• Roma-Helsinki: l’analisi tattica. Rimediata la falsa partenza in Europa League. Dybala rompe gli indugi di una gara solo da stappare

    Manuela Fais
    16/09/2022 - 8:23

    Foto Tedeschi
    Roma-Helsinki: l’analisi tattica. Rimediata la falsa partenza in Europa League. Dybala rompe gli indugi di una gara solo da stappare

    Davanti all’ennesimo sold-out di questo inizio di stagione, rimediata la falsa partenza la Roma di Europa League, dando continuità di risultato alla trasferta vittoriosa di Empoli e buon viatico per la difficile gara casalinga di domenica (Atalanta, bestia nera degli ultimi anni) e del successivo doppio confronto col Betis Siviglia, che deciderà la classifica del girone. 

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

    Il 3-4-2-1 di serata di Mourinho concede pochi vantaggi in termini di turn over, ed ha l’obiettivo di fare ritrovare la condizione di Belotti e del rientrante dall’infortunio Zaniolo. Schierati con Pellegrini alle spalle, mentre in mediana si confermano Matic e Cristante. Dietro, con Rui Patricio confermato tra i pali, ci sono Ibanez al centro, con Mancini e Vina braccetti, mentre i quinti sono Karsdorp e Spinazzola. I volenterosi e pratici finlandesi sono schierati da Koskela con Hazard tra i pali, Tehno al centro, con Raitala e Hoskonen braccetti e Soiri e Browne quinti di difesa. In mezzo trovano spazio Vaananen al centro,con Lingman ed Hetemaj mezzali di supporto ai due attaccanti centrali Aboubakari e Hostikka.

    PRIMO TEMPO INTERLOCUTORIO

    Con Vina braccetto di sinistra, la Roma può sfruttare una spinta di piede anche del braccetto di sinistra, a differenza di quando ci viene schierato il destro Ibanez e tale particolarità si dimostrerà successivamente utile a gara in corso. Gara che trova i finlandesi molto aggressivi in zona palla fin dalle prime battute, con la Roma che nonostante tutto opera una buona circolazione e fluidità di manovra. Unica criticità del primo quarto di gara si palesa quando i giallorossi scelgono di andare a prendere alti sulla costruzione dei finnici, ma la mediana non accorcia e la Roma si allunga, creando uno spazio in mezzo al campo dove gli uomini di Hoskela qualora arrivassero a saltare il primo pressing giallorosso potrebbero trovare spazi dove prendere velocità. Ma questo Hjk manifesta tutta la sua inferiorità, specie nella costruzione bassa, con poca qualità nel palleggio, che porta alla situazione in cui Tehno viene messo in difficoltà dal retropassaggio suicida di Soiri, provocando l’espulsione che regala una ulteriore superiorità (dopo quella tecnica ora anche numerica) ad una Roma abbastanza lenta, e con poche idee offensive. L’Hjk in dieci inserisce Peltola per Hostikk abbassa il quinto di destra e difendendo con due linee a quattro, lasciando Aboubakari davanti, così come scivolare con Browne in avanti e sviluppare con un 5-3-1. Nonostante lo scenario propizio i giallorossi faticano a tramutare in produzione offensiva la supremazia territoriale e la percentuale schiacciante di possesso palla, non ottengono una spinta significativa dagli esterni Karsdorp e Spinazzola, prediligendo linee di passaggio centrali, senza però riuscire a raccordarsi con Belotti. Ma quando il compasso di Matic comincia a trovare i traccianti verticali giusti, che sollecitano finalmente l attaccante ex-Torino e col fatto che Vina è braccetto di sinistra (l HJK ora ha un solo attaccante) diventa opportuno alzare Spinazzola e usare Vina in spinta con lui a sinistra, dopo che Spinazzola fino a quel momento autore di una gara sottotono. Ancora poco ritmo, manca manovra aggirante, ci sta anche la conclusione da fuori che opera Cristante, ma manca quella qualità che smuova l’inerzia di un primo tempo piatto, a tratti soporifero.

    RIPRESA SUBITO DECISIVA CON I CAMBI

    Al rientro Mourinho sceglie Dybala e Smalling, per Vina e Ibanez, passando definitivamente a quattro dietro e alzando i due terzini Spinazzola e Karsdorp, lasciando proprio Smalling e Mancini a gestire dietro l’unico attaccante dei finnici. Per la Roma un 4-2-4 a trazione anteriore, che da subito i suoi frutti con la qualità che mancava e Dybala che rompe subito gli indugi di una gara solo da stappare. Un rapido uno/due e in pochi minuti la gara è in risoluzione, con Camara che rileva Cristante, Abraham per Zaniolo e il gol di Belotti (finalmente) che da un senso alla seconda parte di una gara conclusa di fatto al quinto minuto della ripresa, con i finlandesi che faticano a ripartire a protezione del risultato meno dannoso possibile. Bove per Pellegrini, e gli ultimi cambi per Hoskela fanno da complemento ad una ripresa dove si esalta ancora di più il compasso di Matic in verticale, sempre di grande qualità e la riflessione su come manchi ora solo di giocare a tre a centrocampo con Matic regista e Pellegrini e Zalewsky mezzali, a supporto di Zaniolo e Dybala alle spalle di Abraham (con Belotti prima opzione).

    Maurizio Rafaiani

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