di assorbire i rischi delle ripartenze di Simone.

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