IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – La Roma lascia Pinzolo dopo sette giorni di lavoro e due amichevoli: dopo l’8 a 0 contro il Pinzolo Val Rendena, arriva l’1-0 contro lo Slovacko. Ora è pronta per la seconda fase, quella più significativa: Di Francesco avrà a disposizione il corpo vero della squadra e non più troppi “precari” visti qui in Val Rendena. Il lavoro non può che essere incompleto e le valutazioni tecnico-tattiche dell’allenatore sono in divenire. Peres, ad esempio, si conferma nella piena fase di prova. Difendere come chiede il tecnico è dura, si è visto anche ieri pomeriggio nell’amichevole con lo Slovacko (in tribuna uno striscione sul piccolo Bradley: «Riposa in pace» e un paio contro Pallotta «Curva Sud e Pallotta mai stati uniti» e «Pallotta facci un favore: diventa romanista», a differenza di altri nei giorni scorsi rimasti per un’ora e più; di solito queste scritte vengono rimosse in un attimo), modesta squadra della prima serie ceca, ma gli spunti offensivi sono ragionati e continui. La partita è molto fisica, i cechi picchiano come fabbri (sfiorate un paio di risse).

CONFERME – Di Francesco schiera lo stesso undici visto contro la rappresentativa della Val Rendena. Questo, per dare un senso di squadra, che ancora non c’è. Il lavoro aumenta e i calciatori vanno più lenti, ma l’idea di calcio dell’allenatore c’è e si vede. Anche se l’applicazione per ora è provvisoria, ieri meglio nella ripresa. Peres, come detto, è uno degli osservati speciali, è lui il titolare destro in difesa, in attesa di Karsdorp: il brasiliano si mostra brillante quando deve cercare lo spazio in avanti (sfiora un gol e fornisce un paio di assist seri a Vainqueur e Sadiq e uno vincente sempre al nigeriano), meno se deve accorciare, marcare, fare una diagonale. Lavorare con la linea, insomma. La strada in questo senso è lunga («Io sono soddisfatto, ma so che posso migliorare!», dice Bruno): diciamo che ora attacca meglio di prima ma difende come prima, cioè distrattamente. Luca Pellegrini, dall’altra parte, va meglio come attenzione difensiva, ma ricordiamo che si parla di un ragazzo del ‘99, che va cresciuto e “lavorato”. Vittima, però, di una distorsione al ginocchio sinistro: oggi gli esami, si teme un lungo stop.

IL PERNO – Gonalons continua a essere il “centro” della Roma, nell’attesa di De Rossi (oggi visite mediche nella Capitale per tutti i nazionali). Distribuisce il gioco in allenamento e lo stesso deve fare in partita, ieri in campo novanta minuti, l’unico insieme con Peres. Il francese gioca tanti palloni, molti li sbaglia. Stanco. Non è un caso che la Roma là davanti crei poco, meglio nella ripresa con in campo un po’ di calciatori più freschi e che hanno capito subito alcuni movimenti, vedi Keba, Antonucci e lo stesso Sadiq, che segna con un colpo a botta sicura su palla liftata di Brunetto. Nel primo tempo, un paio di mischie da palle inattive e un degno inserimento di Peres e null’altro. Poca velocità offensiva e qualche amnesia dietro, una volta rimedia Pellegrini (dopo un fallo, non visto, a metà campo su Peres) e due volte ci mette una pezza Alisson.

I CAMBI – Nel secondo tempo, comincia la pioggia dei cambi (e quella dal cielo, ne viene giù tanta). Esce Perotti, meno brillante rispetto alla prima partita, più Cappa, Ricci e un non convincente Castan (meglio Juan Jesus). Stavolta non cambia il ruolo di Gerson, che continua a fare la mezz’ala: passo felpato, atteggiamento spaesato, poco coinvolto fino in fondo, anche se Eusebio vuole continuare a lavorarci. Domani si ricomincia, facendo parecchio sul serio.